Post HIT “keep your dreams higher”

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Durante una tipica giornata grigia, quando la sveglia suona alle 6.45 e il colore del cielo è in tinta con l’umore, il primo sorriso della giornata potrebbe esservi strappato da uno di questi Post-hit che decorano le strade fiorentine nelle ultime settimane. Potreste trovarvi di fronte ad una rampa di scale punteggiata di quadrati gialli che motivano a “keep your dreams higher” oppure, un bidone della spazzatura che invita a fare canestro e risvegliare il Michael Jordan che è in voi.

L’autore resta ignoto ma gli abbiamo rivolto alcune domande.

Solitamente gli artisti sono orgogliosi di vedere riconosciuto il proprio lavoro, quindi perché la scelta dell’anonimato?

Nel caso della street art, la tematica è un po’ più delicata e non vale la pena esporsi per vanagloria. Il riconoscimento e la risonanza che il progetto ha avuto sono comunque un immenso motivo di felicità. Di fatto, l’importante è il messaggio che si trasmette ed è bene evitare ogni tipo di personalismo.

Da dove nasce l’idea di spargere post-hit per la città?

Le persone hanno bisogno di sorridere, oggi più che mai. La riflessione parte da un’analisi comunicativa condotta sull’uso della parola, intesa in questo caso come mezzo per dar voce a degli oggetti inanimati e di uso quotidiano. C’è poi uno studio relativo ad una street art non invasiva ed effimera, che dia la possibilità dell’interazione. La decontestualizzazione del post-hit, infine, fa il resto.

Il mio preferito è senza dubbio “Keep your dreams higher”, qual è invece il vostro e perché?

In realtà non c’è un vero e proprio favorito. Forse “Be my Michael Jordan” sui cestini della spazzatura è tra quelli di maggior successo, per il suo legame inconsueto tra il mito del basket e la tematica del rispetto ambientale. Anche “I’m your Excalibur. Be my Arthur” sui paletti e il simbolo dell’infinito alle fermate degli autobus spiccano per gradimento.

Quanto tempo e quanto studio c’è dietro ogni nuovo messaggio e la sua collocazione?

Il tempo dell’intuizione.

Lo studio è fondamentalmente un gioco: cosa direbbero un oggetto cittadino di uso comune o un luogo particolarmente frequentato se potessero parlare?

La quantità di foglietti attaccati in varie parti della città è enorme, la prima domanda che viene in mente è: quanti siete? Sono scritti a mano?

Non è dato sapere l’entità del “movimento”, ma sì, sono scritti a mano, uno ad uno.Ammetto di averne rubati alcuni.

È contemplato il “furto” nella vostra idea?

Assolutamente sì. I collezionisti aumentano sempre più ed il fatto che i post-hit vengano “rubati” dalle persone costituisce parte della componente interattiva del progetto. Talvolta, addirittura, vengono spostati e fotografati in altri contesti.

Alcuni ritengono che il vostro progetto, visto che il vento stacca i post-hit, crei solo spazzatura in città. Cosa ne pensate?

Di norma, Post-hit ritorna periodicamente nei luoghi già coperti e, in presenza di bigliettini gialli a terra, provvede in prima persona alla pulizia. I casi in cui ciò si verifica sono, fortunatamente, rarissimi, anche grazie all’aumento dei “furti”. Purtroppo, c’è da dire che i post-hit spesso vengono staccati, accartocciati e gettati a terra da passanti un po’ contrariati.

Se una persona volesse partecipare e aiutare a distribuire i post-hit, accettereste?

Di base, l’idea è quella di creare una rete di “portatori di sorrisi”, per cui la risposta è sì, anche se bisogna stare attenti ad un’emulazione di carattere sterile e vanitoso, che porterebbe la linea ironico-romantica del progetto verso il fraintendimento e la non riconoscibilità.

Avete organizzato una mostra per raccogliere fondi in occasione della giornata internazionale contro la violenza verso le donne. Come avete selezionato l’associazione a cui dedicare il ricavato?

È stata scelta la più attiva tra quelle operanti sul territorio fiorentino e tramite la nostra iniziativa è stato possibile destinare più di € 400,00 a sostegno di donne e minori vittime di violenza.

ENGLISH
Post-hit: “keep your dreams higher”

During a typical gray day, when the alarm clock goes off at 6:45am, and the color of the sky is in the same color as the mood, the first smile of the day could be snatched from one of these Post -Hit decorating the Florentine streets in last few weeks. You may find yourself facing a flight of stairs dotted with yellow squares that motivate you to “keep your dreams higher” or, a garbage that invites you to score and awaken the Michael Jordan hidden within you.

The author will remain unknown, but we asked him/them a few questions.

Usually the artists are proud to see their work recognized, so why the choice of anonymity? In the case of street art, the theme is a bit more delicate and it’s not worth exposing yourself to vainglory. The recognition and resonance that the project has had is still an immense source of happiness. In fact, the important thing is the message that is transmitted and it is good to avoid any kind of personalism.

Where did the idea to spread the post-hit for the city came from? People need to smile, now more than ever. The reflection starts from a communicative analysis conducted on the use of the word, understood in this case as a means to give voice to inanimate objects for everyday use. Then there is a study relative to a non-invasive and ephemeral street art, which gives the possibility of interaction. Finally, the contextualization of the post-hit, does the rest.

My favorite is undoubtedly “Keep your dreams higher”; which one is yours and what’s the story behind it? In reality I don’t have a favorite one. Maybe “Be my Michael Jordan” on trash cans is among the most successful ones, for its unusual link between the myth of basketball and the theme of environmental protection. Even “I’m your Excalibur. Be my Arthur” on the poles and the symbol of infinity at the bus stops stand out and are liked.

How much time and study is behind each new message and its location?
The moment of intuition.

Study is basically a game: what would a commonly used city object or a particularly popular place say if they could talk?
The number of sheets of paper attached to various parts of the city is huge, the first question that comes to mind is: how many of you are there? Are they handwritten? You can’t know the “moving entity”, but yes, they are handwritten, one by one.
I admit that I have stolen some of them.

Is “theft” part of your idea? Yes, absolutely. Collectors increase more and more and the fact that the post-hit are being “stolen” by people is part of the interactive component of the project. Sometimes, they are even moved and photographed in other contexts.

Given that the wind blows away the post-hit, some think that your project just creates garbage in the city. What do you think? Normally, Post-hit returns regularly in places already covered and, in the presence of yellow cards on the ground, provides first hand cleaning. The cases in which this occurs are, fortunately, very rare, thanks to the increase of “thefts”. Unfortunately, it must be said that the post-hit are often taken down, crumpled and thrown to the ground by passersby who are a little upset.

If a person wants to participate and help distribute the post-hit, would you accept?
Basically, the idea is to create a network of “smile carriers”, so the answer is yes, although you have to be careful to an emulation of sterile and vain character, which would bring the ironic-romantic line of the project to misunderstandings and non-recognition.

You’ve organized an exhibition to raise funds on the occasion of the international day against violence towards women. How did you select the association to dedicate the proceeds? The most active among those operating on the Florence area was chosen, and through our initiative it was possible to allocate more than € 400.00 to support women and children who were victims of violence.

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