Una mostra storico-documentaria per celebrare l’Indipendenza Nelle sale della Biblioteca della Fondazione Spadolini Nuova Antologia

0

Centosettant’anni fa, nel marzo del 1848, l’Europa esplodeva come una polveriera: rivoluzioni un po’ ovunque, a Vienna come a Budapest, a Milano come a Venezia. “Indipendenza” era la principale rivendicazione mossa ai sovrani assoluti per liberare i territori “occupati” dagli Stati stranieri dopo la caduta di Napoleone ed il Congresso di Vienna del 1815.

In Italia siamo davanti alla prima guerra per l’indipendenza contro l’Austria. Fortunata nella fase iniziale, con la cacciata degli austriaci da Milano e da Venezia; la coalizione degli Stati italiani, benedetta da Pio IX, il Papa-Re, stretti intorno al tricolore; le vittorie di Carlo Alberto, Re di Sardegna. Poi il ritiro del Pontefice seguito dagli altri Stati della penisola, l’isolamento del Piemonte, le sconfitte e il ritorno degli Austriaci nei territori liberati, le pagine eroiche e memorabili della Repubblica Romana di Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi e della Repubblica di Venezia di Daniele Manin e Niccolò Tommaseo, la Costituzione più democratica dell’Ottocento, varata a Roma, diretta ispiratrice della Costituzione repubblicana entrata in vigore il 1° gennaio del 1948.

Questi eventi saranno ripercorsi in una mostra storico-documentaria che si aprirà nel maggio 2018, alla vigilia dell’eroica difesa degli studenti delle Università toscane a Curtatone e Montanara, nelle sale della Biblioteca della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, via Pian dei Giullari 36/A. Dipinti, incisioni, documenti originali, opuscoli, giornali dell’epoca, monete, cimeli. Fatti e figure di quei mesi, con particolare riferimento al Granducato di Toscana, sono presentati al pubblico attraverso fonti e immagini accattivanti e suggestive: dai foulard inneggianti a Pio IX agli strumenti con cui il medico fiorentino Ferdinando Zannetti prestò i primi soccorsi ai feriti sul campo di battaglia (la Croce Rossa sarebbe nata solo dieci anni più tardi, nel 1859). Ancora, l’elmo della Guardia Civica toscana con la coccarda tricolore e il fazzoletto di quella romagnola, col tricolore unito al bianco e giallo del Vaticano. Un accostamento che si riavrà solo dal 1929, dalla Conciliazione fra Papa Pio XI e Benito Mussolini.

La mostra ha un andamento cronologico, il visitatore rivivrà il clima di esaltazione popolare per le riforme e la concessione degli Statuti fra 1847 e 1848, sarà immerso nelle altalenanti vicende della guerra, fra i protagonisti di allora noti e meno noti, si commuoverà per la generosa, eroica e drammatica resistenza delle due Repubbliche, a Roma e a Venezia (si pensi alla vicenda di Goffredo Mameli, autore di Fratelli d’Italia, riconosciuto e sancito come inno nazionale, che muore a 22 anni nella difesa del Gianicolo). Se tutto sembra tornare come prima, dopo la sconfitta, in realtà tutto è cambiato: è fallita l’ipotesi di una federazione, sono stati gettati i semi per la formazione di una coscienza nazionale che porterà nel 1861 all’unità d’Italia.

ENGLISH
A historical-documentary exhibition to celebrate Independence
In the halls of the Library Spadolini Foundation New Anthology

A hundred and seventy years ago, in March of 1848, Europe exploded like a barrel of gunpowder: revolutions almost everywhere, in Vienna as in Budapest, in Milan as in Venice. “Independence” was the main move claim to the absolute rulers to free the territories “occupied” by foreign states after the fall of Napoleon and the Congress of Vienna in 1815. In Italy, we face the first war of independence against Austria.

Fortunate in the early phase, with the expulsion of the Austrians from Milan and Venice; the coalition of the Italian states, blessed by Pope Pius IX, the Pope-King, tight around the flag; the victories of Carlo Alberto, King of Sardinia. Then the withdrawal of the Pope followed by other states in the peninsula, the isolation of Piedmont, the defeats and the return of the Austrians in the liberated territories, the heroic and memorable pages of the Roman Republic of Giuseppe Mazzini and Giuseppe Garibaldi and of the Venice Republic of Daniele Manin and Niccolò Tommaseo, the more democratic Constitution of the nineteenth century, launched in Rome, direct inspiration of the Republican Constitution that came into force on January 1st, 1948.

These events will be retraced in a historical-documentary exhibition that will open in May 2018, on the eve of the heroic defense of the students of the Tuscan University in Curtatone and Montanara, in the halls of the Library of the Fondazione Spadolini New Anthology, via Pian dei Giullari 36/A. Paintings, engravings, original documents, brochures, newspapers of the time, coins, relics. Facts and personalities of those months, with particular reference to the Grand Duchy of Tuscany, are presented to the public through sources, eye-catching and striking images: from foulard praising Pius IX to the tools with which the Florentine physician Ferdinand Zannetti gave first aid to the wounded on the battlefield (the Red Cross would be born just ten years later, in 1859). More than that, the helmet of the Civic Guard of Tuscany with tricolor cockade and the crest of the Adriatic, with the flag united with the white and yellow of the Vatican. A combination that will revive only from 1929, since the Reconciliation between Pope Pius XI and Benito Mussolini.

The exhibition has a chronological order, visitors will relive the popular exaltation climate for reform and the granting of the Statutes between 1847 and 1848, will be immersed in the erratic events of the war, between the protagonists known and unknown of the time, will be moved by the generous, heroic and dramatic strength of the two Republics, in Rome and Venice (think of the story of Goffredo Mameli, author of Brothers of Italy, recognized and enshrined as the national anthem, who died at 22 years old defending the Janiculum). If everything seems to return to normal, after the defeat, in reality, everything has changed: the idea of a federation failed, the seeds for the formation of a national consciousness that will lead in 1861 to the unification of Italy were thrown.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.