Arte di Calimala Arte della Lana Arte della Seta Le corporazioni che determinarono la gloria del tessuto fiorentino antico

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Oggi è difficile comprendere come si presentasse la città di Firenze tra Medioevo e Rinascimento; nel tempo antico le strade della città fervevano di attività connesse alle corporazioni di mestiere cittadine, le Arti. Tra queste le più importanti erano quelle che si occupavano dei tessuti, vero motore trainante della ricchezza fiorentina: chi faceva parte dell’Arte di Calimala importava panni francesi o del nord Europa, chi era nell’Arte della Lana si occupava di tutto ciò che riguardava questo materiale, gli appartenenti all’Arte della Seta (o Arte di Por Santa Maria) commerciavano la seta.

Creare un tessuto era un processo lungo e costoso suddiviso tra varie categorie di lavoratori specializzati che si occupavano di un unico anello della lunga catena produttiva. Per un panno di lana si partiva dall’acquisizione del materiale, spesso inglese, per poi attraversare anche una ventina di passaggi diversi prima di arrivare al prodotto finito, oppure veniva acquistato un tessuto da rifinire, processo questo che poteva accrescerne anche notevolmente il prezzo. Un tessuto di seta non richiedeva invece rifiniture particolari dopo la tessitura ma era spesso realizzato con fili supplementari, anche d’oro, che creavano complicati disegni e accrescevano enormemente il suo valore finale. Ulteriore pregio era determinato dalla tintura, eseguita con materie prime vegetali o animali. Non essendo più presenti all’interno della nostra Firenze odierna tutte queste attività produttive potremo trovare memorie dello splendore del passato nei monumenti cittadini, usati dalle Arti per esaltare il proprio potere, sia economico che politico (non essendo possibile fare politica in città senza appartenere a una di queste corporazioni).

Ogni corporazione aveva una sua sede e, anche se molte sono state distrutte nell’Ottocento, fortunatamente sono giunte fino a noi quella dell’Arte della Lana, che oggi ospita la Società Dantesca, e l’edificio dell’Arte della Seta, oggi parte della Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa. Altro luogo simbolico del potere delle Arti era Orsanmichele, un antico granaio convertito in chiesa, decorata con le immagini dei santi patroni delle Arti che così ostentavano in modo competitivo la loro ricchezza. Le più potenti commissionavano statue bronzee come quelle di Lorenzo Ghiberti per l’Arte di Calimala (San Giovanni Battista, 1416) e per l’Arte della Lana (Santo Stefano, 1429) o il San Giovanni Evangelista di Baccio da Montelupo per l’Arte della Seta (1515) sostituzione di una statua in marmo ormai fuori moda. La competizione proseguiva poi nelle decorazioni di Duomo e Campanile affidate all’Arte della Lana, il cui stemma con Gesù Agnello mistico è collocato sulla porta del campanile di Giotto, e del Battistero finanziate dall’Arte di Calimala, la cui aquila che stringe il torsello, cioè una balla di mercanzia, è sulla cornice della Porta del Paradiso realizzata da Ghiberti. Il mecenatismo delle corporazioni si esprimeva anche in opere di pubblica utilità: il celeberrimo Ospedale degli Innocenti di Filippo Brunelleschi, un orfanatrofio, fu iniziato nel 1419 per volere dell’Arte della Seta il cui stemma si trova oggi sull’ingresso dell’attuale Museo Archeologico.

Four​ ​Crowned​ ​Saints​ by ​Nanni​ ​di​ ​Banco​ (detail)​
Orsanmichele Church, Florence

ENGLISH
Calimala Art, Art of Wool, Art of Silk
Guilts that determined the glory of the ancient Florentine fabric

Today it is difficult to grasp how the city of Florence was between the Middle Ages and the Renaissance times; in the old days the streets of the city there were defined by intense activity related to the city’s guilts, the Arts. Among these the most important were those that handled fabrics, the real driving force of the Florentine wealth: the ones who were part of the Calimala Art imported cloths from France or northern Europe, those part of the Art of Wool were in charge of everything related to this fabric, and those belonging to the Art of Silk (or Por Santa Maria Art) traded silk.

To create a textile was a lengthy and costly process divided between various categories of skilled workers who handled a single link in the long chain of production. For a wool cloth the process was started from the acquisition of material, often English, to then go through even twenty different steps before the finished product or fabric still to be finished was bought, a process which could also significantly increase the price. On the other hand, a silk fabric didn’t require distinct finishings after the weaving, but it was often accomplished with additional threads, gold as well, which created intricate designs and considerably increased its final value. An additional feature was determined by the dyeing, performed with vegetable or animal raw materials. No longer present within the Florence of today, we can find reminders of all these production activities and of the splendor of the past, in monuments, used by the Arts to enhance their own power, both economic and political (politics was not possible to do in the city without belonging to one of these guilts).

Each guilt had its headquarters, and, although many were destroyed in the nineteenth century, those that fortunately remained to reach our times were the Art of Wool, which now houses the Dante Society, and the building of the Art of Silk, now part the Library of the palace of Guelfa. Another symbolic seat of the power of the Arts was Orsanmichele, an old barn converted into a church, decorated with images of saints, patrons of the arts who flaunted so competitively their wealth. The most powerful commissioned bronze statues such as those of Lorenzo Ghiberti for the Calimala Art (San Giovanni Battista, 1416) and for the Art of Wool (Santo Stefano, 1429) or St. John the Evangelist of Baccio da Montelupo for the Art of Silk (1515) replacement of a marble statue considered old-fashioned. The competition continued later in the decorations of Duomo and the Campanile entrusted to the Art of Wool, whose coat of arms with Jesus Mystic Lamb is placed on the door of Giotto’s bell tower and the Baptistery financed by the Calimala Art, whose eagle tightening the bale, which is, a bale of merchandise, is on the frame of the Heaven’s Gate realized by Ghiberti. The patronage of the guilts was also expressed in public works: the famous Innocenti Hospital by Filippo Brunelleschi, an orphanage that was started in 1419 following the wishes of the Art of Silk whose coat of arms can be found today at the entrance of the current Archaeological Museum.

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