INCONTRO CON CHANDRA LIVIA CANDIANI Dialogo con l’autrice de “La bambina pugile” e “Fatti vivo” | Venerdì 19 gennaio 2018, ore 18.00 - Toscanalab, Via San Zanobi, 104/r, Firenze

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La poesia è avanti rispetto alla vita. Secondo Chandra Livia Candiani fra vita e poesia c’è un rapporto misterioso, come ha rivelato in una conversazione con Giorgio Morale “La poesia è come una sorta di scatto in avanti. Io la sento sempre un po’ futura rispetto a me. Oppure elabora qualcosa che è ancora in corso, qualcosa di cui non sono ancora consapevole”.

Venerdì 19 gennaio sarà l’occasione per ascoltare Chandra conversare con Cecilia Macagno, ideatrice del progetto Toscanalab.arteearteterapia, ma anche per dialogare insieme a lei delle parole dei suoi libri “La bambina pugile- Ovvero la precisione dell’amore” (Einaudi, 2014) e “Fatti vivo” (Einaudi 2017).

Le sue poesie sono di una profonda attualità, proferita con delicatezza, che passando da un registro certamente personale, si tramutano in un viaggio che si muove nell’esplorazione di ognuno di noi. Toccando corde per lungo tempo sopite e inespresse, conducendole verso il risveglio.
La scintilla si innesca con la morte di Casimiro, il pesce rosso vinto al lunapark che Chandra decenne osserva, attraverso il vetro della boule, sillabare il suo verbo muto e che un giorno, dopo la scuola, trova disteso immobile sul pelo dell’acqua. Quel giorno scrive la sua prima poesia. Su questo tema misterioso che stravolge, dove in un attimo non esiste più quello che un istante prima c’era.
E da qui non si è più fermato quello che lei definisce “il mestiere del ciabattino, che scuce, stacca, ricuce, suola, leviga, lucida.” lo scrivere sentendo voci e stendendo dettati. Leggendo i suoi versi si è avvolti dall’accoglienza che esprimono, dalla loro capacità di rendere il poeta partecipe delle gioie e dei dolori dei giorni nostri. È l’ospitalità verso i sentimenti del nostro tempo che emerge sia da La bambina pugile che da Fatti vivo, che non si ferma di fronte alle ombre della realtà o al male del mondo. Ed è per questo che della poesia di Chandra Livia Candiani oggi c’è necessità, viviamo in un tempo che ne ha bisogno.
È una poetica dall’aura pragmatica, da cui l’immagine canonica del poeta è molto lontana. “L’amore è diverso / da quello che credevo, / più vicino a un’ape operaia / a un tessitore…” Amare è un’attività operativa, è un lavoro con tutto quello che implica.

L’incontro con il buddismo è un elemento del vissuto di Chandra che si relaziona inevitabilmente con la sua poetica ma come precisa lei stessa, le sue non sono poesie buddiste. La ricerca di un’etica personale e della possibilità di elaborazione del dolore l’hanno portata ad incontrare questa spiritualità perché non fondata su di una spiccata ortodossia. E crea un naturale scambio relazionale con la sua poesia.
Anche la voce è un elemento di grande valore nelle poesie di Chandra Livia Candiani, è il riferimento a chi legge, ascolta o è in potenziale ascolto, è lo spazio, la casa della parola. È altresì uno strumento di lavoro per lei, che serve a relazionarsi con i bambini con cui la Candiani lavora quotidianamente tenendo seminari di poesia nelle scuole elementari poco fuori Milano.
L’evento è gratuito per i soci di Toscanalab.arteearteterapia. Per associarsi è richiesta una quota di 10 € l’anno.

Chandra Livia Candiani (Milano 1952)

È traduttrice di testi buddhisti e tiene corsi di meditazione. Ha pubblicato le raccolte di poesie Io con vestito leggero (Camparotto 2005), La nave di nebbia (La biblioteca di Vivarium 2006), La porta (La biblioteca di Vivarium 2006), Bevendo il tè con i morti (Viennepierre 2007, Interlinea 2015) La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore (Einaudi 2014) Fatti vivo (Einaudi 2017). È presente nell’antologia Nuovi poeti italiani 6 curata da Giovanna Rosadini (Einaudi 2012). Da anni tiene corsi di poesia presso alcune scuole elementari di Milano; da questa esperienza è nata l’antologia curata da lei e Andrea Cirolla: Ma dove sono le parole? (Effigie 2015) che raccoglie poesie scritte dai bambini.

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