Firenze e Kassel Un gemellaggio che si conferma nel segno dell’arte contemporanea

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Documenta, la rassegna quinquennale d’arte che si svolge nella città di Kassel in Germania, è oggi sicuramente una fra le più importanti mostre di arte contemporanea ed un grande avvenimento internazionale. Ebbe inizio nel lontano 1955 quando furono invitati artisti da tutto il mondo ad esporre in una città dove le macerie e i buchi lasciati dalla guerra erano ancora ben visibili. Firenze rinnova così il patto di gemellaggio voluto dal Sindaco Giorgio La Pira nel lontano 1952, un atto che allora sottolineava la volontà di riconciliazione fra Italia e Germania unendo Firenze ad una delle città fra le più colpite durante la seconda guerra mondiale e che oggi, più che mai, vive nel segno della cultura e dell’arte, in un dialogo moderno e contemporaneo, il linguaggio universale che unisce i popoli.

Kassel è stata salvata da “Documenta”: l’intera città si mette in movimento e vive giorno e notte durante la manifestazione, in questo periodo è caratterizzata da un fervore di iniziative e performance che coinvolgono le persone ad ogni angolo della città, dappertutto si respira arte e numerose sedi ospitano opere e performance. Mostra d’arte contemporanea rinomata in tutto il mondo, insieme alla Biennale di Venezia, è diventata la rassegna periodica più importante nel sistema dell’arte contemporanea ed attrae visitatori da tutti i paesi. Quasi nessuno credeva ad un tale successo quando nel 1955 Documenta fu concepita da Arnold Bode, quando nelle rovine del Museo Fridericianum, distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, vennero presentate le creazioni d’arte figurativa dei primi anni del ventesimo secolo, che durante il periodo nazista non era consentito mostrare. Da allora, ogni cinque anni, Documenta mostra le più attuali tendenze dell’arte contemporanea ed offre spazio e stimoli per nuovi concetti espositivi. Con sempre maggiore successo festeggia quest’anno i sessant’anni di storia, oltre centosessanta gli artisti presenti. La quattordicesima edizione, curata dall’artista polacco Adam Szymczyk, ex direttore della Kunsthalle di Basilea, ha visto la rassegna tedesca celebrare questo importante traguardo oltrepassando per la prima volta i confini nazionali con un prequel ad Atene che si è da poco concluso.

Firenze, culla del Rinascimento, con le sue meraviglie artistiche dialoga oggi in modo ancor più importante con il linguaggio contemporaneo riscoprendo la sua vocazione di città dell’arte contemporanea ospitando grandi artisti come Zhang Huan, Penone, Gormley, Jan Fabre e da settembre anche Urs Fischer. Le emozioni che solo il linguaggio culturale sa suscitare in ognuno di noi sono le basi per costruire il dialogo tra i popoli, per un’instancabile ed ineluttabile ricerca della pace. Perché alla luce dei tanti tragici eventi che purtroappo caratterizzano la nostra travagliata epoca, la bellezza, l’arte e la cultura sono la risposta, il linguaggio comune ed universale. Così anche Documenta, che unisce i più diversi mondi dell’arte, ha scritto essa stessa un nuovo capitolo nella storia dell’arte e della cultura. A consacrare questo rapporto speciale fra le due città, un “pezzo” di Documenta sarà il prossimo anno a Firenze. Un grande evento, destinato a durare qualche settimana, un dialogo con l’arte contemporanea fra la famosa rassegna di Kassel e la nostra città, la cui vera cifra da sempre è proprio la contemporaneità.

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Florence and Kassel
A partnership in the sign of contemporary art

Documenta, the five-year art exhibition held in the city of Kassel, in Germany, is today one of the most important contemporary art exhibitions and a great international event. It began in 1955 when artists from all over the world were invited to exhibit in a city where the rubble and holes left by the war were still clearly visible. Thus, Florence renewed the partnership agreement sought by Mayor Giorgio La Pira in 1952, an act that at the time underlined the will of reconciliation between Italy and Germany, uniting Florence to one of the most affected cities during World War II, and today, more than ever, is alive under the sign of culture and art, in a modern and contemporary dialogue, the universal language that unites peoples.

Kassel has been saved by “Documenta”: the entire city moves and lives day and night during the event, and during this period is characterized by a fervor of initiatives and performances that involve people in every corner of the city, art can be breathed everywhere and numerous venues host works and performances.

World-renowned contemporary art exhibition, along with the Venice Biennale, it has become the most important periodical display in the contemporary art system and it attracts visitors from all over the world.

Almost no one believed such a success could be achieved when Documenta was conceived in 1955 by Arnold Bode, when the figurative art creations of the early twentieth century were presented in the ruins of the Fridericianum Museum, destroyed during World War II, works forbidden to be exhibited during the Nazi period. Since then, every five years, Documenta shows the most recent trends in contemporary art and offers space and stimuli for new exhibition concepts. More and more successful, this year Documenta celebrates sixty years of history, with over one hundred and sixty artists present.

The 14th edition, curated by Polish artist Adam Szymczyk, former director of the Kunsthalle in Basel, saw the German exhibit celebrating this important milestone by surpassing national boundaries for the first time with a prequel in Athens that just ended.

Florence, the cradle of the Renaissance, with its artistic wonders is nowadays even more important in contemporary language by rediscovering its vocation of contemporary art cities, hosting great artists such as Zhang Huan, Penone, Gormley, Jan Fabre and, from September, also Urs Fischer. The emotions that only the cultural language knows how to arouse in each of us is the basis for building dialogue among peoples, for an unstoppable and inevitable pursuit of peace.

Because in the light of the many tragic events that unfortunately characterize our troubled era, beauty, art and culture are the answer, the common and universal language. This is how Documenta, uniting the most diverse art worlds, has written itself a new chapter in the history of art and culture. A “piece” of Documenta will be held next year in Florence to consecrate this special relationship between the two cities. A great event, scheduled over the span of a few weeks, a dialogue with contemporary art between the famous Kassel exhibition and our city, whose true figure has always been contemporary.

 

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