Il Codice Leicester di Leonardo torna a Firenze Concesso in prestito da Bill Gates per la mostra agli Uffizi

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Realizzato a Firenze tra il 1504 e il 1508, negli stessi anni in cui Leonardo era impegnato negli studi di anatomia all’Ospedale di Santa Maria Nuova, nella raffigurazione della Battaglia di Anghiari nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, dopo la sua morte a Amboise, in Francia, il 2 maggio 1519, il Codice Leicester rimase nelle mani del suo fidato allievo, Francesco Melzi, come quasi tutti i manoscritti del maestro.

Fu alla morte del Melzi, nel 1570, che iniziò la dispersione dei codici vinciani e quindi anche del Codice Leicester. Quest’ultimo trae la sua tradizionale denominazione da Thomas Coke, futuro Conte di Leicester, che l’acquistò nel 1717. Dopo vari passaggi di proprietà nel corso dei secoli, il suo nome è stato ripristinato dall’attuale proprietario, Bill Gates, fondatore di Microsoft Corporation e filantropo statunitense, che nel 1994 l’acquistò per 30,8 milioni di dollari. Il Codice Leicester è già stato esposto a Firenze nel 1982, nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, e in quell’occasione ottenne uno straordinario successo di pubblico. La cosa non sorprende se pensiamo alla fascinazione immutabile che esercita il nome di Leonardo, così come ogni opera, ricerca o scoperta, nell’ambito dell’arte e delle scienze, riconducibile a colui che incarnò pienamente lo spirito del Rinascimento, in qualità di artista, architetto, scultore, disegnatore, scienziato, inventore, ingegnere, anatomista, trattatista e perfino musicista. Un’epoca storica indiscutibilmente straordinaria per Firenze dove, contemporaneamente, vivevano grandi maestri delle arti, delle lettere e delle scienze che ancora oggi rappresentano icone assolute della storia universale.

Codice Leicester
Studi sul lume cinereo della Luna
The Codex Leicester Studies on the reflection
of solar rays from the Earth to the Moon

 

In occasione delle celebrazioni leonardiane che si svolgeranno in tutto il mondo durante il 2019, per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, certamente suscita grande curiosità e interesse il ritorno a Firenze di una delle opere più importanti del maestro dedicata principalmente agli studi sull’idraulica e che, insieme a altri preziosissimi disegni e scritti di Leonardo, sarà esposta nell’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi, dal 29 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019. La mostra, Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci. L’Acqua Microscopio della Natura, a cura di Paolo Galluzzi, Direttore del Museo Galileo, è il risultato di oltre due anni di lavoro ed è realizzata dalle Gallerie degli Uffizi, dal Museo Galileo con il contributo di Fondazione CR Firenze. Del prezioso manoscritto, costituito da settantadue fogli con minuziose annotazioni e disegni straordinari, realizzati da Leonardo con la mano sinistra, poiché era mancino, Paolo Galluzzi, Direttore del Museo Galileo, sottolinea come “compilato nella fase più creativa della propria esistenza, nel cuore di una Firenze che era allora vera e propria ‘Scuola del mondo’, documenta l’ossessione conoscitiva di Leonardo per l’elemento acqua, per i suoi movimenti vorticosi, per la forza plasmatrice e la potenza distruttrice che la caratterizzano. Con continui rimandi a Firenze, al suo impianto urbano e al suo fiume, risorsa e al tempo stesso minaccia per le comunità che ne popolano le rive”. L’esposizione del Codice Leicester, afferma Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, “dimostra il nostro impegno per rendere accessibili tematiche molto complesse della ricerca scientifica, e di contestualizzare episodi fondamentali di storia della scienza in una prospettiva del tutto contemporanea”.

ENGLISH
Leonardo da Vinci’s Codex Leicester returns to Florence. Lent by Bill Gates for the exhibition at the Uffizi Gallery

Made in Florence between 1504 and 1508, during the same years during which Leonardo was engaged in the study of anatomy at the Santa Maria Nuova Hospital, in the depiction of the Battle of Anghiari in the Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, after his death in Amboise, France, May 2, 1519, the Codex Leicester remained in the hands of his trusted pupil, Francesco Melzi, like almost all the manuscripts of the master.

It was the death of Melzi, in 1570, which began the dispersion of Da Vinci Codes and therefore also of the Codex Leicester. The Codex draws its traditional name from Thomas Coke, the future Earl of Leicester, who purchased it in 1717. After several changes of ownership over the centuries, his name has been restored by its current owner, Bill Gates, founder of Microsoft Corporation and US philanthropist, who in 1994 bought it for 30.8 million dollars. The Codex Leicester has already been exhibited in Florence in 1982, in the Sala dei Gigli in Palazzo Vecchio, and on that occasion it obtained an extraordinary success. This is not surprising if we consider the unchanging fascination that carries the name of Leonardo, as well as any work, research or discovery, in the context of science and art, due to the one who fully embodied the spirit of the Renaissance, as an artist, architect, sculptor, designer, scientist, inventor, engineer, anatomist, treatiser and even musician.

 

Codice Leicester
Studi sulla riflessione dei raggi solari dalla Terra alla Luna
The Codex Leicester
Studies on the ashen light of the Moon

An unquestionably extraordinary historical era for Florence where, simultaneously, lived great masters of arts, letters and sciences who are still to this day absolute icons of world history.On the occasion of Leonardo’s celebrations that are taking place around the world during 2019, for the anniversary of five hundred years since Leonardo da Vinci’s death, what certainly arouses great curiosity and interest is the return of one of the most important works of the master to Florence, mainly dedicated to studies on hydraulics and that, along with other precious drawings and writings by Leonardo, it will be exhibited in the Magliabechiana Hall of the Uffizi Gallery, from October 29th 2018 to January 20th, 2019. The exhibit, The Codex Leicester of Leonardo da Vinci. Water Microscope of Nature, curated by Paolo Galluzzi, Director of the Museo Galileo, is the result of over two years of work and is made in collaboration with the Uffizi Gallery, the Galileo Museum with the contribution of CR Firenze Foundation. Of the precious manuscript, consisting of seventy-two sheets with detailed annotations and extraordinary drawings, made by Leonardo with his left hand, because he was left-handed, Paolo Galluzzi, Director of the Galileo Museum, underlines how “compiled in the most creative phase of his existence, in the heart of a Florence that was at the time a real “School of the world”, documents the cognitive obsession of Leonardo for the water element, for its whirling movements, for the shaping force and the destructive power that characterizes it. With constant references to Florence, its urban system, and its river, resource and at the same time a threat to the communities that inhabit the banks”. The exhibition of the Codex Leicester, states Eike Schmidt, Director of the Uffizi Gallery, “demonstrates our commitment to give access to very complex issues of scientific research, and to contextualize key episodes from the history of science in a complete contemporary perspective”.

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