Twin Peaks, the cult television series created by David Lynch, after twenty five years returns

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Sono trascorsi poco più di 25 anni da quando il volto emaciato di Laura Palmer si imponeva nell’immaginario collettivo e la ricerca del suo omicida diventava una sorta di rito mediatico settimanale.

Erano gli inizi degli anni ‘90: l’ultimo decennio del secolo e del millennio aveva appena visto il crollo del muro di Berlino, la fine della guerra fredda e della minaccia nucleare e per molti osservatori ciò significava distensione e serenità. Tuttavia il genio visionario di David Lynch, novello Nostradamus, inoculava nelle certezze dello spettatore il germe dell’indeterminazione: nelle vite dei personaggi onirici di Twin Peaks non esiste certezza, non esiste realtà, non esiste razionalità, tutto si confonde, l’alfa diventa omega. Lynch alla fine degli anni ottanta aveva già collezionato due nominations all’Oscar come miglior regista per The Elephant Man e Velluto Blu, tuttavia decise di abbracciare il mezzo televisivo per un progetto visionario, che avrebbe dato vita ad un nuovo genere, quello della “serie TV”, emancipandosi dalle soap, Dallas e Dynasty su tutte, che avevano imperversato per tutto il decennio. Ma in Twin Peaks, Lynch non narrava epopee di famiglie miliardarie, avulse dalla quotidianità comune, bensì raccontava quell’inferno di periferia che si celava tra le pieghe di una pacifica e tranquilla città di provincia. Accompagnato dal supporto musicale di Angelo Badalamenti, autore del celebre tema musicale che con rara maestria riusciva a riportare sul pentagramma le inquietudini del regista, di puntata in puntata lo spettatore veniva spiazzato, disorientato, frastornato… pronto a confessare di aver ucciso Laura Palmer!

ENGLISH

It’s been just over 25 years since the emaciated face of Laura Palmer was imbued in the collective imagination and the search of her murderer became a sort of weekly media ritual.

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It was the early 90s: the last decade of the century and of the millennium had just seen the collapse of the Berlin Wall, the end of the Cold War and the nuclear threat and for many observers this meant relaxation and serenity. However, visionary genius David Lynch, the new Nostradamus, inoculated in the beliefs of the viewers the seed of indetermination: in the lives of the dreamlike people from Twin Peaks there is no certainty, there is no reality, there is no rationality, everything is confusing, the alpha becomes the omega. At the end of the 80s Lynch had already two Oscar nominations for best director for The Elephant Man and Blue Velvet, but decided to embrace the televisions’ means for a new visionary project, which gave life to a new genre, that of “TV series”, evolving from the soaps, Dallas and Dynasty, which have run exclusively for the entire decade. But in Twin Peaks, Lynch wasn’t narrating the stories of billionaire families, he detached from the common everyday life, and rather recounted the story of the suburban hell that was hidden between the folds of a peaceful and quiet provincial town. Accompanied by the musical support of Angelo Badalamenti, author of the famous musical theme who with unique skill was able to bring to the pentagram the director’s concerns, from episode to episode the viewer would be blown away, disoriented, confused…ready to confess that he was the murderer Laura Palmer!

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