La chiesa di Orsanmichele Simbolo dell’identità toscana

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Orsanmichele è una delle più importanti architetture fiorentine del trecento, risultato di numerose ristrutturazioni e vicende storiche. È la chiesa simbolo dell’identità toscana e punto di riferimento dei festeggiamenti di Sant’Anna, partigiana della Repubblica fiorentina e paladina della libertà. Fu in Orsanmichele che il popolo, il 26 luglio del 1343, si recò per ringraziare l’altare della Madonna dopo la cacciata dello straniero. Qui si compiva perfettamente il senso, al tempo stesso sacro e civile, dei nuovi festeggiamenti della Santa. Nel 1290 fu Arnolfo di Cambio che, nel luogo dove fino al secolo XII si trovava l’oratorio di San Michele in Orto, costruì una loggia destinata al commercio del grano. Il fato volle però che bruciasse nel 1304 e nel 1337 Francesco Talenti dette il via ad un nuovo progetto per ricostruire una loggia-mercato ancora più grande; la costruzione terminò nel 1404 ed il vecchio edificio venne innalzato di 2 piani. Alla fine del quindicesimo secolo il mercato fu spostato e l’edificio del Talenti trasformato in chiesa, mantenendo la forma con pianta rettangolare. Fra il 1380 e il 1404, dopo un lungo periodo d’interruzione nei lavori, l’edificio fu terminato. Costituisce ancora oggi un esempio unico di adesione ai modi più ornati e decorativi dell’architettura tardo-gotica europea, il monumento “più fiorentino di Firenze” come lo aveva definito, a metà del Novecento, il sindaco Piero Bargellini. L’edificio, voluto dalla Signoria sul principale asse viario che congiunge Piazza del Duomo con Piazza della Signoria, presenta una singolare struttura a due piani: quello superiore fu adibito a magazzino del grano, quello inferiore, dopo il tamponamento delle arcate del loggiato con grandi trifore ad archi intrecciati, divenne una chiesa dedicata alla Vergine. All’esterno, sui pilastri del piano terra, fra le trifore, si approntarono delle nicchie, destinate, per volontà della Signoria, ad accogliere le statue dei Santi protettori delle varie corporazioni delle Arti, protagoniste della prosperità economica della città, i cui stemmi appaiono variamente disposti nelle nicchie. Il complesso decorativo, che coinvolse i massimi artisti operosi a Firenze, dispiega un panorama ricchissimo della scultura fiorentina, dai primi del Quattrocento agli inizi del Seicento.

Fra il 1380 e il 1404, dopo un lungo periodo d’interruzione nei lavori, l’edificio fu terminato. Costituisce ancora oggi un esempio unico di adesione ai modi più ornati e decorativi dell’architettura tardo-gotica europea, il monumento “più fiorentino di Firenze” come lo aveva definito, a metà del Novecento, il sindaco Piero Bargellini. L’edificio, voluto dalla Signoria sul principale asse viario che congiunge Piazza del Duomo con Piazza della Signoria, presenta una singolare struttura a due piani: quello superiore fu adibito a magazzino del grano, quello inferiore, dopo il tamponamento delle arcate del loggiato con grandi trifore ad archi intrecciati, divenne una chiesa dedicata alla Vergine. All’esterno, sui pilastri del piano terra, fra le trifore, si approntarono delle nicchie, destinate, per volontà della Signoria, ad accogliere le statue dei Santi protettori delle varie corporazioni delle Arti, protagoniste della prosperità economica della città, i cui stemmi appaiono variamente disposti nelle nicchie. Il complesso decorativo, che coinvolse i massimi artisti operosi a Firenze, dispiega un panorama ricchissimo della scultura fiorentina, dai primi del Quattrocento agli inizi del Seicento.

