L’Oratorio di Santa Maria della Querce

0

Parcheggiando la macchina nell’area dietro la Coop di Viale Talenti e percorrendo non più di 50 metri a piedi fino alla vicina Via Palazzo dei Diavoli, già Via della Querce, entriamo in un gioiello di architettura di transizione tra gotico e rinascimentale: è l’oratorio di Santa Maria della Querce, committenza della famiglia Mannelli, mercanti dai fiorenti commerci con le Fiandre, il cui stemma risalta in facciata. I Mannelli avevano case in città nella zona di Ponte Vecchio e, avendo rifiutato l’esproprio loro richiesto per la costruzione del Corridoio Vasariano, una delle loro Torri si trova ancora all’estremità meridionale del Ponte. Nella zona di Legnaia, tra il cosiddetto “Palazzo dei Diavoli”, (rudere grandioso di un fortilizio eretto a difesa della città verso ovest) e l’Arno, possedevano una “Casa da signore” di fronte alla quale, nella seconda metà del quattrocento, venne edificato un oratorio per volontà di un lascito testamentario. È una costruzione a croce greca sormontata da una cupola semisferica di tipo brunelleschiano, con il porticato che è stato chiuso in epoca posteriore per dilatarne lo spazio.

Nel 1460 la decorazione pittorica fu commissionata a Paolo Schiavo (1397-1478), artista tardo gotico (il Vasari lo cita come il collaboratore di Masolino) che nella sua poetica ha elaborato anche Masaccio e Domenico Veneziano. Tutto l’impianto denota un compromesso tra gusto vecchio e nuovo: il portico con copertura spiovente rimanda al gusto antico e la cupola rimanda alla Cappella Pazzi, come anche i quattro evangelisti dipinti al suo interno nei tondi dei pennacchi. Sotto il portico d’ingresso alla cappella si possono ammirare spettacolari affreschi di Paolo Schiavo: Annunciazione, Natività, Corteo e Adorazione dei Magi, tema quest’ultimo comune in quel periodo a molte committenze gentilizie, come la cappella di Benozzo Gozzoli a Palazzo Medici Riccardi e la tavola di Gentile da Fabriano dipinta per la cappella Strozzi in Santa Trinita, oggi agli Uffizi. Con Gentile da Fabriano, Paolo Schiavo ha in comune il festoso effetto decorativo dato dall’uso di effigiare elementi cortesi come il falcone, animali esotici e l’abbigliamento contemporaneo dei personaggi. Deliziosa anche la lunetta di terracotta invetriata sovrastante l’Adorazione dei Magi. L’oratorio, passato dalla proprietà dei Mannelli a quella degli Antinori, è stato restaurato nel 2006 in maniera eccellente e si può visitare il sabato mattina dalle 09.00 alle 12.00 a cura dei volontari della parrocchia dell’Isolotto.

English
The Oratory of Saint Maria della Querce

Parking the car behind the Coop in Viale Talenti and walking for no more than 50 meters to the nearby Via Palazzo dei Diavoli, formerly known as Via della Querce, we enter an architectural jewel of transition between Gothic and Renaissance: the oratory of Saint Maria della Querce, commissioned by the Mannelli family, merchants with flourishing trade with Flanders, whose coat of arms stands out in the facade. The Mannelli had houses in the city, in the Ponte Vecchio area, and, having rejected the expropriation required of them for the construction of the Vasari Corridor, one of their towers still stands at the southern end of the bridge. In the Legnaia area, between the so-called “Palazzo dei Diavoli” (grand ruins of a fort built to defend the town from the west side) and the Arno, they owned a “House of ladies” in front of which, in the second half of the fifteenth century, a chapel was built by the will of a testamentary bequest. It’s a construction of a Greek cross surmounted by a hemispherical dome of Brunelleschi type, with a portico that has been closed in a later period for space considerations.

In 1460 the decoration was commissioned to Paolo Schiavo (1397-1478), late Gothic artist (Vasari mentions him as a collaborator of Masolino) who in his poetry has also produced Masaccio and Domenico Veneziano. The entire system denotes a compromise between the old and the new taste: the portico with a sloping roof refers to the ancient taste and the dome refers to the Pazzi Chapel, as well as the four evangelists painted inside on the round spandrels. Under the portico of the chapel one can admire spectacular frescoes by Paolo Schiavo: the Annunciation, the Nativity, Procession and Adoration of the Magi, the latter theme common at that time to many noble patrons, such as the chapel of Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici Riccardi and the table of Gentile da Fabriano painted for the Strozzi chapel in Santa Trinita, now in the Uffizi. With Gentile da Fabriano, Paolo Schiavo has in common the festive decorative effect given by the use of courteous portray elements such as the falcon, exotic animals and the contemporary clothing of the characters. Delightful is also the glazed terracotta lunette overlying the Adoration of the Magi. The oratory that passed from the ownership of Mannelli to that of Antinori, was excellently restored in 2006 and can be visited on Saturday mornings from 9am to 12 pm, under the care of the volunteers of the Isolotto parish.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.