Antonio Delfini Il poeta della fine del mondo

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Uno degli scrittori più irregolari ha vissuto per mesi a Firenze. Antonio Delfini, modenese, arrivò qua nel 1935 e per alcuni mesi trovò posa in Corso Italia, al civico 2. Figlio di famiglia ricchissima, ma bastian contrario aveva aderito ben presto al fascismo ma poi il Pnf gli aveva sequestrato le pubblicazioni di un giornale da lui edito perché antifasciste. Uno che amava le contraddizioni e che amava anche due muse: le donne e la letteratura. Fece un ritratto impietoso di una certa Firenze, prese parte alle Giubbe Rosse fraternizzando, tra gli altri, con Tommaso Landolfi. Quelle serate le ricorda Delfini ne i Racconti (editi da Garzanti). Furono serate memorabili.

“Mercanti, banchieri, avvocati,
ingegneri, cocchieri,
non siete che polvere
di rotti bicchieri,
di cui faremo carta vetrata
per sfregiare la faccia
dei nostri irricordabili ricordi
di ieri!”

ENGLISH

One of the most eccentric writers lived for months in Florence. Antonio Delfini, from Modena, arrived here in 1935 and for a few months he found shelter in Corso Italia, n.2. Coming from a very rich family, but contrarian, he soon joined the fascism movement, but then the Pnf has sequestrated his publications in a newspaper edited by him because they were antifascism. One who loved contradictions and who also loved two muses: women and literature. He made a dashing portrait of a certain Florence, he was a part of Giubbe Rosse, fraternizing, among others, with Tommaso Landolfi. Those evenings are reminded by Delfini in Racconti (Stories) (edited by Garzanti). They were memorable evenings.

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