Architettura contemporanea e Ambiente storico

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In realtà, pur con oscillazioni di interesse, il dibattito sull’inserimento dell’architettura contemporanea nella città o nell’ambiente storico non è mai tramontato. Comprensibilmente, ebbe particolari momenti di vivacità nel dopoguerra, al momento della “ricostruzione”, anche in ragione del rinnovamento della cultura architettonica che si lasciava alle spalle gli esiti dell’ultimo monumentalismo aprendosi al movimento moderno e all’internazionalismo; poi ancora, nei decenni successivi, per i clamorosi dinieghi (il Masieri Memorial di Frank L. Wright sul Canal Grande) e alcune realizzazioni (il “grattacielo” di Napoli), il dibattito sui “centri storici” con l’ANCSA, le forti posizioni dialettiche fra Bruno Zevi e Roberto Pane, la difficile applicazione della Legge n. 167 agli stessi centri. Il passaggio della disciplina alle competenze regionali, diluì l’attenzione fino quasi a spengerla. Oggi, si riaccende il problema, proprio alla luce dei nuovi orientamenti di gestione dell’urbanistica. Così, ancora una volta, il dibattito si riaccende. Ecco perché, qui, son chiamati all’appello, tecnici e intellettuali da sempre particolarmente sensibili al problema, ad attualizzare uno dei problemi più affascinanti della cultura contemporanea.

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