Il David di Michelangelo nell’Ottocento

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Il David di Michelangelo è senza dubbio una delle sculture più celebri di tutto il mondo fin da quando l’artista lo ha realizzato tra il 1501 e il 1504. La sua storia è ricca di molti eventi a partire dal Cinquecento, quando, nel 1527, il suo braccio sinistro fu rotto in tre pezzi, ma il periodo che resta per lui fondamentale è l’Ottocento, dato che nel 1873 si trasferisce il marmo dalla sua originaria collocazione, in Piazza della Signoria proprio di fronte a Palazzo Vecchio, alla nuova sede nella Galleria dell’Accademia in cui si trova ancora oggi.

Questa istituzione nasce perché il Granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena riunisce nel 1784 nella “nuova” Accademia di Belle Arti le precedenti scuole e organizzazioni di artisti, creando anche una galleria in cui esporre disegni, modelli e dipinti che avrebbero dovuto servire da esempio per i giovani artisti di domani. Dopo l’Unità d’Italia questo assetto viene stravolto quando, nel 1872, il Comune di Firenze decide di costruire all’interno del museo una tribuna per accogliere il David di Michelangelo dopo un precedente progetto, poi accantonato, di trasferire l’opera nel neonato Museo del Bargello. Lo scenario immaginato per accogliere il capolavoro di Michelangelo, che prevede un luminoso lucernario, viene ideato da Emilio de Fabris (che fu anche autore del progetto per la facciata del Duomo di Firenze), e per costruire questa struttura verranno impiegati nove anni, quindi fino al 1882. Per trasportare il David da Piazza della Signoria viene creato un “castello” di legno che viene spostato su rotaie attraverso le strade di Firenze e occorrono molti giorni, dal 30 luglio fino all’8 agosto 1873.

Lo scenario immaginato per accogliere il capolavoro di Michelangelo, che prevede un luminoso lucernario, viene ideato da Emilio de Fabris (che fu anche autore del progetto per la facciata del Duomo di Firenze), e per costruire questa struttura verranno impiegati nove anni, quindi fino al 1882. Per trasportare il David da Piazza della Signoria viene creato un “castello” di legno che viene spostato su rotaie attraverso le strade di Firenze e occorrono molti giorni, dal 30 luglio fino all’8 agosto 1873.

Successivamente il marmo rimane chiuso per nove anni dentro un casotto di legno nell’attesa che la tribuna che gli deve fare da cornice venga terminata. Nel 1875 si celebra il quarto centenario della nascita di Michelangelo e in questa occasione il David, liberato dalle protezioni, viene affiancato dai calchi delle opere più celebri del Maestro che, solo nel Novecento, saranno sostituiti dalle opere originali che ancora oggi sono presenti nel museo. Nell’Ottocento, tra i tanti turisti stranieri che visitano Firenze e ammirano il gigantesco marmo del Buonarroti dobbiamo ricordare la Regina Vittoria che si trattiene in città nel 1888 e nel 1893 ed alla quale viene donato un calco in gesso del David, quale memoria delle giornate fiorentine. Questo dono presenta, però, un problema non di poco conto, ovvero quello della nudità del David, inadatta alla regale ospite. Per ovviare al problema viene creata una foglia di fico removibile che è ancora oggi visibile in una teca, accanto al calco dell’opera di Michelangelo, presso il Victoria and Albert Museum di Londra.

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Questo dono presenta, però, un problema non di poco conto, ovvero quello della nudità del David, inadatta alla regale ospite. Per ovviare al problema viene creata una foglia di fico removibile che è ancora oggi visibile in una teca, accanto al calco dell’opera di Michelangelo, presso il Victoria and Albert Museum di Londra.

English

Michelangelo’s David in the nineteenth century

 

Michelangelo’s David is undoubtedly one of the most celebrated sculptures around the world since the artist realized it between 1501 and 1504. Its story is rich in events starting from the sixteenth century when, in 1527, its left arm was broken in three places, but the fundamental period for it is the nineteenth century, when in 1873 the marble is moved from its original location, Piazza della Signoria just in front of Palazzo Vecchio, to the new headquarters of the Academy Gallery where it can be found to this day.

This institution was founded because Grand Duke Pietro Leopoldo of Habsburg Lorraine gathered in 1784 in the “new” Academy of Fine Arts the previous schools and artists’ organizations, creating also a Gallery to exhibit drawings, models and paintings that should have served as an example for the young artists of tomorrow.

After the unification of Italy, this arrangement was disrupted when, in 1872, the Cityhall of Florence decided to build a grandstand inside the museum to welcome Michelangelo’s David following a previous project, later set aside, to transfer the work to the newly inaugurated Bargello Museum.

The scenario imagined to host Michelangelo’s masterpiece, which featured a bright skylight, was designed by Emilio de Fabris (who was also the author of the project for the facade of the Duomo in Florence), and it would take nine years to build this structure, so until 1882.
A wooden “castle” was created to carry David from Piazza della Signoria, moved on rails through the streets of Florence and the process took many days, from July 30th to August 8th, in 1873.

Subsequently, the marble is closed for nine years in a wooden cabin waiting for the grandstand to be finished. In 1875, the fourth centenary of Michelangelo’s birth was celebrated and, on this occasion, David, liberated from its protective prison, was surrounded by the casts of the most famous works of the Master, which will be replaced in the twentieth century by the original works, still present in the museum.

In the nineteenth century, among the many foreign tourists visiting Florence and admiring the large marble of Buonarroti, we must remember Queen Victoria who stayed in the city in 1888 and 1893, and who received as a donation a plaster of David, a reminder of Florentine days. However, this gift presented a big problem, that of David’s nakedness, unsuitable for the royal guest.

A removable fig leaf was created to remedy the problem, that is still visible today in a pot, next to Michelangelo’s work from the Victoria and Albert Museum in London.

 

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Art Historian and Tourist Guide in Florence samuele.magri3@gmail.com | Phone: 340 5278209

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