Santa Maria del Fiore Tra passato e presente

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Cathedral of Santa Maria del Fiore (Florence), Frescos inside the dome by Giorgio Vasari and Federico Zuccari

Di solito i turisti che visitano il Duomo di Firenze sono colpiti dal contrasto esistente tra la brillante decorazione marmorea all’esterno e la severa intonazione all’interno e, per trovare una spiegazione a questo, lo collegano alla presunta sobrietà dell’antico stile fiorentino. Se invece analizziamo il passato dell’edificio scopriremo che tantissime opere d’arte hanno decorato Santa Maria del Fiore nel tempo ma solo poche sono rimaste nella loro collocazione originaria. La cattedrale, iniziata nel 1296 e consacrata nel 1436 da papa Eugenio IV, è stata decorata con la facciata non terminata iniziata da Arnolfo di Cambio e smantellata nel 1587 per il progetto di realizzarne una nuova su disegno del Bernardo Buontalenti. In quell’occasione, alcune sculture quali la Madonna dagli occhi di vetro di Arnolfo di Cambio o gli Evangelisti di vari artisti tra cui Donatello e Nanni di Banco vengono poste dentro la chiesa ma oggi sono nel Museo del Duomo. L’edificio nel Quattrocento presenta altre opere oggi ormai rimosse come le due cantorie di Donatello e Luca della Robbia, tolte nel 1688 in occasione del matrimonio tra il Gran Principe Ferdinando de’ Medici e Violante di Baviera, ed altre per fortuna ancora in loco quali il polittico di Santa Reparata di Giotto, le creazioni di Luca della Robbia e Ghiberti, gli affreschi di Paolo Uccello e Andrea del Castagno, il Dante di Domenico di Michelino. Arrivati agli inizi del Cinquecento viene chiesto a Michelangelo di realizzare un gruppo di Apostoli in marmo ma questo progetto non venne mai terminato: ne è unica memoria concreta l’incompiuto San Matteo esposto oggi alla Galleria dell’Accademia di Firenze, al posto delle sculture michelangiolesche, viene realizzata una serie di Apostoli, opera di altri scultori. Nello stesso secolo, in sostituzione del coro ligneo quattrocentesco brunelleschiano precedente, ne viene realizzato uno di marmo decorato con opere di Giotto, di Baccio Bandinelli, e l’interno della cupola viene coperto dagli affreschi di Giorgio Vasari e Federico Zuccari. Nella seconda metà del Seicento arriva a Firenze la Pietà Bandini di Michelangelo che, dopo una collocazione nella cripta di San Lorenzo, viene spostata nel 1722 nel Duomo e qui resta fino al 1981. Sicuramente l’Ottocento fu il secolo in cui si sono visti i maggiori cambiamenti nella decorazione interna di Santa Maria del Fiore. In poco tempo sparisce buona parte del coro cinquecentesco, vengono rimosse le sculture in materiali effimeri eseguite nel 1589 in occasione del matrimonio di Ferdinando I de’ Medici e Cristina di Lorena, viene strappato dalla controfacciata il Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno e spariscono altri altari e affreschi. Dopo questa breve carrellata possiamo ben capire che l’attuale interno del Duomo è ben lontano dal rappresentare il gusto della fine del Medioevo e del Rinascimento a Firenze ma è semmai il frutto di interventi più recenti. Buona parte delle opere che adornavano la cattedrale sono visibili oggi nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze.

La cattedrale, iniziata nel 1296 e consacrata nel 1436 da papa Eugenio IV, è stata decorata con la facciata non terminata iniziata da Arnolfo di Cambio e smantellata nel 1587 per il progetto di realizzarne una nuova su disegno del Bernardo Buontalenti. In quell’occasione, alcune sculture quali la Madonna dagli occhi di vetro di Arnolfo di Cambio o gli Evangelisti di vari artisti tra cui Donatello e Nanni di Banco vengono poste dentro la chiesa ma oggi sono nel Museo del Duomo. L’edificio nel Quattrocento presenta altre opere oggi ormai rimosse come le due cantorie di Donatello e Luca della Robbia, tolte nel 1688 in occasione del matrimonio tra il Gran Principe Ferdinando de’ Medici e Violante di Baviera, ed altre per fortuna ancora in loco quali il polittico di Santa Reparata di Giotto, le creazioni di Luca della Robbia e Ghiberti, gli affreschi di Paolo Uccello e Andrea del Castagno, il Dante di Domenico di Michelino. Arrivati agli inizi del Cinquecento viene chiesto a Michelangelo di realizzare un gruppo di Apostoli in marmo ma questo progetto non venne mai terminato: ne è unica memoria concreta l’incompiuto San Matteo esposto oggi alla Galleria dell’Accademia di Firenze, al posto delle sculture michelangiolesche, viene realizzata una serie di Apostoli, opera di altri scultori. Nello stesso secolo, in sostituzione del coro ligneo quattrocentesco brunelleschiano precedente, ne viene realizzato uno di marmo decorato con opere di Giotto, di Baccio Bandinelli, e l’interno della cupola viene coperto dagli affreschi di Giorgio Vasari e Federico Zuccari. Nella seconda metà del Seicento arriva a Firenze la Pietà Bandini di Michelangelo che, dopo una collocazione nella cripta di San Lorenzo, viene spostata nel 1722 nel Duomo e qui resta fino al 1981. Sicuramente l’Ottocento fu il secolo in cui si sono visti i maggiori cambiamenti nella decorazione interna di Santa Maria del Fiore. In poco tempo sparisce buona parte del coro cinquecentesco, vengono rimosse le sculture in materiali effimeri eseguite nel 1589 in occasione del matrimonio di Ferdinando I de’ Medici e Cristina di Lorena, viene strappato dalla controfacciata il Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno e spariscono altri altari e affreschi. Dopo questa breve carrellata possiamo ben capire che l’attuale interno del Duomo è ben lontano dal rappresentare il gusto della fine del Medioevo e del Rinascimento a Firenze ma è semmai il frutto di interventi più recenti. Buona parte delle opere che adornavano la cattedrale sono visibili oggi nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze.

