Lo Stadio Comunale Artemio Franchi

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Photo courtesy ACF FIORENTINA

Da diversi anni l’amministrazione comunale e la Fiorentina stanno discutendo della possibilità di costruire un nuovo stadio a Firenze. È un dibattito acceso che dovrebbe indurre anche i non appassionati di calcio ad apprezzare alcune particolarità dell’attuale stadio della città, opera insolita per storia e costruzione. Lo stadio nacque in pochi anni, tra il 1929 e il 1932, come un’inedita opera pubblico-privata, grazie agli sforzi congiunti del Comune di Firenze e di Luigi Ridoldi, che si accollò un terzo delle spese per le quali vendette due tenute nel Chianti.

Pier Luigi Nervi
Il filo conduttore di tutta l’opera di Nervi è la staticità, affermò: «Come sempre in tutta la mia opera progettistica ho constatato che i suggerimenti statici interpretati e definiti con paziente opera di ricerca e di proporzionamento sono le più efficaci fonti di ispirazione architettonica. Per me questa regola è assoluta e senza eccezioni».

Pier Luigi Nervi, responsabile del progetto, realizzò con lo stadio “Comunale” un’infrastruttura all’avanguardia in Europa, soprattutto per l’uso del cemento armato e il sostegno “aereo” delle tribune. Il tetto della tribuna centrale si slancia per 22 metri di copertura senza piloni di supporto, vero capolavoro ingegneristico di Nervi.
Altra gemma di calcoli di stabilità sono le eleganti scale di accesso elicoidali, quasi spericolate, per le quali fu necessario concepire innovativi sistemi di collaudo data la forma, mai utilizzata in tali dimensioni. La massiccia mole di cemento dello stadio è temperata dall’ingresso a colonnato della tribuna d’onore, su progetto dell’ingegner Giuntoli. Tutta l’opera vide al lavoro un’affiatata squadra d’ingegneri, mentre si nota l’assenza quasi totale di architetti.
La torre di Maratona, divenuta simbolo dello stadio e anch’essa opera di Nervi, è alta ben 60 metri e la sua spinta verticale controbilancia l’orizzontalità delle gradinate.

Ristrutturato per i Campionati del Mondo del 1990, lo stadio ha perso la sua eccellente pista di atletica e il lavoro in quell’occasione modificò vari dettagli della creazione di Nervi. Il settore riservato agli ospiti si chiama “formaggino”, per via dello spicchio di curva Ferrovia recintato.
Sul nome dello stadio si sono creati degli attriti tra Firenze e Siena, entrambe desiderose di appropriarsi del ricordo di Artemio Franchi, senese di nascita ma fiorentino di adozione, a lungo Presidente dell’UEFA e saggio del calcio italiano. Così, fatto unico, gli stadi di entrambe le città hanno lo stesso nome. Il che, però, non serve a rendere le tifoserie più vicine.

ENGLISHT
THE FLORENCE FOOTBALL STADIUM ARTEMIO FRANCHI
SOME CURIOSITIES OF A REALLY UNIQUE STADIUM

The city of Florence and the Fiorentina football association has been undertaking for few years controversial plans to build a new stadium. This is an additional reason, even if you’re not interested in football, to devote attention to the peculiarities of the present Florence football stadium, noteworthy both for the structure itself and for its history. A public-private joint venture, bringing together Florence City Council and Luigi Ridolfi (who financed one-third of the project by selling two of his properties in Chianti. The stadium was built very quickly, from 1929 to 1932.

Stadio comunale Artemio Franchi
Particolare della scala elicoidale

The head of the design team for the city stadium, Pier Luigi Nervi, created a structure that was very avant-garde for the Europe of the day, with extensive use of reinforced concrete and a very “aerodynamic” structure for the stands. The roofing over the stands projects for 22 metres without columns or supports, a masterpiece of roof engineering again due to Nervi. Another miracle of statics is to be seen in the elegant access ramps. Such helicoidal forms had never been built on this scale before, and original systems had to be developed to assess their stability. Even today, these ramps look perilously daring. The massive structure of the stadium is relieved by the colonnade that the engineer Giuntoli designed to give access to the VIP stand. Indeed, the whole scheme is noteworthy for being almost entirely the work of engineers and involving practically no architects.

The Marathon Tower, which has become the symbol of the stadium and was again designed by Nervi, stands some 60 metres high. The vertical thrust of its outline counterbalances the horizontal expanse of the staircase. When it was redeveloped for the 1990 World Cup, the stadium lost its excellent athletics track and the work on that occasion modified various details of Nervi’s creation. The sector reserved for guest supporters was nicknamed the “formaggino” (small cheese) because the curved enclosed iron walkway makes it look like a section of cheese. The name given to the stadium offended sensibilities in Siena, which saw Florence as “appropriating” the memory of Artemio Franchi. In fact, Franchi – long-time UEFA president and a recognised “wise man” of Italian football – was born in Siena but he was Florentine by adoption. Thus, this is a unique case of two cities naming their football stadium after the same man – not that the shared name brings the supporters of the two teams any closer.

STADIO COMUNALE ARTEMIO FRANCHI
Viale Manfredo Fanti
(nel quartiere Campo di Marte) Firenze

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