Una riflessione sull’Oltrarno Uno dei pochi quartieri di Firenze dove ancora resiste l’identificazione tra persone e luogo

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Prendendo spunto dalla recente notizia apparsa sui media internazionali dove si valuta, secondo Lonely Planet, San Frediano tra i dieci quartieri più cool da visitare al mondo, penso sia utile riflettere in generale sulla zona dell’Oltrarno. Da sempre la parte sinistra d’Arno ha mantenuto caratteristiche diverse rispetto alla città di fondazione romana: è qui che ci sono le testimonianze della prima area cimiteriale cristiana, davanti alla Chiesa di Santa Felicita, ed è qui che si è sviluppato nel tempo un maggiore attaccamento al territorio.  San Frediano è uno dei pochi quartieri di Firenze dove ancora resiste l’identificazione tra persone e luogo, l’essere “sanfredianino” è rivendicato con orgoglio dai suoi abitanti. Il trasferimento, nella seconda metà del XVI secolo, della famiglia ducale in Palazzo Pitti, determinerà un’altra peculiarità dell’Oltrarno, la grande concentrazione di botteghe artigiane sorte a servizio della corte reale, il che si lega anche alla presenza delle prime botteghe antiquarie, poi divenute veri e propri atelier. Un tessuto sociale composito, con importanti palazzi nobiliari, con complessi conventuali di ordini importanti, come gli Agostiniani e Carmelitani, e intere strade fitte di case di modestissima fattura. Tutto questo in stretta continuità, senza fratture. La sfida reale, più che quella di essere inseriti in classifiche più o meno plausibili, sarà quella di mantenere, anzi potenziare, questa identità.

Da sempre la parte sinistra d’Arno ha mantenuto caratteristiche diverse rispetto alla città di fondazione romana: è qui che ci sono le testimonianze della prima area cimiteriale cristiana, davanti alla Chiesa di Santa Felicita, ed è qui che si è sviluppato nel tempo un maggiore attaccamento al territorio.  San Frediano è uno dei pochi quartieri di Firenze dove ancora resiste l’identificazione tra persone e luogo, l’essere “sanfredianino” è rivendicato con orgoglio dai suoi abitanti. Il trasferimento, nella seconda metà del XVI secolo, della famiglia ducale in Palazzo Pitti, determinerà un’altra peculiarità dell’Oltrarno, la grande concentrazione di botteghe artigiane sorte a servizio della corte reale, il che si lega anche alla presenza delle prime botteghe antiquarie, poi divenute veri e propri atelier. Un tessuto sociale composito, con importanti palazzi nobiliari, con complessi conventuali di ordini importanti, come gli Agostiniani e Carmelitani, e intere strade fitte di case di modestissima fattura. Tutto questo in stretta continuità, senza fratture. La sfida reale, più che quella di essere inseriti in classifiche più o meno plausibili, sarà quella di mantenere, anzi potenziare, questa identità.

All’interno del Piano di Gestione del Centro Storico di Firenze Patrimonio Mondiale UNESCO si sono identificati due progetti che vanno in questa direzione, partendo da una delle peculiarità urbana di questa parte del centro storico: il verde urbano, sia pubblico che privato. Il progetto “Firenze Greenway” vede come protagonista la cintura verde che da Porta Romana verso Poggio Imperiale (altro sito Patrimonio Mondiale UNESCO), verso il viale dei Colli, attraverso Piazzale Michelangelo fino a Piazza Poggi e nella direzione del Giardino di Boboli, Forte Belvedere e Villa e Giardino Bardini, può essere considerata una vera e propria highline percorribile e fruibile da tutti, soprattutto dai residenti dell’Oltrarno, e un luogo di interesse per un turismo sostenibile, in grado di alleggerire la pressione nei luoghi del turismo di massa del centro.

Il progetto “Oltrarno”, portato avanti dall’Assessorato allo Sviluppo Economico e dalla Camera di Commercio, si propone l’obiettivo di far emergere l’artigianato, investendo nello sviluppo digitale delle competenze. In questi giorni si è dato l’avvio al cantiere di recupero di Piazza del Carmine: questo magnifico spazio potrebbe ospitare in maniera temporanea, ma efficace, delle grandi installazioni d’arte, rispondendo all’esigenza di rafforzarne la vocazione culturale e costituire un ponte tra passato e presente in un luogo denso di significato, come è e sarà, l’Oltrarno.

ENGLISH

 

A reflection on the Oltrarno
One of the few districts of Florence where the connection between people and place still exists

Drawing inspiration from the recent news in the international media where, according to Lonely Planet, San Frediano is among the ten coolest neighborhoods to visit in the world, I think it’s useful to reflect in general on the area of the Oltrarno. The left side of Arno, since forever, it kept different characteristics than the initially built Roman city: here is the testimony of the first Christian cemetery area, in front of the Church of Santa Felicita, and here a major attachment to the territory was developed over time. San Frediano is one of the few districts of Florence where the connection between people and place still exists, being “

The left side of Arno, since forever, it kept different characteristics than the initially built Roman city: here is the testimony of the first Christian cemetery area, in front of the Church of Santa Felicita, and here a major attachment to the territory was developed over time. San Frediano is one of the few districts of Florence where the connection between people and place still exists, being “sanfredianino” is proudly claimed by its inhabitants. In the second half of the 16th century, the transfer of the ducal family to Palazzo Pitti, determined another peculiarity of the Oltrarno, the great concentration of craft workshops that came to be of service to the Royal Court, event also linked to the presence of the first antique shops, real ateliers later on. A composite social context, with important noble palaces, with conventual complexes of important orders, such as the Augustinians and Carmelites, and entire streets filled with modest houses. All this in a close continuity, with no breaks in between. The real challenge, rather than being included in more or less plausible rankings, would be to maintain or even enhance this identity. Within the Management Plan of the Centro Storico di Firenze, UNESCO World Heritage, have been identified two projects in this direction, starting from one of the urban peculiarities of this part of the historic center: urban green, both public and private. The project “Firenze Greenway” sees as the protagonist the green belt from Porta Romana towards Poggio Imperiale (another UNESCO World Heritage Site), to the Viale

The real challenge, rather than being included in more or less plausible rankings, would be to maintain or even enhance this identity. Within the Management Plan of the Centro Storico di Firenze, UNESCO World Heritage, have been identified two projects in this direction, starting from one of the urban peculiarities of this part of the historic center: urban green, both public and private. The project “Firenze Greenway” sees as the protagonist the green belt from Porta Romana towards Poggio Imperiale (another UNESCO World Heritage Site), to the Viale dei Colli, going through Piazzale Michelangelo until Piazza Poggi and in the direction of the Boboli Garden, Forte Belvedere and Villa and the Bardini Garden, can be considered a real highline easily accessible to everyone, especially to the Oltrarno residents, a place of interest for sustainable tourism that can relieve the pressure from the mass tourism sites in the center. The “Oltrarno” project, carried out by the Economic Development Department and the Chamber of Commerce, aims to allow crafts to emerge, by investing in digital competence development. Now, the recovery site of Piazza del Carmine has started: this magnificent space could temporarily but effectively accommodate, great art installations, responding to the need of to strengthen its cultural vocation and to form a bridge between the past and present in a meaningful place as it is and will always be, the Oltrarno.

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