Spedale di Sant’Antonio Lastra a Signa

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La parola “ospedale”, o alla Toscana “spedale”, deriva dal latino “hospitalis” ed esprime il concetto di ospitalità ai bisognosi, ai pellegrini e forestieri, stanchi dei loro viaggi non certo agevoli. Nel
 Medioevo non era facile viaggiare: strade pessime, guadi di fiumi e torrenti, terreni impaludati, animali pericolosi e tante insidie dovute ai cosiddetti “rubatori di strada”, cioè ladri di professione che depredavano senza tanti complimenti viandanti e pellegrini. I primi spedali nacquero in prossimità di enti religiosi come le Abbazie e le Pievi rurali ed erano collocati a una certa distanza gli uni dagli altri, distanza che spesso corrispondeva ai chilometri che giornalmente i pellegrini potevano percorrere.

Lo studio della dislocazione di questi spedali, insieme a documenti, come per esempio i diari di viaggio, consente di ricostruire i tracciati dell’antica viabilità; così gli spedali più importanti si vanno a collocare lungo le arterie di grande transito, prima fra tutte la via Francigena che collegava l’Oltralpe a Roma. I centri urbani e le città che vengono a trovarsi lungo queste arterie di comunicazione, diventano punti nodali del percorso e si attrezzano per ospitare i pellegrini. Non c’erano solo le vie di terra, anche i fiumi navigabili divennero itinerari di transito e rotte commerciali. Lungo l’Arno, navigabile fino a Lastra a Signa, si consolidò tutta una catena di centri abitati, collegati in un modo o nell’altro al traffico dei “navicelli”, imbarcazioni a fondo piatto su cui erano trasportati uomini e merci. Nella zona assunsero importanza i centri di Porto di Mezzo, Ponte a Signa e Brucianesi e lo scalo di Ponte a Signa divenne il vero e proprio porto fluviale di Firenze, raggiungibile poi via terra, percorrendo solo poche decine di chilometri. Nacque la necessità di avere uno Spedale che assolvesse la funzione di accoglienza e cura per chi transitava in questa importante via d’acqua. Francesco di Leccio da San Miniato redige il suo testamento nel 1411 e fra le sue volontà c’era anche quella di edificare a Lastra a Signa un albergo per i poveri “sanza chiesa o cappella”. Un’istituzione, quindi, prettamente laica.

Dettero seguito a queste volontà testamentarie gli uomini dell’Arte della Seta e la tradizione vuole che il progetto sia stato affidato a Brunelleschi (ma non ci sono prove documentarie che comprovino questa tesi). Il modello sembra prendere spunto da due spedali fiorentini, quello di Bonifazio, in via San Gallo (ora scomparso), e lo spedale di San Matteo, in piazza San Marco. Nel corso dei secoli varie furono le sue funzioni: fondaco per i commerci, poi teatro, sede di seggio elettorale, cinematografo e sede dell’Associazione combattenti e reduci. Adesso è di proprietà demaniale, gestito dal Comune, che vi organizza manifestazioni e iniziative culturali.

ENGLISH
Spedale Sant’Antonio in Lastra a Signa

The word “ospedale” (hospital), which in Tuscan becomes “spedale”, derives from the Latin term “hospitalis”, and expresses the concept of offering hospitality to those in need, pilgrims and foreigners, fatigued from their demanding travels. In Medieval time, travelling was a daunting experience: rough roads, river and stream fords, swamplands, dangerous animals and many threats posed by the so-called “road thieves”, or, in other words, professional thieves who robbed travellers and wayfarers, showing no mercy.

The first hospitals were built in close proximity to religious organizations, such as rural abbeys and parishes, and were located at a certain distance from one another, which usually corresponded to the kilometres travellers could cover daily. How such hospitals were located, along with documents, such as travel logs, for example, allows us to reconstruct the tracks of ancient routes; hence, the most important spedali are positioned along the main transit arteries, first and foremost the via Francigena, which connected the area beyond the Alps to Rome. Urban centres and cities that were found along such communication arteries developed as focal points of the route and were organized to host travellers. However, travellers didn’t move just by land, in fact, navigable rivers also became itineraries for transits and commercial routes. Along the Arno, which is navigable up to Lastra a Signa, a cluster of inhabited centres developed, connected in one way or another to the traffic of the “navicelli”, flat-bottomed ships that transported men and goods. In this area, the centres of Porto di Mezzo, Ponte a Signa and Brucianesi acquired significant importance, and the Ponte a Signa stopover became Florence’s first true river port, which could be reached via land by travelling just a few dozen kilometres. This led to the need for a Spedale capable of offering hospitality and caretaking to those who travelled through this important waterway.

Francesco di Leccio da San Miniato wrote his testament in 1411, and his wills included that of building a hotel for poor people in Lastra a Signa, “with no church or chapel”. A purely laic institution. The men of the Arte della Seta took care of such testamentary wills, and tradition has it that the project was entrusted to Brunelleschi (albeit there’s no documented proof to prove this theory). The model seems to be inspired by two Florentine spedali, the one of Bonifazio in via San Gallo (now dismissed) and the one of San Matteo, in piazza San Marco. Over the centuries, it has had various functions: storehouse for commerce, theatre, polling station, cinematograph and office of the Association of Veterans and Soldiers. Now it’s a state-owned property, managed by the Municipality, which uses it to organize events and cultural initiatives.

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