Dante Alighieri – il Peso e la Superbia

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Nell’opera dantesca, tra le parole più ricche di sovrapposizioni di significato, ve ne è una molto particolare e che merita certamente una riflessione: “pondo”. “Pondo” viene dal latino “pondus”, e ne deriva, in italiano, il termine “peso”. Come molti sanno, anche il verbo “pensare” ha la stessa etimologia. Se ne deduce che dentro il concetto di “pensare” comprendiamo “pesare” le cose, pesare i concetti, le immagini della mente e dei nostri occhi. In qualche modo, potremmo dire di “pesare i pensieri”: giudicare, ponderare, appunto. Non solo. Il “pondus” era anche l’unità di misura proprio per pesare gli oggetti, corrispondente alla libbra. Questa stratificazione di significati è sempre presente nell’opera di Dante e l’utilizzo del termine “pondo” è il migliore esempio per ricordare come nella sua opera si possa immediatamente e facilmente scivolare dal significato più superficiale al senso più profondo della Divina Commedia. “Pondo” è, infatti, chiamato il peso che schiaccia i superbi nell’undicesimo canto del Purgatorio. Omberto Aldobrandeschi fa parte della schiera di superbi che, in preghiera, distorcono il Padre Nostro, restituendone una vera e propria parodia materialistica: “dà oggi a noi la cotidiana manna” al posto di “dacci oggi il nostro pane quotidiano” (v.13) oppure “non guardar lo nostro merto” invece di “non ci indurre in tentazione” (v.18). E cos’è allora la superbia? È quella che impedisce a Omberto di ammettere di essere schiacciato da questo grande “sasso” ma di riuscire con orgoglio a portarne il peso: “s’io non fossi impedito dal sasso / che la cervice mia superba doma”. La superbia è quindi il metro di giudizio che attraversa la visione delle cose del superbo e persino le sue preghiere.

ENGLISH
Dante, the weight and pride

In the work of Dante, one of the richest words in overlapping meanings, is a very special one and it certainly deserves consideration, “pondo (weight)”. “Weight” comes from the Latin “pondus”, and in Italian it derives, into the term “weight”. As many of you know, even the verb “think” has the same etymology. This suggests that within the concept of “thinking” is included the concept to “weight” things, weight the concepts, the images of the mind and our eyes. Somehow, we could say “to weight thoughts”: to judge, to contemplate in fact. And not only. The “pondus” was also the measurement unit for weighing objects, corresponding to the pound. This layering of meanings is always present in the works of Dante and the use of the term “pondo” is the best example to remember how, in his work, it’s easy to slip from the surface meaning to the deepest sense of the Divine Comedy. “Pondo” is, in fact, the term used to describe the weight crushing the proud in the eleventh canto of the Purgatory. Omberto Aldobrandeschi is part of the group of the proud that, in prayer, distort Our Father, creating the image of a real materialistic parody, “give us this day our daily manna” instead of “give us this day our daily bread” (v.13) or “do not look at our merit” instead of “lead us not into temptation”(v.18). Thus, what is the pride? It is what prevents Omberto to admit of being crushed by this great “stone” but to be able to bear it with pride: “If I was not impeded by the stone / that my superb cervix tames!”. Pride is, therefore, the judgment parameter that crosses the superb’s view of things and even his prayers.

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