La stilista Laura Biagiotti Esempio di creatività, di stile e una carriera imprenditoriale coerente e integerrima

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Laura Biagiotti, illustrated by Daria Derakhshan

Il marchio “Made in Italy”, divenuto a livello mondiale sinonimo di qualità e eccellenza, tanto da essere difeso da una legge del 2009, non nasce casualmente: negli anni ‘80 un gruppo di stilisti visionari, spostò il baricentro della moda dai boulevard parigini alla nostra penisola. Per citare soltanto alcuni tra i personaggi che hanno contribuito a rendere prestigioso il Made in Italy in tutto il mondo, possiamo fare i nomi di Valentino, Armani, Missoni, Versace, Ferrè, Krizia e, naturalmente, Laura Biagiotti, scomparsa lo scorso 26 maggio all’età di 73 anni.

Partendo dalla sua amata Roma, alla quale ha dedicato il suo profumo più famoso, Laura Biagiotti ed il marito Gianni Cigna, fondarono la loro prima società, la Biagiotti export. Nella prima parte della carriera della stilista anche la Toscana ha rivestito un ruolo importante, infatti aveva sede a Pisa il maglificio MacPherson, rilevato dalla coppia e grazie al quale iniziò il percorso di quella che il New York Times definì la “regina del cachemire”. Nel 1972, proprio a Firenze, nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, si tenne la prima sfilata personale della giovane Laura. Se il “battesimo” può definirsi prestigioso, non sono mancati nella sua carriera eventi che l’hanno resa davvero unica: su tutti basti citare la prima sfilata di moda, nel 1988, in una Cina ancora ben lontana da ogni forma di apertura all’Occidente, e la sfilata a Mosca, al Cremlino, nel 1995. Anche i riconoscimenti alla carriera della stilista romana sono caratterizzati dall’eccellenza: nel 1992 il New York Times la nominò “Donna dell’anno” e tre anni dopo il Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro le conferì l’onorificenza di “Cavaliere della Repubblica”.

Laura Biagiotti è stata anche mecenate per l’arte, prima tra i grandi stilisti a sponsorizzare restauri importanti come quello della michelangiolesca Scala Cordonata del Campidoglio (1998) e successivamente delle fontane di Piazza Farnese (2007). Il sipario del nuovo Teatro La Fenice è una sua donazione e la fondazione Biagiotti Cigna conserva la più grande collezione di opere dell’artista futurista Giacomo Balla. Alcuni abiti di scena del film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino sono di Laura Biagiotti. Una mente fervida, una cifra stilistica caratteristica, una carriera imprenditoriale coerente e integerrima e un animo generoso fanno di Laura Biagiotti un modello da cui prendere ispirazione.

ENGLISH

Fashion designer Laura Biagiotti
Example of creativity and style, a consistent and honest entrepreneurial career

The “Made in Italy” brand, which has become world-wide synonymous with quality and excellence, so much so that it became defended by a law in 2009, wasn’t born by chance: in the 1980s a group of visionary designers moved the center of gravity of fashion from the Parisian boulevards to our peninsula. To name but a few of the characters who contributed to make Made in Italy prestigious all over the world, we can relate to names such as Valentino, Armani, Missoni, Versace, Ferrè, Krizia and, of course, Laura Biagiotti, who died last 26th of May at the age of 73.

Starting from her beloved Rome, to which she dedicated her most famous scent, Laura Biagiotti and her husband, Gianni Cigna, founded their first company, Biagiotti export. Tuscany also played an important role in the first part of the designer’s career; in fact, the knitwear factory MacPherson, founded by the couple, had its headquarters in Pisa, and thanks to it, started the path of what the New York Times called the “cashmere queen”. In 1972, the first personal show of young Laura was held in Florence’s Sala Bianca at Pitti Palace. If the “baptism” can be considered prestigious, there were a great deal of events in her career that made the designer truly unique: from all of them, it’s enough to mention the first fashion show in 1988 in a China still far from any form of openness towards the West, and the fashion show in Moscow, at the Kremlin, in 1995. The Roman stylist’s career awards are also characterized by excellence: in 1992 the New York Times named her “Woman of the Year” and three years later the President of the Italian Republic, Oscar Luigi Scalfaro, awarded her with the honor of “Knight of the Republic”.

Laura Biagiotti was also a patron of art, first among the great designers to sponsor important restorations such as the Scala Cordonata del Campidoglio by Michelangelo (1998) and later the fountains of Piazza Farnese (2007). The curtain of the new La Fenice Theater is her personal donation and the Biagiotti Cigna Foundation preserves the largest collection of works of futurist artist Giacomo Balla. Some costumes from the scenes of Paolo Sorrentino’s movie “La Grande Bellezza” are by Laura Biagiotti. A vivid mind, a characteristic stylistic figure, a consistent and honest entrepreneurial career, and a generous soul make Laura Biagiotti a model to be inspired by.

 

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