Salvaguardia e integrità del patrimonio artistico Il trafugamento e successivo recupero della conturbante Venere Medicea

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Tra gli argomenti di più urgente attualità nelle cronache mondiali vi è quello della salvaguardia e dell’integrità del patrimonio artistico, specialmente in zone di guerra. Per questo l’Accademia delle Arti del Disegno presieduta da Cristina Acidini, con la sua Commissione per la Tutela dei Beni Culturali italiani e stranieri coordinata da Carlo Francini, insieme al Comune di Firenze ed al Consiglio Regionale della Toscana, hanno voluto richiamare l’attenzione sul tema partendo dallo studio delle vicende che tra il 1799 ed il 1815 interessarono il patrimonio fiorentino e l’icona cittadina allora considerata più importante: la Venere dei Medici.

La statua, un marmo greco del I° secolo a.C. che fin dall’inizio del Seicento era stata acquistata dalla famiglia Medici e che dal 1677 è esposta ininterrottamente agli Uffizi, fu tra le numerosissime opere che Napoleone Bonaparte, dopo la conquista italiana, volle portare a Parigi per il museo dell’impero. I fiorentini si opposero strenuamente ai trasferimenti grazie a personaggi come l’allora direttore delle Gallerie degli Uffizi, Tommaso Puccini che, nel tentativo di salvarla, nascose una parte della collezione a Palermo. Anche dopo la caduta di Napoleone, la città combatté una battaglia diplomatica per recuperare le sue opere d’arte grazie al famoso scultore Antonio Canova e soprattutto grazie a Giovanni degli Alessandri, Direttore dell’Accademia delle Belle Arti, riuscendo a riportare a Firenze la maggior parte dei tesori trafugati e affermando così un saldo principio giuridico di appartenenza. Le tappe fondamentali di questa storia, tra arte, politica e uso politico dell’arte stessa, sono state oggetto di una ricerca e di un volume dal titolo “Firenze 1815.

Il ritorno di Venere”, a cura di Giulia Coco, Carlo Francini e da chi scrive (Editrice Edifr), che raccoglie i contributi di grandi esperti del settore, anche grazie all’impegno di uno dei massimi esperti del periodo, Ettore Spalletti, e del Presidente emerito Luigi Zangheri. Il libro è stato presentato all’Accademia delle Arti del Disegno da Antonio Paolucci e Cosimo Ceccuti. Le vicende del trafugamento e del recupero della conturbante Venere Medicea, oggi ammirabile nella Tribuna degli Uffizi, ripercorse nel volume invitano a impegnarci e riflettere sul nostro presente e a superare un approccio frettoloso con le opere d’arte, cercando di porsi delle domande che, superando la semplice estetica, trovino nel rapporto tra l’opera ed il luogo un percorso consapevole di conoscenza per tutti.


ENGLISH
The Safeguard and Integrity of Artistic Heritage.
The theft and subsequent recovery of the seductive Medici Venus.

The safeguard and integrity of artistic heritage is among the most frequently covered topics in today’s news, especially in war zones. For this reason, the Academy of the Arts of Drawing, presided by Cristina Acidini, and its Committee for the Safeguarding of Italian and Foreign Cultural Goods, coordinated by Carlo Francini, together with the City of Florence and the Regional Council of Tuscany, have recalled the attention on this matter, starting with the study of the events between 1799 and 1815 that interested the Florentine heritage, and in particular the city’s most important icon at the time: the Venus de’ Medici.

This statue, a Greek marble from the 1st century B.C., which had been acquired by the Medici family since the beginning of the 17th century and from 1677 had always been showcased at the Uffizi, was among the many works that Napoleon Bonaparte wanted to bring back to Paris for the museum of the empire, after conquering Italy. Florentines strenuously opposed such transfers thanks to figures such as the director of the Uffizi Galleries, Tommaso Puccini, who, in an attempt to salvage it, hid part of the collection in Palermo. Even after the fall of Napoleon, the city fought a diplomatic battle to recover its artworks thanks to the efforts by the famous sculptor Antonio Canova and, moreover, thanks to Giovanni degli Alessandri, Director of the Academy of Fine Arts, managing to bring back to Florence most of the stolen treasures, and therefore affirming a solid judicial principle of belonging.

The fundamental steps of this story, between arts, politics and political use of art itself, have been the object of a research and of a volume titled “Firenze 1815. The Return of Venus,” curated by Giulia Coco, Carlo Francini and by yours truly (Editrice Edifir), which collects the contributions by great experts of the field, also thanks to the efforts of one of the biggest experts of the time, Ettore Spalletti, as well as of the Former President Luigi Zangheri. Antonio Paolucci and Cosimo Ceccuti presented the book at the Academy of the Arts of Drawing. The events of the theft and recovery of the seductive Medici Venus, which can be visited at the Tribuna of the Uffizi, are retraced in the work and invite us to ponder and reflect on our present in order to overcome a hasty approach with artworks, seeking to pose questions that go beyond simple aesthetics and find a conscious path of common knowledge in the relationship between artwork and place.

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