Florence by bicycle An opportunity to experience the best that our city has to offer

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Benson Kua View of Florence at sunset from Piazzale Michelangelo | Creative commons​ license​

Firenze in bicicletta è per me sinonimo di libertà. Abituato alla schiavitù della ricerca di parcheggio quando mi muovo (raramente) in auto o all’incubo delle fotocellule se salto (più di frequente) in sella alla Vespa, ecco che inforcare la bici e vagare per la città senza dover guardare a sensi unici, corsie preferenziali e accessi limitati, mi fa semplicemente respirare. È come andare a piedi risparmiando tempo. È la possibilità di godere senza pensieri di questa splendida città. Volete mettere? Arrivare a destinazione, guardarsi intorno con l’unico scopo di cercare non un parcheggio ma un semplice paletto dove attaccare la due ruote. Una scena che mi ricorda quella di un cowboy fuori dal saloon, quando li vedevamo scendere dai loro ronzini e attorcigliare la briglia al paletto di legno. Anche in quel caso un paletto. E pazienza se quando m’infilo in un senso unico c’è qualcuno che mi guarda male, che sotto sotto mi dà dell’incivile e in fondo un po’ ha ragione. Ma la città è anche mia, e stando ben attento a non provocare guai o mettere in difficoltà nessuno, qualche piccola infrazione la commetto. Per gli amanti della bici Firenze ha due o tre punti decisamente a favore. Per prima cosa ha pochissime salite, e al di là della “cima Coppi” del Piazzale Michelangelo o delle Dolomiti di Fiesole, la parte centrale della città è ampiamente raggiungibile in comodissime e pianeggianti pedalate perché da Piazza Beccaria a Porta al Prato si va senza mai alzare lo sguardo o cambiare rapporto. Per me che ero abituato a Roma e ai suoi 7 colli, tutti così inespugnabili (avete mai provato a salire al Quirinale per via della Dataria, oppure a Piazza Barberini per via del Tritone?) la piattezza ciclistica fiorentina ha il sapore di una passeggiata cicloturistica. Poi ci sono le distanze, che come accennato sono più che abbordabili. Riprendendo l’esempio di prima, da nord a sud del centro servono al massimo cinque/sei minuti.

Tutto bene, quindi? Per un amante di Firenze e di Firenze in bici la risposta complessiva è si. Due i punti deboli, uno sentito dire e uno vissuto in prima persona. Il primo è la facilità con cui le due ruote vengono rubate. Personalmente non ho mai avuto problemi, forse perché dotato di spessa catena e non lascio mai la bici non legata a ostacoli fissi di modo che non possa essere sfilata. Il secondo problema per chi a Firenze si muove con la bicicletta, e questo aspetto l’ho sperimentato di persona, è la scarsità dei parcheggi per le bici stesse, quelle rastrelliere fissate al terreno che danno ricovero ai nostri “cavalli da città”.

Andrea Ristori, photographer

ENGLISH

Florence by bicycle is for me the synonym for freedom. Accustomed with the pursuit of finding a parking space when I travel by car (rarely) or to the nightmare of the photocells if I jump (more often) in the saddle of my Vespa, is why riding the bike around the city without having to pay attention to the one way streets, preferential lanes and limited access, simply allows me to breath. It’s like going on foot, but faster. It allows the possibility to thoughtlessly enjoy this splendid city. Do you want to join in? Reaching your destination, looking around with the sole purpose of, not to look for a parking space, but to just search for a bolt to attach your two wheels to. A scene that reminds me of cowboys arriving at the saloon, getting of their mounts and tying them up to the wooden bolt outside. A bolt in this case as well. And patience if when I go on a one way street there is someone who looks at me badly and they feel deep down that I’m uncivilized and in the end, they are a little right. But the city is also mine, and being extremely careful not to cause any damages or inconvenience everyone, I commit some small street violations at times. For bike lovers, Florence has two or three advantages. First of all it has very few climbs, and other then the “cima Coppi” of Piazzale Michelangelo or the “Dolomiti” of Fiesole, the central part of the city is easily reachable by bike because from Piazza Beccaria to Porta al Prato one can go without looking up once or change gears. For me who was accustomed in Roma with its 7 hills, all of which so inaccessible (have you ever tried to climb at the Quirinale on via della Dataria, or in Piazza Barberini on via del Tritone?) the flatness of the Florentine bike ride has the flavor of a cyclic tour. Then, there’s the question of distances, as already said everything is more approachable. Going back to the previous example, from north to south of the center of the city you only need five-six minutes tops at most.

All right, then? For a Florence enthusiast and of Florence by bike the overall answer is yes. There are two weak points, one of which I heard of and the other which I experienced personally. The first one is the ease with which bicycles get stolen. Personally I never had any problems, maybe because I have a thick chain and I always leave the bike chained to something solid. The second issue for those who move by bike in Florence, is what I have experienced personally, the lack of parking spaces for bicycles, those racks attached to the pavement that provide shelter to our “city horses”.

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