Il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti Una galleria sempre più internazionale

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Il museo della moda e del costume di Palazzo Pitti è già una fucina d’idee, di suggestioni e di esempi per l’universo del fashion e delle grandi maison che hanno reso il Made in Italy celebre nel mondo, ma il dialogo fra passato e futuro è destinato a diventare ancora più stretto e proficuo. Ne è un esempio il nuovo allestimento da poco presentato, che ha per titolo “TRACCE. Dialoghi ad arte nel Museo della Moda e del Costume”, un itinerario affascinante quanto prezioso, costruito con i fondi frutto della collaborazione fra le Gallerie degli Uffizi, il Centro Fiorentino per la Moda Italiana, Pitti Immagine e Pitti Discovery.

La nuova mostra/allestimento è stata curata da Caterina Chiarelli, Simonella Condemi e Tommaso Lagattolla, con il coinvolgimento della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, dalla quale provengono dipinti e sculture inseriti nel percorso espositivo. L’intento è mettere in evidenza le corrispondenze tra le creazioni di stilisti-artisti e artisti-couturiers attivi dagli anni Trenta del Ventesimo secolo fino ai giorni nostri, sottolineando i diversi linguaggi che si sono avvicendati: un periodo denso di grandi rivolgimenti dei codici estetici e figurativi. La mostra ora allestita nel Museo della Moda e del Costume, invece, rivoluziona i criteri espositivi finora seguiti. Le 107 opere esposte tra abiti, accessori, dipinti e sculture non si presentano più per “categorie dominanti” e silenziosi “arredi a commento”, ma dialogano insieme. Tutti gli elementi diventano protagonisti, rapportandosi gli uni con gli altri, e quindi con la loro stessa immagine riflessa negli specchi che caratterizzano l’allestimento, creando un effetto coinvolgente grazie alla dilatazione degli spazi, la replica delle linee e dei colori degli abiti, oltre che l’amplificazione delle luci che ne esaltano le forme.

La presentazione degli abiti e delle opere d’arte non è cronologica, perché vuole essere un invito a una loro diversa lettura, che privilegi le corrispondenze formali, oltre ad evidenziare analogie di ambito culturale. Si è ricercata quindi una corrispondenza di segni e decori fra i capi stessi e tra questi e i dipinti e le sculture esposte nelle varie sezioni. Per l’occasione è stato aperto anche il nuovo deposito degli abiti e del tessile della vasta collezione del Museo della Moda e del Costume, che si trova sempre a Palazzo Pitti, nella nuova ala adiacente al primo deposito. “La presentazione del nuovo deposito per la custodia delle collezioni di moda” ha spiegato Andrea Cavicchi, presidente del Centro di Firenze della Moda Italiana e della Fondazione Pitti Immagine Discovery, “è un passaggio fondamentale nel percorso di collaborazione tra CFMI, Pitti Immagine e Fondazione Pitti Discovery, con le Gallerie degli Uffizi. In questi due anni di lavoro insieme, oltre ad aver realizzato la mostra monografica di Karl Lagerfeld e il Museo effimero della Moda, curata da Olivier Saillard, abbiamo lavorato alla creazione di una struttura permanente per la conservazione e la valorizzazione della Moda contemporanea”.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt ha sottolineato come i nuovi depositi, realizzati con il contributo finanziario del Centro Fiorentino per la Moda Italiana, di Pitti Immagine e della Fondazione Pitti Discovery, siano dal punto di vista tecnologico assolutamente all’altezza di quelli degli altri grandi musei della moda al mondo: “Sono inoltre un’ennesima prova che la tutela e la diffusione della cultura traggono immenso beneficio dall’aprirsi dei musei ad altre realtà: la collaborazione delle Gallerie degli Uffizi con l’ambiente produttivo delle aziende toscane, e di queste in particolare, ha portato novità e idee in città, ma anche risultati pratici evidenti, tra i quali i nuovi depositi”.

ENGLISH
The Museum of Fashion and Costume of Palazzo Pitti.
An increasingly international gallery

The Museum of Fashion and Costume of Palazzo Pitti is already a cradle of ideas, suggestions and examples for the fashion universe and of major fashion houses that have made Made in Italy products famous in the world, but the dialogue between the past and the future is bound to become even closer and more constructive. One example is the new museum set-up recently presented, entitled “TRACES. Dialogues with art in the Museum of Fashion and Costume”, a journey as fascinating as it is precious, built with funds, result of collaboration between the Uffizi Gallery, the Florentine Center for Italian Fashion, Pitti Immagine and Pitti Discovery.

The new show/set-up has been curated by Caterina Chiarelli, Simonella Condemi and Tommaso Lagattolla, with the involvement of the Modern Art Gallery of Palazzo Pitti, the place from where the paintings and sculptures included in the exhibition came from. The intent is to highlight the correspondences between the creations of fashion designers-artists and couturiers-artists active from the thirties of the twentieth century to this day, emphasizing the different languages that have come and gone: a dense period of great upheavals of the aesthetic and and figurative codes. The exhibition, now housed in the Museum of Fashion and Costume, has, however, revolutionized the presentation criteria followed previously. The 107 works on display including clothing, accessories, paintings and sculptures are not presented as “dominant classes” anymore and silent “furniture to comment”, but communicate with each other. All the elements become the protagonists, relating with each other, and then with their own reflection in the mirrors that characterize the preparation, creating a captivating effect due to the expansion of space, replication lines and colors of the clothes, as well as the amplification of the lights that glorify the shapes.

The presentation of the clothes and art works is not chronological, because it’s meant to be an invitation to their different interpretation, which focuses on formal correspondence, as well as highlighting cultural similarities. It’s therefore sought a correspondence of signs and decorations among the pieces themselves and between these and the paintings and sculptures exhibited in the various sections. For the occasion was also opened the new storage room of clothes and textiles from the vast collection of the Museum of Fashion and Costume, which is also found at Palazzo Pitti, in the new wing adjacent to the first deposit. “The presentation of the new storage room of fashion collections”, explained Andrea Cavicchi, President of the Florence Center for Italian Fashion and Pitti Immagine Discovery Foundation, “is a fundamental step in the process of collaboration between CFMI, Pitti Immagine and Fondazione Pitti Discovery, with the Uffizi Gallery. In these two years of collaboration, more than realizing the monographic exhibition of Karl Lagerfeld and the ephemeral Fashion Museum, curated by Olivier Saillard, we worked to create a permanent structure for the conservation and enhancement of contemporary fashion”.

The director of the Uffizi Gallery, Eike Schmidt, underlined that the new deposits created with the financial support of the Florentine Center for Italian Fashion, Pitti Immagine and the Pitti Discovery Foundation, are from a technological point of view at the high standards of those from other great museums of fashion in the world “They are also further evidence that the protection and the diffusion of culture benefit immensely by the opening of the museum to other realities: the collaboration of the Uffizi Gallery with the productive environment of Tuscan companies and of these in particular, has brought novelty and ideas in the city, but also obvious practical results, including the new storage rooms”.

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