Nello stesso secolo, in sostituzione del coro ligneo quattrocentesco brunelleschiano precedente, ne viene realizzato uno di marmo decorato con opere di Giotto, di Baccio Bandinelli, e l’interno della cupola viene coperto dagli affreschi di Giorgio Vasari e Federico Zuccari. Nella seconda metà del Seicento arriva a Firenze la Pietà Bandini di Michelangelo che, dopo una collocazione nella cripta di San Lorenzo, viene spostata nel 1722 nel Duomo e qui resta fino al 1981. Sicuramente l’Ottocento fu il secolo in cui si sono visti i maggiori cambiamenti nella decorazione interna di Santa Maria del Fiore. In poco tempo sparisce buona parte del coro cinquecentesco, vengono rimosse le sculture in materiali effimeri eseguite nel 1589 in occasione del matrimonio di Ferdinando I de’ Medici e Cristina di Lorena, viene strappato dalla controfacciata il Niccolò da Tolentino di Andrea del Castagno e spariscono altri altari e affreschi. Dopo questa breve carrellata possiamo ben capire che l’attuale interno del Duomo è ben lontano dal rappresentare il gusto della fine del Medioevo e del Rinascimento a Firenze ma è semmai il frutto di interventi più recenti. Buona parte delle opere che adornavano la cattedrale sono visibili oggi nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze.

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Inside the Santa Maria del Fiore Cathedral
between past and present

Generally when tourists visit the Duomo of Florence, they are shocked by the contrast between the brilliant marble decorations on the outside and the grim look on the inside. Trying to find the explanation to this, they suppose that it is an expression of the alleged sobriety of the ancient Florentine style. However, if we analyze the past of the building, we will find out that there were many artworks decorating Santa Maria del Fiore but during the time only a few of them have remained in their original location. The Cathedral, which was started in 1296 and consecrated in 1436 by the Pope Eugenio IV, was decorated with the unfinished façade that was started by Arnoldo di Cambio and dismantled in 1587 in order to realize a different project based on the design of Bernardo Buontalenti. In this occasion, some of the sculptures like the Madonna

The Cathedral, which was started in 1296 and consecrated in 1436 by the Pope Eugenio IV, was decorated with the unfinished façade that was started by Arnoldo di Cambio and dismantled in 1587 in order to realize a different project based on the design of Bernardo Buontalenti. In this occasion, some of the sculptures like the Madonna dagli occhi di vetro by Arnolfo di Cambio or the Evangelisti by various artists, among whom Donatello and Nanni di Banco, were placed into the church but today you can find them in the Museo del Duomo. The building, in the 15th century, displayed other artworks, by now taken away, like two chancels by Donatello and Luca della Robbia, removed in 1688 for the marriage of Grand Prince Ferdinando de’ Medici and Violante di Baviera. Fortunately, some artworks remained, for example, the polyptych of Santa Reparata by Giotto, the creations by Luca della Robbia and Ghiberti, the frescoes by Paolo Uccello, Andrea del Castagno and the Dante by Domenico di Michelino. With the beginning of sixteenth century, Michelangelo was asked to make a group of Apostles in marble, but this project was never completed: the only concrete memory of this task is the unfinished San Matteo, today displayed at the Galleria dell’Accademia in Florence. Instead of the sculptures by Michelangelo a series of Apostles were made by other sculptors. During the same century, in replacement of the previous fifteenth century Brunelleschian wooden choir, is realized a marble chorus decorated with works of Giotto, Baccio Bandinelli and the inner part of the dome was decorated with frescoes by Giorgio Vasari and Federico Zuccari. On the second half of 17th century Florence welcomes the Pietà Bandini made by Michelangelo, which after being placed in San Lorenzo crypt was moved to the Duomo in 1722 where it remained until 1981. Surely, it was in the 19th century when the most drastic changes for the internal decor of Santa Maria del Fiore have been. In a short time, a large part of 16th century choir disappeared, the sculptures made of ephemeral materials in 1589, realized for the wedding of Ferdinando I de’ Medici and Cristina di Lorena, were removed, the Niccolò da Tolentino by Andrea del Castagno was torn off from the counter-façade and many other altars and frescoes were removed. After this brief roundup we can well understand that the current interior of the Duomo can hardly represent the medieval and renaissance period style in Florence, but it is just the fruit of more recent interventions. Most of the artworks which once decorated the cathedral could be found today in the Museo del Duomo in Florence.

 

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