Beata Umiliana De’ Cerchi

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Nel 2019 si celebrerà l’ottavo centenario della nascita della Beata Umiliana de’ Cerchi, terziaria francescana. La comunità religiosa della Basilica di Santa Croce si prepara a celebrare l’evento con iniziative volte a diffondere la conoscenza di questa donna, modello di vita e santità. Dalle cronache del tempo sappiamo che Umiliana nasce nel 1219 da una delle famiglie fiorentine più potenti e rispettate del tempo.

A quindici anni andò in sposa a un tale Buonaguisi, tessitore, ricordato per il suo egocentrismo e la sgarbatezza dei costumi mentre le altre sue sorelle sposarono uomini di famiglie importanti, gli Adimari e i Donati. La giovane Umiliana compensava con numerose opere di carità la cattiva condotta del marito e trovava sostegno umano e spirituale grazie alla cognata, Maria Ravenna, con la quale si dedicava instancabilmente alle opere di carità verso i poveri: sottraeva il cibo dalla sua casa per darlo ai bisognosi, confezionava paramenti sacri con le preziose stoffe del marito e raccoglieva elemosine tra le ricche amiche per poi darle ai poveri. Tutto ciò suscitò l’ira del marito che, quando lo scoprì, la percosse e la insultò. Umiliana ebbe due figlie. Il marito morì verso il 1239, lasciandola vedova giovanissima. Secondo l’usanza dell’epoca le vedove per un anno, dopo la morte del marito, dovevano rimanere nella casa di lui, ma poi dovevano andarsene lasciando anche i figli. Le figlie di Umiliana vennero cresciute da Maria Ravenna, sua cognata. Il padre voleva che si sposasse nuovamente, ma lei, coraggiosamente, rifiutò, chiedendo di entrare nel monastero femminile accanto alla chiesa di San Pietro a Monticelli. Il padre non acconsentì e con inganno le requisì la dote e la rinchiuse nella stanza più alta del palazzo di famiglia, facendola uscire solo per assistere alle funzioni religiose. Qui si dedicò a pratiche ascetiche, preghiere, digiuni, penitenze e all’aiuto delle giovani vedove in difficoltà.Abbracciò la regola francescana, diventando la prima donna a vestire l’abito del Terz’Ordine nella Basilica di Santa Croce.

Nella sua vita non mancarono le malattie e le sofferenze, e con tutto ciò ebbe visioni ed estasi. Numerose erano le persone che si rivolgevano a lei considerandola una “santa vivente”. Morì il 19 maggio 1246, a ventisette anni. I suoi funerali si tennero nella Basilica di Santa Croce, dove tutt’ora si trovano le sue spoglie. Lorenzo Ghiberti realizzò un reliquiario per custodire il cranio della beata, esposto in una delle cappelle della Basilica. Umiliana de’ Cerchi fu beatificata il 24 luglio 1694, da Papa Innocenzo XII. L’eccezionalità di questa figura fu percepita già dai suoi contemporanei, tanto che i principali artisti trecenteschi operanti nella Basilica di Santa Croce le dedicarono alcune raffigurazioni: il suo volto è stato ritratto da Giotto ed è presente nell’affresco raffigurante l’Albero della Vita conservato presso il Cenacolo Francescano, in una delle vetrate della basilica e in alcuni dipinti della Sacrestia, tra cui il dipinto di Giovanni da Milano. Anche tali omaggi artistici sottolineano come i valori di cui Umiliana è portatrice vennero da subito assimilati ai valori di fratellanza, carità e devozione, tipici della spiritualità e cultura francescana.

ENGLISH
Blessed Umiliana de’ Cerchi. The first secular Franciscan of Florence
In 2019 we celebrate the eighth centenary from the birth of Blessed Umiliana de’ Cerchi, Franciscan tertiary. The religious community of Basilica of Santa Croce is preparing to celebrate the event with initiatives aimed to spread the knowledge about this woman, a role model of life and holiness. From the chronicles we know that Umiliana was born in 1219 from one of the most powerful and respected Florentine families of the time.

At fifteen she married a such Buonaguisi, a weaver, remembered for his egocentricity and the rudeness of his costumes, while her other sisters married men of important families, the Adimari and the Donati. The young Umiliana compensated with numerous works of charity the misconduct of her husband and found human and spiritual support thanks to her sister-in-law, Maria Ravenna, with whom she devoted herself tirelessly to charitable works for the poor: she took food from her home to give it to those in need, she made sacred vestments with the precious fabrics taken from her husband, collected alms from rich friends and then gave them to the poor. All this aroused the anger of her husband who, when he discovered all this, beat her and insulted her. Umiliana had two daughters. The husband died around 1239, leaving her a very young widow. According to the custom of the time the widows, after the death of their husband, had to stay in his house for a year, but then they had to leave leaving their children behind. The daughters of Umiliana were raised by Maria Ravenna, her sister-in-law. Umiliana’s father wanted her to marry again, but she bravely refused, asking to enter the female monastery next to the church of San Pietro a Monticelli. Her father didn’t consent and deceitfully denied the dowry, locked her in the highest room of the family palace, making her come out only to attend the religious services. Here she devoted herself to ascetic practices, prayers, fasts, penances and the help of young widows in difficulty. She embraced the Franciscan rule, becoming the first woman to wear the dress of the Third Order in the Basilica of Santa Croce.

In her life there was no shortage of sickness and suffering, and with all this she had visions and ecstasies. There were many people who turned to her as a “living saint”.She died on May 19th, 1246, at twenty-seven. Her funeral was held in the Basilica of Santa Croce, where her remains are still preserved. Lorenzo Ghiberti created a reliquary to keep the skull of the blessed, displayed in one of the chapels of the Basilica. Umiliana de’ Cerchi was beatified on July 24th, 1694, by Pope Innocent XII. The exceptional nature of this figure was already perceived by her contemporaries, so much so that the main fourteenth-century artists working in the Basilica of Santa Croce dedicated some representations: her face was portrayed by Giotto and she is present in the fresco depicting the “Tree of Life” kept in the Franciscan Cenacle, in one of the windows of the basilica and in some paintings of the Sacristy, including the painting by Giovanni da Milano. Even these artistic tributes underline how the values of which Umiliana is the bearer were immediately assimilated to the values of brotherhood, charity and devotion, typical of Franciscan spirituality and culture.

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