La chiesa di San Gattolino

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L’attuale “Porta Romana” e anche la Via Romana erano conosciute anticamente con la denominazione di San Pier Gattolino, derivante dal nome di un’antica chiesa, oggi situata al n.42 di Via Romana, documentata già nel 1050 come una delle 36 parrocchie della città. Fondata da tale Pier Cattuario, che era traghettatore sul fiume Arno, nome poi storpiato in Gattuario, ed infine in Gattolino. La chiesa ebbe anche un suo ospedale, documentato da un lascito testamentario nel 1278. Al tempo dell’Assedio di Firenze da parte dell’Imperatore spagnolo Carlo V, nel 1530, vi si trasferirono i canonici di San Salvatore (nel 1532 fu demolito il loro convento di San Donato a Scopeto) che per decisione di Clemente VII edificarono un monastero intorno alla chiesa.

Nel 1544 Cosimo I fece demolire tutto il complesso in vista di un’eventuale attacco da parte dei Senesi, per costruire bastioni di rinforzo alle mura, e le cui vestigia si riconoscono ancor oggi nei giardini limitrofi, nel Giardino di Boboli e nel Giardino Torrigiani. Tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, abbattute le fortificazioni, un rigattiere di nome Ser Umido di Domenico Grazzini si fece promotore di una raccolta di denaro tra gli abitanti della zona per la ricostruzione della chiesa.

L’edificio ha una forma molto semplice con interno a pianta rettangolare e una sola navata, ebbe rimodernamenti importanti nell’800, con il soffitto affrescato da architetture prospettiche di Giuseppe Castagnoli ed al centro “Gloria di San Pietro” di Domenico del Podestà (1809) e poi restauri vari nel secolo scorso. La chiesta conserva una Madonna in trono con bambino tra due angeli e quattro santi, capolavoro del maestro di Serumido, ignoto autore della prima metà del ‘500, che in assenza di certezze attributive, Federico Zeri annovera tra gli “eccentrici fiorentini” pittori che operavano a Firenze nei primi vent’anni del ‘500, artisti vicini ai Maestri della vasariana “maniera moderna” (Rosso, Pontormo, Andrea del Sarto…). Alla chiesa facevano capo due Compagnie che si unirono nel 1607 ed ebbero la loro sede e cappella in un locale adiacente alla chiesa: la Compagnia del Santissimo Sacramento e la Compagnia dei Vigilanti di Maria i cui componenti si riunivano tutti i sabati per cantare, prima dell’alba, così da terminare in tempo per l’apertura delle porte della città. La chiesa, di cui furono parrocchiani illustri San Filippo Neri, che vi fu battezzato, e il pittore Giovanni di San Giovanni che abitava nel quartiere, è aperta ogni sabato pomeriggio per la messa delle ore 18.00.

ENGLISH
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The church of San Gattolino

The current “Porta Romana” and even Via Romana were known in ancient times under the name of San Pier Gattolino, derived from an ancient church name, today located at no.42 on Via Romana, already documented in 1050 as one of the 36 parishes of the city. Founded by Pier Cattuario, who was a ferryman on the river Arno, a name later turned into Gattuario, and finally into Gattolino. The church also had its own hospital, documented by a testament in 1278. At the time of the Siege of Florence by the Spanish Emperor Carlo V, in 1530, the canons of San Salvatore moved inside the church (in 1532 their monastery of San Donato a Scopeto was demolished) and by the decision of Clement VII they built a monastery around the church.

In 1544 Cosimo I demolished the entire complex because of a possible attack by the Sienese, to build reinforced ramparts of the walls and the vestiges can still be recognized today in the neighboring gardens, in the Boboli Gardens and the Torrigiani Garden. Between the end of ‘500s and early ‘600s, with the fortifications demolished, a second-hand dealer named Ser Umido di Domenico Grazzini organized a fund raise among the inhabitants of the area for the reconstruction of the church. The building has a very simple shape with an internal rectangular plan and a single nave; important modernizing works were done in the ‘800s, with the ceiling frescoed from the architectural perspective of Giuseppe Castagnoli and in the center “Gloria di San Pietro” by Domenico del Podesta (1809 ), then various renovations took place in the last century.

The church contains a Madonna Enthroned with Child between two angels and four saints, a masterpiece of Master Serumido, unknown artist of the first half of ‘500s, and in the absence of attributive certainty, Federico Zeri included among the “Florentine eccentric” painters who worked in Florence in the early decades of the ‘500s, artists close to the Masters of Vasari’s “modern manner” (Rosso, Pontormo and Andrea del Sarto …). The church was home to two companies that joined in 1607 and had their headquarters and chapel in an adjacent room to the church: the Society of Santissimo Sacramento and the Society of Vigilanti di Maria whose members would gather every Saturday to sing, before dawn, to finish in time for the opening of the city gates. The church, among whose parishioners were illustrious San Filippo Neri, who was baptized there, and painter Giovanni di San Giovanni who lived in the neighborhood, is open every Saturday afternoon for the Mass of 6 pm.

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