Nuova Antologia la prestigiosa rivista festeggia centocinquant’anni

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Giovanni Spadolini

Nuova Antologia ha inaugurato il 2017 tornando ad essere stampata a Firenze dal tipografo-editore Polistampa di Mauro Pagliai. La prestigiosa rivista trimestrale ha appena compiuto 150 anni di pubblicazioni ininterrotte che ha voluto festeggiare riportando nella sua città natale la filiera della stampa e della distribuzione. È a Firenze, infatti, che il 31 gennaio 1866 nasceva la prestigiosa testata, non a caso nel periodo in cui la capitale del Regno d’Italia era sulle rive dell’Arno. Rassegna di Lettere, Scienze ed Arti, Nuova Antologia fu fondata da Francesco Protonotari, professore di Economia all’Università di Pisa, e fu fortemente voluta da uno dei più autorevoli artefici dell’unità nazionale: Bettino Ricasoli. L’intento dei due era quello di offrire al paese, appena unificato, un dibattito libero e aperto ai grandi temi e alle problematiche della società contemporanea: dalla scuola, che doveva diventare pubblica e obbligatoria per tutti, fino alla necessità di una lingua comune. Nel 1868, dalle pagine di Nuova Antologia Alessandro Manzoni levò il noto appello affinché la “lingua toscana” divenisse la lingua di tutti gli italiani. Trasferita a Roma la capitale, nel 1878 anche la prestigiosa testata si sposta nell’antica città del Papa e raggiunge Governo e Parlamento, rimanendovi per un secolo esatto, fino al 1978.

In un momento di crisi di periodici, che non risparmiò neppure quelli più prestigiosi, l’allora direttore, Giovanni Spadolini, riportò Nuova Antologia a Firenze, presso il tipografo delle origini, Felice Le Monnier. Il professore fiorentino volle anche assicurare la proprietà della rivista alla Fondazione che dal 1980 ne porta il nome e che rappresenta la più alta garanzia di piena libertà per la testata.

Nel 1999 Le Monnier viene acquisita da Mondadori e la stampa della rivista subisce un processo di “razionalizzazione”, con la tipografia che viene spostata in Lombardia e numerose fasi di passaggio, dalla composizione alla distribuzione, che allungano inesorabilmente i tempi di consegna ai lettori. Una situazione faticosa da sostenere che spinge la Fondazione Spadolini Nuova Antologia a cercare nuove partnership, pur di mantenere ben salda la propria identità ultracentenaria: il devoto, puntuale dialogo con gli abbonati, che rappresentano la vera forza e garanzia di sopravvivenza della testata. Di qui la necessità di riportare a Firenze, sotto l’occhio vigile della Fondazione, tutte le fasi di produzione e distribuzione di quella che viene unanimemente riconosciuta come la “rivista che ha fatto gli italiani” e come è scritto anche sul francobollo celebrativo del 150° anniversario emesso dal Ministero per le Attività Produttive e da Poste Italiane. Nuova Antologia si mantiene fedele a una linea editoriale che unisce il rispetto per la memoria storica al vivace confronto delle idee sulle maggiori questioni del nostro tempo.
Che senso ha oggi, nell’era dei computer e dell’I-phone, una rivista cartacea di 1.600 pagine l’anno suddivise in quattro volumi trimestrali? Così risponde Claudio Magris, garante del periodico fiorentino: “Nuova Antologia è rimasta scevra di sterili nostalgie del passato e di ancor più sterili rifiuti del presente. Proprio per questo è in grado, senza nulla cedere alla società dello spettacolo e senza volervi acidamente reagire, di svolgere con tranquilla originalità la propria funzione”.

Bandiera della nostra cultura e del buon senso, Nuova Antologia offre elementi preziosi di conoscenza e affina lo spirito critico, soprattutto dei giovani, con importanti progetti dedicati alle scuole superiori.

ENGLISH

Nuova Antologia, the prestigious “magazine that made Italians” celebrates one hundred and fifty years of uninterrupted publications returning to print in Florence

Nuova Antologia inaugurated 2017, by returning to be printed in Florence at Polistampa typographer-publisher by Mauro Pagliai. The prestigious quarterly magazine has just marked 150 years of uninterrupted publications and wanted to celebrate this anniversary by bringing the print and distribution of the magazine back to its hometown. It is in Florence that, on 31 January 1866, the prestigious headline was born, in a period when the capital of the Kingdom of Italy was on the banks of the Arno and not by chance. Review of Letters, Science and Arts, Nuova Antologia was founded by Francesco Protonotari, Professor of Economics at the University of Pisa, and was strongly advocated by one of the most influential artists of national unity: Bettino Ricasoli.

Their goal was to offer to a country that just unified, an unlimited debate, open to the great issues and problems of contemporary society: from school, which would become public and mandatory for everyone, to the need for a common language. In 1868, inside the pages of Nuova Antologia, Alessandro Manzoni raised the known appeal for the “Tuscan language” to become the language of all Italians. With the capital transferred to Rome, in 1878 the prestigious headline also moves into the ancient city of the Pope and reaches Government and Parliament, remaining there for precisely a century until 1978.

In a moment of crisis for publications, that doesn’t spare even the prestigious ones, the director of that time, Giovanni Spadolini, brought Nuova Antologia back to Florence, at the original typographer, Felice Le Monnier. The Florentine professor also wants to insure the property of the magazine to the Foundation which from 1980 gives it the name and that represents the highest guaranty of total freedom for the headline. In 1999 Le Monnier was bought by Mondadori, and the print of the magazine undergoes a process of “rationalization”, with the typography being moved in Lombardia and numerous phases of transition, from structure to distribution, that inevitably prolongs the delivery times to readers. A tedious situation to sustain which pushes Fondazione Spadolini Nuova Antologia to search new partnerships while maintaining its ultra-centennial identity: devoted, timely dialogue with subscribers, which represents the real strength and guarantee of the survival of the headline. Hence the need to bring back to Florence, under the watchful eye of the Foundation, all the phases of production and distribution of what is unanimously recognized as the “magazine that made Italians”, as it is also written on the celebratory stamp of 150 Anniversary issued by the Ministry for Productive Activities and by Poste Italiane. Nuova Antologia remains faithful to an editorial line that combines respect for historical memory with the energetic comparison of ideas about the major issues of our time.

What is the purpose nowadays, in the era of computers and I-phone, of a 1,600-page paper magazine per year divided into four quarterly volumes? Here is what Claudio Magris, the guarantor of the Florentine periodical, responds: “Nuova Antologia remained devoid of worthless nostalgia of the past and even more sterile of the waste of the present. It is precisely for this reason that it can, without feeding show business in any way and without wanting to react acutely, carry out its role with originality”. A flag of our culture and common sense, Nuova Antologia offers valuable elements of knowledge and refines the critical spirit, especially in young people, with significant projects dedicated to higher education.

www.nuovaantolgia.it
fondazione@nuovaantologia.it

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