La Chiesa dei Santi Apostoli Una chiesa nascosta nella piazzetta del Limbo

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Uno dei luoghi più suggestivi di Firenze è la piazzetta del Limbo, così chiamata per ricordare il luogo che ospitava il cimitero dei bambini mai nati. È qui, infatti, che venivano sepolti i bambini morti prematuramente, prima di ricevere il battesimo. C’è da domandarsi se Dante quando ha immaginato il suo Limbo si sia ispirato a quest’antica piazza, dove, in prossimità del Lungarno Acciaioli, è situata la chiesa canonica dei Santi Apostoli, citata a partire dal 1075.

Nel disegno, che propone la struttura originaria, è messa in evidenza la vicinanza all’Arno, aspetto che non cogliamo nella situazione urbana odierna perché la chiesa, per le sue piccole dimensioni, è quasi occultata dai moderni palazzi che formano il Lungarno. A fianco della chiesa, quasi a nasconderla, si trova il lato corto dell’imponente Palazzo Borgherini – Rosselli del Turco, palazzo commissionato a Baccio d’Agnolo nel 1530 e successivamente ampliato nel XVIII secolo. La chiesa è uno dei migliori esempi della permanenza di stilemi classici nell’architettura fiorentina del periodo romanico, infatti viene ripetuto lo schema delle basiliche paleocristiane nella successione degli archi e delle colonne rivestite a bozze di marmo verde di Prato. I capitelli richiamano lo stile corinzio con basi di tipo classico.

La razionalità dell’interno, con gli archi a tutto sesto impostati sulle colonne, si dice possa aver ispirato Brunelleschi nell’uso delle forme classiche, tipiche dello stile rinascimentale.All’esterno si nota la bella muratura a filaretto di pietra forte che ritroviamo anche nell’abside dove è presente un altro elemento di continuità con lo stile classico: il coronamento a dentelli. La facciata, forse più tarda, denuncia motivi pienamente romanici nelle monofore e nei portali, mentre gli archetti pensili in mattoni risultano aggiunti nei restauri del 1884 e del 1930. Nel disegno la chiesa è stata ripulita dagli interventi successivi che hanno riguardato la navata sinistra con la costruzione di cappelle laterali quattro-cinquecentesche; anche il campanile appare più basso, privo della parte terminale attribuita a Baccio d’Agnolo. Una piccola nicchia all’inizio della navata di sinistra custodisce le pietre che, secondo la tradizione, furono portate da Pazzino de’ Pazzi dalla Terrasanta dopo la prima crociata; con queste si accende solennemente il fuoco che infiamma la colombina il giorno di Pasqua per lo spettacolare Scoppio del Carro in piazza del Duomo.

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The Santi Apostoli Church. A hidden church in the Piazzetta del Limbo

One of the most evocative places in Florence is Piazzetta del Limbo, which was once the home of the cemetery of unborn children. It’s here, in fact, that children who suffered premature deaths were buried, prior to receiving baptism. One must wonder whether Dante was inspired by this ancient square when imagining his Limbo. Here, nearby the Lungarno Acciaioli, is the church of Santi Apostoli, first mentioned in 1075.

The design, which showcases the original architecture, highlights the church’s vicinity to the Arno; an aspect that isn’t gathered easily, since the church, due to its small size, is almost partly hidden by the modern buildings of the Lungarno. Beside the church, almost concealing it, is the shorter end of the majestic Palazzo Borgherini-Rosselli del Turco, a palace commissioned to Baccio d’Agnolo in 1530 and then amplified during the 18th century.

This church is one of the best examples of how classic stylistic elements continue to exist in Florentine architecture from the Romanesque age. In fact, the church resonates the scheme of Early Christian basilicas in its succession of arches and in its columns with green marble from Prato. The capitals recall the Corinthian style, with classic bases. It’s said that the rationality of its interiors, with round arches set on the columns, may have inspired Brunelleschi in the use of classical forms, typical of the Renaissance style. On the outside, the stunning brickwork arranged “a filaretto” in pietraforte can be admired, which is also found in the apse, where there’s yet another seamless classical element: a cornice decorated with dentils.

The façade, probably from a later period, shows strong Romanesque motifs in the lancets and in the portals, while the brick hanging arches seem to have been added during the restorations of 1884 and 1930. In the design, the church has been cleared from all ensuing interventions that concerned the left nave, with the construction of lateral chapels dated 15th-16th century; even the bell tower seems lower, devoid of its final portion, attributed to Baccio d’Agnolo. A small niche at the beginning of the left nave is home to the precious stones, which, according to tradition, were brought here by Pazzino de’ Pazzi from the Holy Land after the first crusade; these are used to solemnly spark the fire that lights up the dove on Easter Day for the amazing Scoppio del Carro in Piazza del Duomo.

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