I bigodini della mia esistenza

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Illustrated by Fabiola Chierici

Sono ben saldati sulla mia testa, i dubbi. Sono i bigodini della mia esistenza. Li cambio con frequenza quotidiana, perché per noi donne la cosa più importante è quella di essere belle-bellissime. O al limite belle-belle: sotto questo parametro non c’è dato di scendere. Sono invece discesi da qualche altra trousse i miei dubbi. Li tengo anche nella borsetta, se per questo. Noi donne, si sa, teniamo di tutto nelle borsette: rossetti, specchi, fazzoletti, kleenex, penne, fogli, portafogli, vezzi, sciarpe, preservativi, libri, offerte commerciali, dubbi di prima mano e amori di terza categoria. È per questo che le borse delle donne pesano una cifra. Cosa che gli uomini non possono capire: sono troppo complicate da spiegare.

Non c’è mica qualcuno, che in questo momento, potrebbe prestarmi un rossetto? Avrei bisogno, sinceramente, di rendere un dubbio che mi sta in testa con un colore rosso in modo che sia esteticamente accettabile, praticamente riconoscibile, assolutamente in linea col fondotinta. Quello che va di moda la prossima estate e che io sfoggio con estrema naturalezza e anticipatamente da almeno tre anni. Anticipo mode, io: mode fashion e mode esistenziali.

Sono una sorta di esistenzialista che sfoggia unghie laccate e patinate, vestiti vaporosi e incredibili, quesiti filosofici e serate mondane. Sono il prodotto migliore di una cultura medio alta, tecnicamente borghese ma praticamente operaia.  Miscelo classe con classi sociali. Insomma, sono qualcosa che è al tempo stesso qualcuno. Capirete mai che cosa sarò? Vi farò mai capire che cosa potrò realmente essere, intimamente rappresentare, oscuramente addivenire? Perché se c’è qualcuno che è sicuro di dirmelo, lo prego di farsi avanti. Di battere un colpo e dirmi: “Io ho capito chi sei. So chi sei”. Solo allora gli dirò: e tu cosa vuoi?

English
The curlers of my existence

They are well-welded in my head, the doubts. They are the curlers of my existence. I change them on a daily basis because for us women the most important thing is to be beautiful-gorgeous. Or at least to be beautiful-beautiful: you can’t go under this standard. On the other hand, my doubts have descended from somewhere else. I also keep them in my purse for that. It is well known that we women, we hold everything in our handbags: lipsticks, mirrors, handkerchiefs, kleenexes, pens, papers, wallets, handkerchiefs, scarves, condoms, books, flyers, first-hand doubts and third-degree lovers. That’s why women’s handbags cost a certain amount of money. Something that men can’t understand: these things are too complicated to explain.

Isn’t there anyone who can pass me the lipstick right now? I sincerely need to restore a doubt that I have on my head with a red color so that it’s aesthetically acceptable, practically recognizable, absolutely in line with the foundation. What will be in trend next summer and that I already show off with extreme naturalness and in advance for at least three years now. Advance mode, me: fashion mode and existential modes.I am a kind of existentialist who shows off lacquered and glossy nails, vaporous and incredible clothes, philosophical questions and worldly evenings. I am the best product of a middle-upper class, technically bourgeois but practically working. I mix class with social classes. Shortly, I am something that is at the same time, someone. Will you ever understand what I am to be? Will I ever be able to make you understand what I can really be, what I can intimately represent, obscured to become? Because if there is someone who is sure to give me the answer, I beg them to come forward. To hit the table with their fist and tell me: “I understood who you are. I know who you are”. Only then I will respond: and what do you want?

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