Piero Calamandrei Uno dei più grandi fiorentini del Novecento L’impegno politico, la passione per la libertà, l’amore per Firenze

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Il Consiglio Comunale di Firenze con Piero Calamandrei Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze Nel 1494 i fiorentini avevano cacciato i Medici dalla città e avevano proclamato una nuova Repubblica che prevedeva l’ampliamento della partecipazione al governo attraverso l’istituzione di un Gran Consiglio. Questa riforma rese necessaria la costruzione di una nuova aula più capiente della precedente. I membri del Gran Consiglio si riunivano a rotazione in gruppi di cinquecento e da questo deriva il nome del Salone. Quando Cosimo I decise di vivere nel Palazzo (nel 1540) lo trasformò nel fastoso Salone che vediamo oggi, utilizzandolo come luogo delle udienze pubbliche e fulcro della celebrazione della sua gloria. I lavori di ristrutturazione e decorazione della sala si protrassero fino al 1572, sotto la direzione di Baccio Bandinelli, Giuliano di Baccio d’Agnolo e successivamente Giorgio Vasari. Quando Firenze divenne capitale del Regno d’Italia (tra il 1865 e il 1871) il Salone tornò a svolgere la sua originaria funzione di aula parlamentare, ospitando le sedute della Camera dei Deputati.

Firenze ricorda Piero Calamandrei a sessanta anni dalla morte e in occasione dei settanta anni dall’approvazione della Costituzione italiana con una giornata di studi, lo scorso 27 ottobre, e una mostra dal 2 al 22 novembre 2017.

In occasione del settantesimo anniversario dell’approvazione della Costituzione Italiana e per ricordare a sessanta anni dalla morte di Piero Calamandrei (Firenze 21 aprile 1889 – 27 settembre 1956), su iniziativa della Commissione Cultura, il Comune di Firenze, l’Istituto Storico della Resistenza, l’Ordine degli Avvocati e la Fondazione dell’Ordine degli Avvocati si sono uniti per la realizzazione di una giornata di studi nel Salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio.

Già lo scorso anno l’Istituto Storico della Resistenza, l’Ordine degli Avvocati e la Fondazione degli Avvocati si erano attivati con successo per commemorare il grande giurista attraverso un bello spettacolo al Teatro della Pergola, con l’intento di offrirne un’immagine più intima. Un sentito e dovuto ringraziamento va alla nipote, Silvia Calamandrei, che instancabile, continua un’opera di testimonianza preziosa nel tempo. Una corona di fiori è stata deposta vicino all’ingresso di Palazzo Vecchio, sotto la lapide che riporta l’epigrafe dettata nel 1945 da Piero Calamandrei per celebrare la Liberazione di Firenze. Lì abbiamo collocato una nuova targa per ricordarne l’autore e attraverso un Qr-Code (il primo di un progetto voluto dall’assessorato alla toponomastica) si è dato vita ad un percorso informativo che comprenderà le cinquanta epigrafi relative alla Resistenza presenti in città, per ricordare a noi tutti la lotta di Liberazione dai nazi-fascisti.

Grazie alla preziosa collaborazione dell’Avv. Giulio Conticelli e della Dott.ssa Bonsanti nelle sale dell’Archivio Storico del Comune di Firenze prende vita la mostra dedicata a Calamandrei, “Un intellettuale democratico nella Firenze del dopoguerra”, dove lettere, fotografie e appunti ci presentano un uomo e personaggio straordinario. Un luminare eclettico: giurista, scrittore, pittore, capace di parlare con le opere d’arte che lui definiva vive, osservatore attento ad ogni dettaglio, ma soprattutto persona rettissima e ricco di valori autentici, dotato di una profonda umanità. Ancora oggi, i suoi scritti rappresentano per ognuno di noi una strada sicura da seguire, e le sue argomentazioni acutissime, pur a distanza di tempo, non hanno perso la loro forza. Il suo è un invito costante alla “resistenza”, che vuol dire partecipazione, impegno, attivismo. Il grande giurista ci insegna che, ora come allora, una nuova etica della politica è possibile con l’inderogabile impegno civile da parte di ognuno di noi.

ENGLISH
PIERO CALAMANDREI
ONE OF THE GREATEST FLORENTINES OF THE TWENTIETH CENTURY
THE POLITICAL COMMITMENT, THE PASSION FOR FREEDOM, THE LOVE FOR FLORENCE

Florence remembers Piero Calamandrei, sixty years after his death and seventy years since the approval of the Italian Constitution, with a day of study on October 27th and an exhibition starting November 2nd to November 22nd, 2017. On the occasion of the seventieth anniversary since the approval of the Italian Constitution and to honor sixty years since the death of Piero Calamandrei (Florence April 21st, 1889 – September 27th, 1956), on the initiative of the Commission of Culture, the City of Florence, the Historic Institute of Resistance, the Order of Attorneys and the Bar Association Foundation came together to organize a day of study in the Cinquecento Hall, at Palazzo Vecchio.

Last year, the Resistance Institute, the Order of Attorneys and the Attorneys’ Association were successful in commemorating the great jurist through a beautiful show at the Pergola Theater, aiming to offer a more intimate image. A heartfelt and well-deserved thank you goes to his granddaughter, Silvia Calamandrei who, tirelessly, continues a work of priceless testimony in time. A flower crown was laid near the entrance to Palazzo Vecchio, under the tombstone that depicts the epigraph dictated by Piero Calamandrei in 1945 to celebrate the Liberation of Florence.

There we have placed a new plate to remember the author, and through a Qr-Code (the first from a project wanted by the toponomastics council), an informational course was created that will include the fifty epigraphs related to the Resistance in the city, to remind us all of the struggle of Liberation from the Nazi-fascists.

Thanks to the invaluable collaboration of Atty. Giulio Conticelli and Dr. Bonsanti, in the halls of the Historical Archives of the Municipality of Florence, the exhibition dedicated to Calamandrei will come to life, “An intellectual democrat in post-war Florence”, where letters, photographs and notes introduce us to an extraordinary man and character. An eclectic luminary: jurist, writer, painter, capable of speaking with the works of art that he called “alive”, a watchful observer in every detail, but above all a very straightforward person and rich in authentic values, endowed with profound humanity. His writings represent to this day a sure road for each of us to follow, and his strong arguments, haven’t lost their strength even with the passing of time. His concept is a constant invitation to “resistance”, which means participation, commitment, activism. The great jurist teaches us that, now as well as then, a new ethic of politics is possible with the indisputable civil engagement of each of us.

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