Ma il nome di Orsanmichele da più di un secolo, è legato a quello di Dante e della Società Dantesca Italiana, che ha sede dell’adiacente Palagio dell’Arte della Lana dal 1904. Nel bellissimo salone gotico di Orsanmichele, infatti, dal 27 aprile 1889 (la Società si era costituita già il 31 luglio del 1888) si sono tenute le Lecturae Dantis, ovvero letture pubbliche della Commedia, e la prima fu a cura dello storico dantista Guido Mazzoni. Dal 1996 quella sala, già “Sala di Dante” accoglie il museo dove sono conservati i capolavori dei grandi maestri fiorentini del Quattrocento. I rapporti tra Palagio dell’Arte della Lana e Orsanmichele (fabbricato demaniale) sono quindi antichi e vincolati da un corridoio a cavalcavia che unisce i due edifici.

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The church of Orsanmichele
Symbol of Tuscan identity

Orsanmichele is one of the most important Florentine architecture of the thirteenth century, the result of numerous renovations and historical events. It is the church symbol of the Tuscan identity and a reference point for the celebrations of Sant’Anna, partisan of the Florentine Republic and paladin of freedom. It was in Orsanmichele that, on July 26, 1343, the people went to thank the altar of Madonna after the expulsion of foreigners. Here the sacred and civilized sense of the new festivals of the saint was perfect. In 1290 it was Arnolfo di Cambio who, in the place where until the 12th century was the oratory of San Michele in Orto, built a loggia for the grain trade. However, fate made it to burn in 1304 and in 1337 Francesco Talenti opened the way to a new project to rebuild an even larger loggia-market; the construction ended in 1404 and the old building was raised by 2 floors. By the end of the fifteenth century the market was moved and Talenti’s building was transformed into a church, maintaining its rectangular shape. Between 1380 and 1404, after a long period of interruption of the works, the building was completed. It is still a unique example of adherence to the more ornate and decorative ways of European late-Gothic architecture, the “most Florentine monument” of Florence as mayor Piero Bargellini had defined it in the mid-twentieth century. The building, wanted by the Signoria on the main road axis joining Piazza del Duomo with Piazza della Signoria, has a unique structure with two storeys: the upper one was used as a grain warehouse, the lower one, after the filling of the loggia arches with large trifore interlaced arches, became a church devoted to the Virgin. Outside, on the pillars from the ground floor, among the triphors, were built niches, designated by the will of the Signoria, to receive the s

Between 1380 and 1404, after a long period of interruption of the works, the building was completed. It is still a unique example of adherence to the more ornate and decorative ways of European late-Gothic architecture, the “most Florentine monument” of Florence as mayor Piero Bargellini had defined it in the mid-twentieth century. The building, wanted by the Signoria on the main road axis joining Piazza del Duomo with Piazza della Signoria, has a unique structure with two storeys: the upper one was used as a grain warehouse, the lower one, after the filling of the loggia arches with large trifore interlaced arches, became a church devoted to the Virgin. Outside, on the pillars from the ground floor, among the triphors, were built niches, designated by the will of the Signoria, to receive the statues of the protector saints of the various corporations of the Arts, protagonists in the economic prosperity of the city, whose coat of arms appear variously arranged in the niches. The decorative complex, which involved the most influential artists in Florence, unfolds a rich panorama of Florentine sculpture, from the early fifteenth to the early seventeenth century. But the name of Orsanmichele has been linked for more than a century to that of Dante and the Società Dantesca Italiana (Italian Society of Dante), which has its headquarters in the adjacent Palagio dell’Arte della Lana since 1904. In fact, in the beautiful Orsanmichele gothic hall, since April 27th, 1889 (the Society had already existed on July 31, 1888), were hold the Lecturae Dantis, or public readings of the Comedy, were held, and the first was edited by the Dantesque historian, Guido Mazzoni. Since 1996 that specific hall, already known as “Sala di Dante”, houses the museum where the masterpieces of the great Florentine masters of the fifteenth century are preserved. The relationship between Palagio dell’Arte della Lana and Orsanmichele (the building is owned by the state) is therefore ancient and bound by an overpass corridor that joins the two buildings.

 

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