Luisa Stolberg A portrait of the Countess of Albany

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Luisa Stolberg, Contessa d’Albany, doveva essere bellissima e affascinate, secondo come ce la descrive Vittorio Alfieri, che conobbe nel 1777, quando la sua vita sembrava ormai segnata da un matrimonio molto infelice.

Nata nel 1752, era figlia di un nobile tedesco con pochi mezzi economici e tuttavia, a diciannove anni, le venne offerta una grande occasione, unirsi in matrimonio con Carlo Edoardo Stuart, pretendente in esilio al trono d’Inghilterra. In gioventù, Carlo Edoardo si era comportato da eroe: nel 1745, con un seguito di pochi uomini, era sbarcato sulle coste scozzesi e aveva tentato di fomentare una rivolta che riportasse la sua famiglia sul trono. Impresa eroica ma anche assai velleitaria, infatti dopo qualche iniziale successo la spedizione fallì. Da allora in poi visse di rimpianti che, uniti all’ozio, non sono buoni consiglieri e intorno ai cinquant’anni gli fu proposto il matrimonio con la Stolberg. Bellissima, colta, giovane, in grado di dargli un figlio… che Carlo Edoardo fosse felice delle nozze è facile a credersi, ma Luisa perché accettò? All’epoca le ragazze, soprattutto se di nobile famiglia, non potevano certo scegliersi il marito per amore, inoltre una differenza di così tanti anni era ritenuta del tutto normale, infine l’idea di sposare un eroe ed erede al trono, seppur spodestato, poteva non essere del tutto sgradita a una giovane ambiziosa.

All’inizio, fra i due improbabili sposi, le cose sembrarono andare bene, poi il vizio del bere di Carlo Edoardo portò a una frattura sempre più profonda, a causa dei suoi modi violenti. Nella buona società, prima a Roma e poi a Firenze, era noto a tutti che Luisa venisse picchiata dal marito, e qualche volta ciò accadeva anche in pubblico. Questa era la sua vita matrimoniale quando Luisa incontrò Vittorio Alfieri. Lo Stuart non tardò ad accorgersi di quello che stava accadendo e per questo le violenze raddoppiarono fino a che un giorno cercò addirittura di strangolarla. Se non fossero intervenuti i servi, sarebbe morta. Il Granduca e la Granduchessa di Toscana erano informati di tutto e decisero di dare il loro appoggio alla poveretta, purché la Stolberg si potesse liberare del marito senza troppo scandalo. A questo punto fu messa in scena una commedia: un’amica complice andò a pranzo dai D’Albany e iniziò a parlare dei bellissimi merletti delle suore Bianchette proponendo a Luisa di andarli a vedere. La Stolberg sapeva che il gelosissimo marito l’avrebbe accompagnata e così fu lei stessa a proporgli di seguirle; arrivate in carrozza davanti al monastero, un conoscente, anche lui complice, si fa trovare sulla strada, come se stesse aspettando qualcuno. Carlo Edoardo si ferma per i convenevoli di rito e nel frattempo le due dame scivolano dentro il convento, la cui porta si richiude alle loro spalle. Da allora in poi la vita dei due amanti è fatta di continue peregrinazioni, a Roma, a Colmar, a Parigi, un po’ insieme, un po’ divisi, ma sempre in qualche modo clandestini, anche se la loro storia era sulla bocca di tutti. Solo nel 1784 Luisa ottiene la separazione legale dal marito.

Nel 1788 Carlo Edoardo muore e la notizia, a quanto riferisce Alfieri, colpisce dolorosamente la donna. Luisa convivrà con Alfieri per altri quindici anni, molti dei quali trascorsi a Firenze, lei sempre al centro dei salotti buoni, lui sempre più ritirato. La passione fra i due era passata da tempo, Vittorio aveva probabilmente altre amicizie e lei anche, ma non erano mai venuti a mancare la stima, l’affetto, la gratitudine e il profondo rispetto, il loro amore si era trasformato in una solida, fraterna amicizia, come del resto spesso accade. Alla morte di Alfieri la contessa commissionò la sua tomba al massimo artista del periodo, Antonio Canova. Dopo Alfieri, Luisa vivrà molto a lungo e avrà un nuovo amore, un pittore molto più giovane di lei, François-Xavier Fabre, allievo di David.

ENGLISH
Luisa Stolberg. A portrait of the Countess of Albany

Luisa Stolberg, the Countess of Albany, must have been a truly beautiful and fascinating woman; or at least that’s what emerges from the description by Vittorio Alfieri, who she met in 1777, when her life seemed marked by a very unhappy marriage.

Born in 1752, she was the daughter of a noble German with little financial means. However, at the age of nineteen, she was offered the unique opportunity to marry Carlo Edoardo Stuart, pretender in exile to the throne of England. In his youth, Carlo Edoardo acted as a hero: in 1745, with very few men by his side, he landed on the Scottish shores and attempted to instigate a revolt to bring his family back to the throne. A heroic yet unrealistic endeavour, and, in fact, after a brief initial success, his expedition failed. Since then, he conducted a life of regrets and laziness, two harmful harbingers, and at about fifty years old he was offered Stolberg in marriage. Beautiful, educated, young, ready to give him a child… it’s easy to believe that Carlo Edoardo was happy to get married, but why exactly did Luisa accept? At that time, women, especially those who came from noble families, couldn’t decide who to marry, moreover, such an age difference was considered very normal, and, finally, the idea of marrying a hero and heir to the throne, albeit dethroned, couldn’t have been entirely unwanted by a young, ambitious woman.

At first, things between the odd couple seemed to go well, but then Carlo Edoardo’s drinking habits created an always-deeper chasm between the two, due to his violent behaviour. In the good society, first in Rome and then in Florence, everyone knew that he would beat his wife, sometimes even in public. This was the state of her married life when Luisa met Vittorio Alfieri. The Stuart didn’t take long to realise what was going on, and, for this reason, the aggression escalated, and one day he even tried to strangle her. If the servants hadn’t intervened, she would’ve died. The Grand Duke and the Grand Duchess of Tuscany were informed of the situations, and offered their support to the poor woman, so that Stolberg could free herself from her husband without too much hassle. At this point, a sham was enacted: an friend and accomplice of Luisa went to lunch at the Albany’s, and began to speak of the beautiful lace of the Bianchette nuns, inviting Luisa to go see them with her. Stolberg knew that her very jealous husband would accompany her, so she asked him to follow them; once they arrived in front of the monastery aboard a carriage, an acquaintance of hers, another accomplice, was on the street acting as if he was waiting for someone to arrive. Carlo Edoardo stopped for the usual courtesies and, in the meantime, the two women slipped out into the convent and closed the door behind them. Since then, the life of the two lovers consisted of continuous pilgrimages, to Rome, Colmar, Paris, sometimes together and sometimes apart, but always secretive, even if their story was on everyone’s lips. Only in 1784 Luisa was able to legally separate from her husband.

In 1788, Carlo Edoardo passed and the news struck Luisa, according to Alfieri. Luisa will live with Alfieri for fifteen years, many of which in Florence; she always attended good society events, while he was always more withdrawn. The passion between the two had passed for some time. Vittorio had other friends, as did she, but the two never lacked mutual esteem, affection, gratitude and a deep respect for one another; their love had transformed into a solid, brotherly friendship, as often happens. When Alfieri died, the Countess commissioned his tomb to the greatest artist of the time, Antonio Canova. After Alfieri, Luisa lived a long life and fell in love again, with a painter, much younger than her, François-Xavier Fabre, pupil of David.

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