La Sagrestia Vecchia in San Lorenzo Qui puoi ammirare i capolavori di Donatello

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Realizzata da Brunelleschi tra il 1422 e il 1428, la Sagrestia Vecchia rappresenta uno dei primi progetti del celebre architetto fiorentino in cui la sua visione architettonica si concretizza pienamente nei volumi geometrici accuratamente spartiti secondo precisi rapporti proporzionali. La concezione spaziale semplice e rigorosa è sottolineata dall’utilizzo della pietra serena che mette in evidenza gli elementi portanti. L’armonica fusione tra spazio architettonico e decorazione plastica fa della Sacrestia Vecchia una delle creazioni più complete e coerenti del primo Rinascimento fiorentino.

One of the famous Florentine architect’s first projects, between 1422 and 1428 Brunelleschi constructed the Old Sacristy (Sacrestia Vecchia) in which his architectural vision was fully brought forth in the geometrical spaces accurately divided according to exact proportions. A cubical room covered by an umbrella-shaped cupola split into twelve segments, his simple and rigorous concept of space is enhanced by the use of the grey stone pietra serena, which emphasizes the bearing elements.The harmonious fusion of architecture and decoration makes the Old Sacristy one of the most complete and coherent creations of the early Florentine Renaissance.

Donato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello (Firenze 1383/1386- Firenze 1466) fu un talento sorprendente. Nel corso della sua lunga attività artistica creò opere in svariate tecniche e materiali, dalla scultura in marmo, pietra, legno, terracotta, stucco e bronzo all’uso del mosaico, dalla ideazione di vetrate, alle incursioni nel campo dell’architettura. A lavorare il bronzo aveva imparato da giovane, come assistente di Lorenzo Ghiberti. Filippo Brunelleschi era molto amico di Donatello e insieme avevano visitato Roma per scoprire statue e architetture antiche.

Dopo il loro ritorno a Firenze collaborarono insieme alla realizzazione di uno dei più sorprendenti ambienti del Quattrocento, la Sagrestia Vecchia in San Lorenzo. La basilica di San Lorenzo a Firenze venne ricostruita per interessamento di Giovanni di Bicci, membro della famiglia Medici e padre di Cosimo il Vecchio, seguendo il progetto di Brunelleschi. Una delle prime parti terminate fu la Sagrestia Vecchia (1421-1428), una meraviglia tale che sia i fiorentini che gli stranieri accorrevano a vederla quando non era ancora finita, intralciando il lavoro degli operai. Sotto la calotta della cupola si trovano otto medaglioni di stucco colorato raffiguranti alcune scene della vita di San Giovanni Evangelista (in onore di Giovanni di Bicci) e i quattro Evangelisti. In questo caso l’opera di Donatello non ha alcun confronto possibile con l’arte fiorentina del secolo e fa rivivere l’arte dello stucco, una tecnica romana allora dimenticata.

Proseguendo la decorazione della Sagrestia si aprì una frattura tra Brunelleschi e Donatello perché quest’ultimo, pare senza nemmeno consultarlo, inserì nella limpida architettura brunelleschiana due porte di bronzo con incorniciature lapidee sormontate da rilievi in stucco colorato. Brunelleschi scrisse addirittura dei versi in cui si toglieva ogni responsabilità in merito alla creazione di queste porte, segno del disaccordo ormai esistente tra lui e Donatello. Le parti più criticate furono le porte bronzee, decorate con santi nell’atto di parlare con tale passione che per questo vennero ribattezzati “schermidori”. Alla sua morte, nel 1466, Donatello verrà sepolto proprio in questa chiesa, accanto al suo più importante mecenate, Cosimo il Vecchio.

ENGLISH
The Old Sacristy in the
basilica of San Lorenzo
Here you can admire
Donatello’s masterpieces
Donato di Niccolò di Betto Bardi, known as Donatello (Florence 1383/1386 – Florence 1466) was an amazing talent. During his long artistic career he created works of art using various techniques and materials, from sculpting in marble, rock, wood, clay, plaster and bronze to the use of mosaic, from designing windows to incursions in architecture. He learnt to work in bronze as a young man, being the assistant of Lorenzo Ghiberti. Filippo Brunelleschi was a good friend of Donatello and together they went to visit Rome to discover ancient statues and architecture.

After their return to Florence, they worked together to realize one of the most surprising environments of the fifteenth century, the Old Sacristy in San Lorenzo. The basilica of San Lorenzo in Florence is rebuilt thanks to Giovanni di Bicci’s interest, member of the Medici family and father of Cosimo il Vecchio, following Brunelleschi’s plans. One of the first parts to be finished was the Old Sacristy (1421-1428), such a wonder that Florentines and foreigners together rushed to see it when it wasn’t yet finished, thus impeding the workers to do their work. Under the cover of the dome there are eight medallions made of colored plaster, depicting scenes from the life of San Giovanni Evangelista (in honor of Giovanni di Bicci) and the four Evangelists. In this case the work of Donatello has no possible comparison to the Florentine art of that century and revives the art of plaster, a roman technique that was forgotten.

Proceeding with the decoration of the Sacristy, a break takes place between Brunelleschi and Donatello, the latter, apparently without any warning, inserts in the clear Brunelleschi architecture two bronze doors with a stone frame, surmounted by colored plastered reliefs. Brunelleschi even wrote verses where he was removing himself from any responsibility for the creation of these doors, a sign that a disagreement occurred between him and Donatello. The most criticized parts were the bronze doors, decorated with saints while talking with such passion that they were renamed “fencers”. When he died, in 1466, Donatello was buried in this church, next to his most important patron, Cosimo il Vecchio.

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