L’Arte del Colore – tra Moda e Gioiello in Ken Scott

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In un’epoca in cui si approfondisce lo studio della moda italiana degli ultimi decenni con mostre come quelle in corso a Palazzo Reale a Milano o presso il Museo della Moda e del Costume di Firenze, arriva propizio il progetto curato da Bianca Cappello e da me dedicato a Ken Scott, una delle figure più importanti nel periodo della nascita dello stilismo in Italia.

La mostra “A tutto colore! L’universo fiorito di Ken Scott tra Moda e Gioiello”, ospitata dal Museo del Bijoux di Casalmaggiore (CR), inaugurata il 21 aprile e visitabile fino al 10 giugno 2018, è stata possibile grazie all’importante collaborazione della Fondazione Ken Scott di Milano e si propone di analizzare un aspetto della sua produzione finora non adeguatamente approfondito, ovvero la creazione dei bijoux che accompagnano le sue creazioni. Per la realizzazione di questi lo stilista si rivolge ai più importanti bigiottieri degli anni Sessanta e Settanta, ad esempio Coppola e Toppo a Milano, la contessa romana Luciana de Reuntern e Angela Caputi a Firenze. Cristalli Swarovski, perle di vetro, smalto, ottone, plastica e pelle sono solo alcuni dei materiali che traducono nella terza dimensione i colori dei tessuti di Ken Scott cui si abbinano sapientemente per realizzare il total look in monili d’ispirazione animalier, indiana, orientale, gitana, cubo-futurista. Pur essendo americano, sceglie Milano come luogo in cui vivere e diventa più milanese dei milanesi stessi. Dopo gli inizi come pittore (Peggy Guggenheim gli dedica una mostra a New York) si trasferisce in Europa e disegna motivi tessili che piacciono anche a Christian Dior.

A Milano dal 1955, inizia ideando il marchio Falconetto, incentrato prima solo sul tessile da arredo e poi anche nell’abbigliamento, creando nel 1962 il marchio Ken Scott. I fiori, con i loro colori squillanti e pieni di energia, sono la sua fonte d’ispirazione più importante e durante la sua vita dedica molta cura ai suoi giardini, il più celebre quello di Eze, in Provenza; per questo era affettuosamente definito “giardiniere della moda”. Il suo stile, anno dopo anno, ha conquistato le donne più celebri del mondo, a partire da Audrey Hepburn e Jacqueline Kennedy e la sua leggenda è viva ancora oggi: oltre all’attività della Fondazione Ken Scott dobbiamo ricordare la figura di Susan Nevelson, storica collaboratrice di Ken Scott e suo alter ego che viveva a Firenze portando avanti la vita del marchio.

English
The Art Of Colour
Between Fashion And Jewels In Ken Scott

In an age when we closely study Italian fashion from the past decades, with exhibitions like the one currently on show at Palazzo Reale in Milan or at the Museum of Costume and Fashion in Florence, promptly comes the project curated by Bianca Cappello that I dedicated to Ken Scott, one of the most important individuals during the emergence of stylism in Italy. The show “In full colour! The Flowery Universe of Ken Scott Between Fashion And Jewels,” hosted at the Museum of Bijoux in Casalmaggiore (CR), inaugurated on April 21st and open until June 10th 2018, has been made possible thanks to the important collaboration with the Ken Scott Foundation in Milan, and aims to analyse an aspect of his production that hasn’t been properly addressed thus far: the creation of the bijoux that adorn his creations. For the realisation of such ornaments, the stylist turned to the most important trinket makers of the 60’s and 70’s, such as Coppola e Toppo in Milan, the Roman countess Luciana de Reuntern and Angela Caputi in Florence.

Swarovski crystals, glass pearls, enamel, brass, plastic and leather, are among the materials that bring a third dimension to the colours of Ken Scott’s textiles, to which they are masterfully paired to create a total look with ornamental jewels inspired by animalier, Indian, oriental, gypsy and cubo-futuristic influences. Although American by birth, he chose Milan as his home, and became more Milanese than the Milanese. After starting out as a painter (Peggy Guggenheim dedicated him an exhibition in New York), he moved to Europe to design textile patterns, which became very popular even with Christian Dior.

Based in Milan since 1955, he first created the Falconetto brand, initially focused only on textile furnishing and then clothing as well, which led him to establish the Ken Scott brand in 1962. The bright colours and high energy of flowers are his main source of inspiration, and during his life he dedicated lots of time to his gardens, such as the one of Eze, in Provence; this is why he was also knkown as “gardener of fashion.” Year after year, his style captivated the attention of the world’s most influential women, from Audrey Hepburn to Jacqueline Kennedy, and his legend still lives on today: besides the activity of the Ken Scott Foundation, the figure Susan Nevelson is also worthy of mention: a historic collaborator and alter ego of Ken Scott who lived in Florence carrying on the brand.

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