The Lisio Foundation The rebirth of ancient Florentine fabric

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In the Middle Ages and in the Renaissance period, Italian fabrics were famous; the entire fashion world in Europe would wear it. One of the most important cities for the production of fabrics was without any doubt Florence, a place where fine woolen cloth and sumptuous silk drapery was being created. Florentine velvets were created with silk, gold or silver and they truly were a luxury item; no wonder that they were used for the wardrobes of the rich, nobles, kings, queens, and they were represented in so many paintings of the time. After the Renaissance period, the Florentine production, even if it still maintained the excellency of the technique, could no longer compete on the European market, triggering a period of decline which was contemporary with the rise of French manufactories, the true home of fashion in the modern period. Only in the nineteenth century, during a time of renewed interest in the Excellency of the historical Italian handmade, can be witnessed the emergence of a style directed towards ancient fabrics used for furnishing and fashion. In this atmosphere of revival, Giuseppe Lisio (1870-1943), using his expertise in the area, decided to go into business by himself and create a laboratory of silk fabrics in Florence, inspired by ancient fabrics and by the Renaissance works of art, opening a shop on Via dei Fossi in 1906, thus preserving techniques that were fated to be forgotten. Before long Giuseppe decided to also open other shops in Rome and Milan and started trading with foreign countries. Among the many clients of Lisio, we recall Gabriele d’Annunzio, a close friend, who used the fabrics to furnish his house, the luxurious Vittoriale and the royal Italian house. After Giuseppe’s death his activity was continued by his nephew Teodoro Olivieri and daughter Fidalma who will transfer the manufactory from Milan to Florence, placing it on Via Benedetto Fortini. Nowadays the fabrics of Lisio are used for furnishing, theater and film costumes and restoration. In 1961, Sofia Loren wore them in the film “El Cid”, in 1967 Elizabeth Taylor in “The Taming of the Shrew” directed by Zeffirelli as well as so many others stars of the big screen. In 1971 the “Arte della Seta Lisio” Foundation is created, envisioned to pass on the ancient techniques of weaving through courses, conferences, publications; among the latter we recall the quarterly magazine “Jacquard” born in 1989. We mustn’t overlook the collaborations between the Lisio Foundation and the world of haute couture: between 1997 and 2005 Lisio created for Fendi the fabrics used for the famous Baguette, in 1999 collaborated with the Versace Donna Atelier, in 2000 with Valentino and in 2004 with Gucci. The Foundation continues its activities to this day, thus preserving an ancient art, the result of great Florentine Renaissance artisan tradition.

Italiano

Nel Medioevo e durante il Rinascimento i tessuti italiani erano celebri, tutta l’Europa alla moda si vestiva con loro. Una delle città italiane più importanti per la produzione di tessuti era senza dubbio Firenze, luogo di creazione di raffinati panni di lana e di sontuosi drappi di seta. I velluti fiorentini erano creati con seta, oro e argento ed erano davvero un bene di lusso; non stupisce quindi che questi fossero usati per il guardaroba di ricchi, nobili, re, regine e venissero rappresentati in tanti quadri dell’epoca. Dopo il Rinascimento la produzione fiorentina, pur mantenendo l’eccellenza tecnica, non riuscì più ad essere concorrenziale sul mercato europeo e questo comportò un periodo di declino che era contemporaneo al sorgere della fortuna delle manifatture della Francia, vera patria della moda nel periodo moderno. Solo nell’Ottocento, durante un periodo di rinnovato interesse verso le eccellenze artigianali della storia italiana, si assiste al sorgere di un gusto rivolto ai tessuti antichi per l’arredamento e per la moda. In questo clima di revival Giuseppe Lisio (1870 – 1943), facendo tesoro della sua esperienza lavorativa nel settore, decide di mettersi in proprio e di creare a Firenze un laboratorio di tessuti di seta ispirati ai tessili antichi e alle opere d’arte rinascimentali, aprendo anche nel 1906 un negozio in via dei Fossi, salvando così conoscenze tecniche che stavano per essere dimenticate. In poco tempo Giuseppe decide di aprire anche negozi a Roma e Milano e inizia a commerciare con l’estero. Tra i tanti clienti di Lisio ricordiamo Gabriele d’Annunzio, amico fraterno che usava i tessuti per l’arredamento della sua casa, il lussuoso Vittoriale, e la casa reale italiana. Dopo la morte di Giuseppe la sua attività sarà portata avanti dal nipote Teodoro Olivieri e dalla figlia Fidalma che traferirà da Milano nuovamente a Firenze la manifattura collocandola in via Benedetto Fortini. In questi anni i tessuti Lisio vengono usati per l’arredamento, i costumi teatrali e cinematografici, il restauro. Sofia Loren nel 1961 li indossa nel film “El Cid”, Elisabeth Taylor nel 1967 nella “Bisbetica domata” diretta da Zeffirelli e così tanti altri divi e dive del grande schermo. Nel 1971 viene creata la Fondazione “Arte della Seta Lisio”, immaginata per tramandare le tecniche antiche della tessitura grazie a corsi, convegni, pubblicazioni; tra queste ultime ricordiamo la rivista trimestrale “Jacquard” nata nel 1989. Non bisogna dimenticare poi le collaborazioni tra la Fondazione Lisio ed il mondo dell’alta moda: tra il 1997 ed il 2005 Lisio crea per Fendi i tessuti usati per le celebri Baguette, collabora nel 1999 inoltre con l’Atelier Versace Donna, nel 2000 con Valentino e nel 2004 con Gucci. Ancora oggi la Fondazione continua le sue attività e in questo modo viene mantenuta viva un’ arte antica, frutto della grande tradizione artigianale rinascimentale fiorentina.

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