L’orto botanico di Firenze Un luogo unico da riscoprire. Il terzo orto botanico più antico d’Italia e del mondo

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Si avvia la stagione turistica, riprendono le gite scolastiche, i gruppi in crociera, le vacanze di Pasqua (che cade presto quest’anno, già il primo aprile). E così il turista si rinchiude in stanze, corridoi e palazzi proprio nel momento in cui la natura comincia a risvegliarsi e tutti abbiamo voglia di luce, di sole. Capita anche a voi? A me sì. La proposta è allora questa, di andare a visitare qualcosa di antico, di unico, di piacevole, ma di farlo all’aperto. È semplice: superate la Galleria dell’Accademia nella direzione opposta, oltre Piazza San Marco ed ecco sulla destra un giardino con alberi rigogliosi, aiuole, piante insolite: è l’Orto Botanico di Firenze, con ingresso da via Micheli n.3. Qui ogni stagione riserva particolari sorprese. In inverno nelle serre vengono custodite innumerevoli piante di agrumi, oltre alle cicadee che costruiscono uno dei corpus più significativi delle collezioni.

Sono 250 gli esemplari di palme e nella serra calda ci si perde tra le piante tropicali: caffè, cotone, papiro, banano, albero del pane, canna da zucchero, avocado, pepe. Una piccola serra esterna coccola le piante velenose e carnivore che incuriosiscono sempre i bambini, mentre costeggiando i margini del giardino si possono incontrare tutte le piante medicinali. Poi ci sono le fioriture: azalee, begonie, rose e orchidee. Laghetti, panchine, il canto degli uccellini: non ci sono dubbi, questa è un’oasi ma è anche un museo, una sezione del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, che affonda le sue radici nella storia della città. Voluto da Cosimo I de’ Medici, che voleva per Firenze un gemello dell’Orto di Pisa, è il terzo orto botanico più antico d’Italia e del mondo, dopo Pisa e Padova. Per realizzarlo Cosimo prese un pezzo di terreno in affitto dalle suore domenicane: era il dicembre 1545.

Il grande impulso allo sviluppo del giardino si ebbe con Pier Antonio Micheli che nei primi anni del Settecento arricchì il giardino di piante e alberi. La cosa incredibile è che una di queste, il Taxus Baccata, si trova ancora nel giardino dove lo piantò il Micheli nel 1720, si tratta dell’albero più antico, alto ben 18 metri. Seguirono numerosi curatori eccellenti e tra questi fu Teodoro Caruel a promuovere la costruzione di grandi serre, la fredda e la calda. Fino all’inizio del ‘900, quando divenne l’unico orto accademico fiorentino. Oggi nell’Orto all’attività universitaria e di studio si affianca la fruizione turistica: ci sono attività per bambini e un importante percorso per non vedenti.

ENGLISH
The botanical garden of Florence
A unique place to rediscover. The third oldest botanical garden in Italy and the world

The tourist season is starting, school trips begin again, the cruise groups, the Easter holiday (which falls early this year, already on April 1st). And so the tourist encloses himself within the rooms, corridors and buildings just when nature begins to awaken, and we all wish for light and sun. Does this happen to you as well? To me yes.

The proposal is, therefore, this: to go and visit something ancient, unique, pleasant but to do it outdoors. It’s simple: pass the Accademia Gallery in the opposite direction and then Piazza San Marco, and here it is on the right, a garden with vigorous trees, flower beds, unusual plants: it’s the Botanical Garden in Florence, accessible from Via Micheli 3. Here every season has special surprises. In winter inside the greenhouses are kept countless citrus trees, in addition to cycads that build one of the most significant collections of the corpus. There are 250 specimens of palm trees, and in the greenhouse, you get lost among the tropical plants: coffee, cotton, papyrus, banana, breadfruit, sugar cane, avocado, pepper. A small exterior greenhouse hosts poisonous and carnivorous plants that always spark the curiosity of children, while if walking along the edge of the garden you can meet all the medicinal plants. Then there are the blooming azaleas, begonias, roses and orchids. Ponds, benches, birds singing: there’s no doubt that this is an oasis but it’s also a museum, a section of the Museum of Natural History, University of Florence, which has its roots in the history of the city.

Wanted by Cosimo I de’ Medici, who wanted a botanical twin for Florence like the one in Pisa, it’s the third oldest botanical garden in Italy and the world, after Pisa and Padua. To built it Cosimo rented a piece of land from the Dominican nuns: it was December 1545. The great driving force for the development of the garden came together with Pier Antonio Micheli, who in the early eighteenth century enriched the garden with plants and trees. The amazing thing is that one of these, the Taxus Baccata, is still in the garden where Micheli planted it in 1720, and is the oldest tree, 18 meters high. Many outstanding curators followed and among them was Teodoro Caruel to promote the construction of large greenhouses, cold and hot. Until the beginning of the ‘900s, when it became the only Florentine academic garden. Today in the Garden aside the university activities and studies also comes the touristic use: there are children’s activities and an essential pathway for the blind.

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