Ejzenštejn La rivoluzione delle immagini Quando incontrai Naum Kleiman, memoria storica del cinema russo

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Dal 7 novembre 2017 al 7 gennaio 2018, in occasione del centenario della Grande rivoluzione socialista in Russia si terrà un’importante mostra agli Uffizi, nella sala Edoardo Detti, “Ejzenštejn: la rivoluzione delle immagini”, incentrata sull’influenza che Sergej Michajlovič Ejzenštejn ha esercitato sui mezzi espressivi del Novecento fino ad oggi. Gli Uffizi accoglieranno i disegni di Ejzenštejn, il grande regista e teorico del cinema russo, considerato il “regista” della rivoluzione per antonomasia e proprio i suoi disegni dimostrano una particolare attenzione per l’arte del Rinascimento italiano. Organizzata in collaborazione con il Museo Puškin di Mosca e la Cineteca Comunale di Bologna, la mostra è curata da Marzia Faietti, Gianluca Farinelli, Pierluca Nardoni, Eike Schmidt. Ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere Naum Kleiman, già direttore del Museo del Cinema di Mosca e dell’Archivio Ejzenštejn, nella primavera del 1998 quando presentai il Festival N.I.C.E. a Mosca al Museo Kino da lui fondato e diretto, e fu un’esperienza indimenticabile. Kleiman è considerato il più grande esperto mondiale per ciò che riguarda la vita e le opere di Ejzenštejn. In quell’occasione le proiezioni, le discussioni tra i registi presenti, il pubblico, tutto era sapientemente guidato da Naum Kleiman. L’Ambasciatore d’Italia a Mosca, seduto tra gli studenti, non mancava al dibattito e nessuno guardava l’orologio finché non si affacciava alla sala una delle custodi per avvisare colore che venivano dalle lontane periferie che era l’ora degli ultimi metro. Kleiman, così carismatico, è stato sempre poco gradito ai poteri forti del suo paese. Quando il governo russo decise la chiusura del Museo Kino di Mosca, tutto il mondo s’indignò e arrivarono migliaia di firme per dimostrare solidarietà e vicinanza verso il grande storico del cinema e in segno di protesta verso la decisione del governo. A chi domandava il motivo di quest’ostracismo nei suoi confronti, la risposta di Kleiman fu: “Un Museo del Cinema è un ponte tra le culture e tra le varie epoche di una singola cinematografia e chi non sa a cosa serva, o a chi lo sa benissimo, questo non va bene… e purtroppo non succede solo in Russia”.

Naum Kleiman

Quando nel 2014, alla guida del Museo Kino di Mosca, fu nominata una nuova direttrice, Larissa Solonistyna, a Kleiman, venne assegnata una carica formale e si rese conto di non avere più alcun peso nelle decisioni relative al Museo. Fu allora che prese la difficile decisione di dimettersi e, in una lettera resa pubblica, ringraziando tutti quelli che in patria e da tutto il mondo gli avevano espresso solidarietà scrisse “Le vostre firme ci hanno dato coraggio e ci hanno permesso di prendere le misure della nostra responsabilità. Grazie a voi è nata un’associazione informale degli amici del Cinema”. Kleiman è convinto che “l’amore e la cura possono contrastare l’avidità, la sete di vendetta e di potere, la forza bruta. La lezione del cinema e di Ejzenstejn è che la bellezza si deve conservare per il futuro e mostrare nel presente”.

ENGLISH
The exhibit “Ejzenštejn:
the revolution of images”
at Uffizi Gallery
When I met Naum Kleiman, critic and historical memory of Russian cinema

From November 7, 2017 to January 7, 2018, on the occasion of the centenary of the Great Socialist Revolution in Russia, an important exhibition will be held at the Uffizi, in the Edoardo Detti hall, “Ejzenštejn: the revolution of images”, centered on the influence that Sergej Michajlovič Ejzenštejn has exercised on the expressive means from the twentieth century to this day. The Uffizi Gallery will welcome the drawings of Ejzenštejn, the great director and theoretician of Russian cinema, considered the “director” of the Revolution par excellence, and his designs show particular attention to the art of the Italian Renaissance. Organized in collaboration with Puškin Museum from Moscow and the Cineteca Comunale from Bologna, the exhibition is curated by Marzia Faietti, Gianluca Farinelli, Pierluca Nardoni, Eike Schmidt. I was honored and lucky to get to know Naum Kleiman, former director of the Moscow Museum of Cinema and of the Ejzenštejn Archives, in the spring of 1998 when I presented the N.I.C.E. Festival in Moscow at the Kino Museum founded and directed by him, and it was an unforgettable experience. Kleiman is considered to be the world’s largest expert regarding the life and works of Ejzenštejn. On that occasion, the projections, the discussions between the present directors, the public, were wisely led by Naum Kleiman.
The Ambassador of Italy in Moscow, sitting among the students, didn’t miss the debate and nobody looked at the clock until one of the guardians came to the room to warn those who came from the distant suburbs that they were missing the last metro. Kleiman, so charismatic, has always been unfavored among the great powers of his country. When the Russian government decided to close the Kino Museum in Moscow, the whole world was indignant, and thousands of signatures were put together to show solidarity and closeness to the great movie historian and in protest of the government’s decision. To those who asked why this ostracism against him, Kleiman’s response was: “A Cinema Museum is a bridge between cultures and between the various epochs of a single cinematography, and to whom doesn’t know what it is, or to whom knows it well, this is not good … and unfortunately this doesn’t happen only in Russia”. When in 2014, a new director for the Moscow Kino Museum was appointed, Larissa Solonistyna, to Kleiman, was assigned a formal office and he realized that he no longer had any weight in the Museum’s decisions. It was then when he took the difficult decision to resign, and in a letter made public, he thanked all those from his home country and from all over the world who had expressed their solidarity, writing: “Your signatures have given us courage and allowed us to take the measures of our responsibility. Thanks to you, an informal association of Cinema friends was born”.
Kleiman is convinced that “love and care can counteract greed, thirst for revenge and power, brute force. The lesson of cinema and Ejzenstejn is that beauty should be preserved for the future and shown in the present”.

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