Giotto di Bondone We celebrate the 750th anniversary from the birth of the great inspirational artist of modern painting

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Giotto di Bondone, or more simply Giotto, was born in 1267 in Vespigliano, part of the Vicchio municipality and died in 1337 in Florence. Finding his place of birth was not always easy, so much so that in the nineteenth century there was a heated debate, even between the columns of the newspaper “La Nazione”, among those who wanted him to be a native Florentine and those who wanted him to be from Mugello.
In the end Giuseppe Baccini was the one who won the debate, showing the Mugello origin of Giotto. This story, in reference to the place of birth of the person who took part in the construction of the homonymous bell tower from Piazza del Duomo in Florence, was the prelude to re-ignite interest from the public on the famous artist. The Vicchio communities commissioned numerous studies on the illustrious fellow citizen which had as a source the research of Don Lino Chini, who, as early as 1874, published among other things a booklet about Giotto’s life.
Equally important is the contribution of Giosuè Carducci, who, as a guest of the Billi family of Vicchio, after visiting the paternal house of Giotto, proposes to Institutions to set up a committee in order to celebrate the great artist and build a statue in his memory. Among others who constituted the committee there was also Carducci himself. However on September 8th, 1901, is inaugurated the sculpture by Italo Vagnetti, who proposed a bronze Giotto – melted in Florence in the shop of the Galli brothers – represented with a cape, hood and holding his tools: pallete and brush. The community of Vicchio wanted the statue to be placed in the Piazza in order to give it importance and greater visibility and all the whole country celebrated the inauguration of the monument.
The work and the technique of Giotto were important for all Italian art. His sacred subjects are always characterized by great expressiveness and a human depth, which stand out in all his stories. His scenes, almost all represented in natural environments, are characterized by plasticity obtained with strong chromatic variations. His style, echoed by others, has influenced the entire Italian painting tradition, moreover Giotto was one of the great masters in the history of Humanity, and the inspirer of modern painting.
This year marks the 750th anniversary of his birth and to remember him represents a duty. He was discovered by maestro Cimabue and represented the artist who more than others gave a quantum shift to painting than to the medieval stage dominated by the Byzantine icon model. He left us a great legacy, from the Crucifix in the Basilica of Santa Maria Novella in Florence to the Scrovegni Chapel in Padua. He founded a workshop and it is thanks to his intuition that Florence has Giotto’s bell tower today.

Italiano

Giotto di Bondone, più semplicemente Giotto, nacque nel 1267 a Vespigliano, una frazione del Comune di Vicchio e morì nel 1337 a Firenze. L’individuazione del suo luogo di nascita non è sempre stata così pacifica, tanto che nell’ottocento si accese un dibattito, anche sulle colonne del quotidiano “La Nazione”, su chi lo voleva nativo di Firenze e chi del Mugello. A spuntarla alla fine fu Giuseppe Baccini, il quale dimostrò l’origine mugellana di Giotto. Questa vicenda, in riferimento al luogo di nascita di colui che prese parte alla costruzione dell’omonimo campanile di Piazza del Duomo a Firenze, fu il preludio al riaccendersi dell’interesse da parte dell’opinione pubblica sul famoso artista. La comunità di Vicchio commissionò numerosi studi sull’illustre concittadino, che come fonte avevano le ricerche di Don Lino Chini, il quale, già nel 1874, pubblicò tra le varie cose anche un libretto sulla vita di Giotto. Importante anche il contributo di Giosuè Carducci, che, ospite della famiglia Billi di Vicchio, dopo aver visitato la casa paterna di Giotto, propose alle Istituzioni di fondare un comitato per celebrare il grande artista e di innalzare una statua in sua memoria.
Il comitato fu composto e tra gli altri vi fece parte lo stesso Carducci. L’8 settembre del 1901 invece, si inaugurò la scultura realizzata da Italo Vagnetti, che aveva proposto un Giotto di bronzo – fatto fondere a Firenze nella bottega dei fratelli Galli – rappresentato con mantello, cappuccio e con in mano gli attrezzi del mestiere: tavolozza e pennello. I vicchiesi vollero la statua in Piazza così da darle una grande importanza e visibilità e tutto il paese festeggiò l’inaugurazione del monumento.
L’opera e la tecnica di Giotto fu molto importante per tutta l’arte italiana. I suoi soggetti sacri sono sempre caratterizzati da una grande espressività e da una profondità umana, che spicca in tutte le sue storie. Le sue scene, rappresentate quasi tutte in ambienti naturali, sono connotate da plasticità ottenuta con forti variazioni cromatiche. Il suo stile, ripreso da altri, ha influenzato tutta la tradizione pittorica italiana, del resto Giotto è stato uno dei più grandi Maestri della storia dell’Umanità e l’ispiratore della pittura moderna.
Quest’anno ricorrono i 750 anni dalla sua nascita e ricordarlo è un dovere. Fu scoperto dal maestro Cimabue e rappresentò l’artista che più di altri diede una svolta epocale alla pittura rispetto alla fase medievale dominata dal modello bizantino dell’icona. Ci ha lasciato una grande eredità, dal Crocifisso nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze alla Capella degli Scrovegni a Padova. Ha fondato una bottega ed è grazie alla sua intuizione che oggi Firenze ha il Campanile di Giotto.

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