Il Garden Club di Firenze Ripercorriamo la sua storia attraverso le parole della Presidente Maria Vittoria Gondi

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Mostra della Camelia, XXXII Edizione (2016)

Grandi o piccoli, privati o pubblici, i giardini sono sempre stati espressione della cultura, del gusto e della filosofia delle epoche, delle conoscenze botaniche e agronomiche. E di giardini parlo con la Marchesa Maria Vittoria Gondi, presidente del Garden Club di Firenze, di cui mi narra la storia. Nel 1956 Fiammetta Goretti Specht, avendo avuto modo di osservare negli USA le prime associazioni botaniche aperte alla socializzazione, ebbe l’idea di riunire a Firenze un gruppo di amici, non solo proprietari di giardini, ma amanti del verde e della natura. La sede era Palazzo Serristori. Tra i soci figuravano la prima imprenditrice agricola toscana, Marie Blanche de Larderel Viviani della Robbia, il Marchese Piero Grossi, autentico appassionato di orchidee, la Principessa Sofia Serristori e la Principessa Lucia Ginori Lisci che divenne presidente nel 1958, quando l’associazione fu istituzionalizzata e la sede trasferita a Palazzo Strozzi. La Segretaria di allora, Teresa Stiozzi Ridolfi, dette impulso alla vita sociale con grande successo, organizzando corsi e conferenze e coinvolgendo coloro il cui interesse era rivolto al mondo vegetale. A poco a poco i Garden Club sorsero numerosi in Italia ed ebbero il loro organo ufficiale nel periodico “Il Giardino Fiorito”, sul quale scrivevano numerosi soci e che a Firenze era a cura della signora Anita Stross. Nel 1968 assunse la presidenza la Marchesa Cristina Pucci di Barsento ed il Garden Club acquisì una connotazione meno tecnica, dedicandosi anche all’organizzazione di mostre botaniche e visite dei parchi, con attenzione sia allo studio delle piante che alla conoscenza del mondo naturale. La Contessa Emanuela Lovatelli Ricasoli subentra alla Marchesa Pucci nel 1997 e nel 2011 assume la Presidenza la Marchesa Gondi. La vita del Club è stata sempre più densa di avvenimenti e nel 1984, da un’idea di Claudia Pianetti della Stufa e di Maria M. Novella Batini, nacque la Mostra della Camelie che ebbe come prima sede la Loggia Rucellai, in seguito trasferita nell’atrio del Palazzo Budini Gattai e infine a Palazzo Gondi. I fiori provengono da giardini pubblici e privati della città e gli appassionati coltivatori si contendono gli ambiti premi. Maria Vittoria Gondi ha dato un indirizzo artistico alle attività del Club, organizzando visite che coniugano arte e natura. Per il cinquantenario della nascita del Club, nel 2008, la Mostra della Camelie ha avuto come sede il Museo Stibbert, che annovera tra le sue collezioni una splendida armatura di un guerriero giapponese il cui elmo è ornato da una camelia Higo, emblema dei Samurai e simbolo della vita stroncata: questo fiore infatti non appassisce come gli altri, non perde i petali, ma cade intero dallo stelo come la testa dei nemici in guerra. Saluto Maria Vittoria Gondi nel cortile della sua casa che è parte dell’antico Convento di San Matteo, dove è vissuta Suor Maria Celeste, la figlia di Galileo.

Palazzo Gondi
Piazza San Firenze n.2, 50122 FIRENZE
Telefono: 055 282245
gardenclubfirenze@gmail.com
www.agi-gardenclub.it

ENGLISH

The Garden Club of Florence. Retracing its story through the words of President
Maria Vittoria Gondi

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Large or small, public or private, gardens have always been an expression of culture, of taste and of the philosophy of times, of botanical and agronomical knowledge. We’ll talk about gardens with Marquise Maria Vittoria Gondi, President of the Garden Club in Florence, who tells me its story. In 1956 Fiammetta Goretti Specht, having the opportunity to see the first botanical associations open for socialization in the United States, had the idea to reunite a group of friends in Florence, not only garden owners, but also lovers of green and nature. The headquarters was at Palazzo Serristori. Among the associates was also the first agricultural Tuscan entrepreneur, Marie Blanche de Larderel Viviani della Robbia, Marquis Piero Grossi, genuinely enthusiast of orchids, princess Sofia Serristori and princess Lucia Ginori Lisci who becomes president in 1958, when the association becomes institutionalized and the headquarters transferred to Palazzo Strozzi. The secretary at that time, Teresa Stiozzi Ridolfi, gave the boost to the social life with great success, organizing classes and conferences, involving those whose interest was in the plant world. Slowly the Garden Club became well known in Italy and they had their own official organ in the periodical “Il Giardino Fiorito” where numerous associates wrote and that in Florence was in the care of Anita Stross at the time. In 1968 the presidency was taken over by Marquise Cristina Pucci di Barsento and the Garden Club acquired a less technical connotation, also dedicating itself to organizing botanical exhibits and park visits, granting attention to the study of plants as well as the knowledge about the natural world. Countess Emanuela Lovatelli Ricasoli took over from Marquise Pucci in 1997 and in 2011 Marquise Maria Vittoria Gondi becomes President. The life at the Club was always filled with events and in 1984, from an idea of Claudia Pianetti della Stufa and of Maria M. Novella Batini, was born the Camellias Exhibit that has its first headquarters at the Loggia Rucellai, later transferred to the atrium of Palazzo Budini Gattai and finally at Palazzo Gondi. The flowers came from public and private gardens of Florence and lovers as well as growers contended for the ambitious awards. Maria Vittoria Gondi has given an artistic touch to the activities of the Club, organizing visits that involve art and nature. For the 50th anniversary from the Club’s birth, in 2008, the Camellias Exhibit was hosted at the Stibbert Museum, which included among its collections a splendid armor of a Japanese warrior whose helmet was adorned with a Higo camellia, a samurai symbol of stripped life: in fact this flower doesn’t die like the others, it doesn’t lose its petals, but falls out of the stem in its entirety just like the head of enemies in times of war. I say my goodbyes to Maria Vittoria Gondi in the courtyard of her home, which is part of the ancient San Matteo Monastery, where the daughter of Galileo, Sister Maria Celeste, lived.

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