Dove sono finiti tutti i fiori? Una riflessione sulle rivoluzioni culturali del 1968 a cinquant’anni di distanza

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Venerdì 1 e sabato 2 dicembre 2017 si è tenuta a Firenze la conferenza internazionale dal titolo “1968 Where Have All the Flowers Gone? Reflections on 1960’s Revolutions”, organizzata da FUA Florence University of the Arts con Stony Brook University di New York. L’occasione ha rappresentato per Firenze l’anteprima assoluta di una lunga serie di eventi già programmati per il 2018 al fine di riflettere, a cinquant’anni di distanza, sulle rivoluzioni culturali del 1968 e su ciò che ha rappresentato quell’anno, simbolo di un’intera generazione, e su quale sia, realmente, la sua eredità ai nostri giorni.

Durante la cerimonia di apertura, che si è svolta nel Cenacolo di Santa Croce, si sono alternate autorità e importanti personaggi italiani. Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, ha parlato di cosa il 1968 abbia significato per la città di Firenze, Sara Funaro, Assessore per il Welfare e le Politiche di Genere del Comune di Firenze, ha proposto una riflessione sulla questione femminile, consapevolezza che era emersa proprio in quegli anni e che è tuttora drammaticamente al centro dell’attenzione nella cronaca in tutto il mondo.

Negli anni ’60 diventò famosissima la canzone Where Have the Flowers Gone? In Italia ha spopolato soprattutto per la versione di Joan Baez, tradotta in italiano da Patty Pravo. Dove sono finiti tutti i fiori? Questa rivoluzione, o controrivoluzione, ha cambiato effettivamente lo status quo? Oppure ha cambiato semplicemente faccia al potere, sdoganando nel senso comune vizi e superficialità di una generazione che ha creato solo caos e alla fine ciò che resta è solo la nostalgia della sensazione che tutto fosse legittimo e possibile? Su questo argomento si sono confrontati Giorgio Benvenuto, storico sindacalista e presidente della UIL, uno dei più importanti sindacati italiani, nonché già Segretario del Partito Socialista, Gianni Pettena, il famoso architetto fiorentino tra gli ideatori dell’Architettura Radicale, e Marcello Veneziani, lo scrittore e giornalista tra i più accesi contestatori della rivoluzione sessantottina.

Dal focus sull’Italia la discussione si è poi spostata su tanti aspetti dei movimenti rivoluzionari del mondo, da Oriente a Occidente, nei diversi ambiti della cultura e della società. Beverly Kahn, professore di Framingdale State College di New York, ha diretto un gruppo di docenti di diverse università USA che hanno parlato di prospettive degli anni ‘60 nella psicologia, nel teatro americano, nelle ideologie contrastanti all’interno della comunità nera statunitense. Gli studenti FUA sono intervenuti sui diritti umani, sull’etica, sul linguaggio fotografico, sulla moda e sulla letteratura italiana.

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1968 Where Have All the Flowers Gone? Reflections on 1960’s Revolutions
On Friday and Saturday December 1-2, the international conference “1968 Where Have All the Flowers Gone? Reflections on 1960’s Revolutions”, organized by Florence University of Arts with Stony Brook University of New York, took place in Florence.

This event was the preview of a long series of programmed events for 2018 to reflect on the cultural revolutions of 1968. Half a century later, this particular year represents a symbol to an entire generation and has created a visible legacy. During the opening ceremony, which took place on Friday morning in the Sala del Cenacolo dell’Opera in the Basilica di Santa Croce, important Italian figures participated in the opening panel, such as the President of the Regional Council of Tuscany, Eugenio Giani and Council Member of the Florence City Council for Welfare, Health and Gender Politics, Sara Funaro. Giani spoke about what the movements of 1968 represented to the city of Florence, whereas Funaro provided a reflection on the awareness of women’s rights and issues that was born during those years and that has become the focus of criminal investigation news sections across the globe. The song “Where Have the Flowers Gone” rose to fame in the 1960s. Perhaps the version by Joan Baez achieved much success in Italy, which was also translated into the Italian by Patty Pravo. Where have all of the flowers gone? Did this revolution, or counter-revolution, actually change the status quo? Could the revolutions have changed the way power shows itself? Did overcoming common prejudices, vices and superficialities get the better of a generation by only creating chaos and ultimately nostalgic sensations that everything was possible? Numerous panelists addressed these questions, including Giorgio Benvenuto, one of the most important Italian mayors, previous Minister of the Italian Socialist Party and President of the Italian Labor Union (UIL), and long-time labor unionist. Other speakers present included Gianni Pettena, famous Florentine architect that co-developed the Radical Architecture movement (Architettura Reale), and Marcello Veneziani, writer and journalist known for his objections of the 1968 revolutions. The focus on Italy shifted to various aspects of revolutionary movements in cultures and societies across the globe. Beverly Kahn, professor at Farmingdale State College in New York, moderated a panel of professors from American universities who focused on the perspectives from the 1960s about psychology, American theater, and the contrasting ideas within the Black American communities. The students of FUA presented on human rights, ethics, photographic style, fashion and Italian literature.

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