L’Italia a Hollywood Come Ferragamo e altri italiani hanno contribuito a costruire la “fabbrica dei sogni”


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foto non di libero utilizzo

L’Italia a Hollywood è la mostra che il Museo Ferragamo, a Palazzo Spini Feroni, in Piazza Santa Trinita, offre a visitatori fino al 10 marzo 2019.

Era il 1915 quando un giovanissimo Salvatore Ferragamo lasciò l’Italia per Santa Barbara, California (USA) ed è seguendo le sue tracce che scopriamo i legami fra l’Italia e la California, in un allestimento che sembra un set cinematografico, ricco di informazioni e curiosità. Nel 1914 un film italiano, Cabiria, di Giovanni Pastrone, registra un incredibile successo, da cui scaturirà il gusto per i film storici e i kolossal alla Ben Hur. Nel 1915 a San Francisco si svolge la Panama Pacific International Exposition con un padiglione italiano, curato da Marcello Piacentini, che riscuote grande successo per le sue architetture e dove si terrà la prima esposizione in America degli artisti futuristi italiani, Balla, Boccioni, Carrà, Russolo e Severini. Aspetti culturali s’incontrato con quelli sociali legati al fenomeno dell’immigrazione italiana, che vedeva migliaia di nostri connazionali che approdavano nel nuovo mondo con tante speranze custodite nella valigia di cartone.

Era negli anni tra il 1910 e il 1920 che nascevano gli Studios californiani, dove le maestranze degli italiani emigrati potevano sfoggiare le loro abilità in mestieri antichi e indispensabili: artigiani, falegnami, sarti e calzolai, tutti vi trovavano impiego. Non solo maestranze italiane, c’erano anche i divi di casa nostra, Enrico Caruso, Rodolfo Valentino, Tina Modotti e Lina Cavalieri, dei quali la mostra narra la storia attraverso ritratti, abiti di scena e aneddoti. Enrico Caruso era il tenore più famoso e popolare di tutti i tempi, Tina Modotti era attrice e modella, Rodolfo Valentino era l’attore più seducente, il primo vero latin lover, Lina Cavalieri era la cantante dalla sfolgorante bellezza, il cui volto fu preso a modello e riprodotto in centinaia di varianti da Fornasetti. La fabbrica di Hollywood è nata anche grazie all’influenza italiana e la mostra di Firenze ben lo testimonia fra opere d’arte, scene di film e fotografie, non mancando di sottolineare come ancora oggi ci siano italiani che fanno grande Hollywood, tra questi Milena Canonero.

L’ultima e sorprendente installazione è la riproduzione virtuale della boutique che Salvatore Ferragamo aprì a Hollywood, dove si era trasferito nel 1923, per soddisfare la richiesta di calzature di scena. Ecco che ci sediamo nell’Hollywood Boot Shop, su un elegante divanetto, circondati da scarpe create per Rodolfo Valentino, Mary Pickford, Joan Crawford o Gloria Swanson, tutte di squisita fattura e connotate da quel gusto inconfondibile grazie al quale Salvatore Ferragamo si guadagnò il titolo di calzolaio delle dive, uno shoemaker of dreams.

ENGLISH
Italy at Hollywood. How Ferragamo and other Italians contributed to built the “dream factory”

Italy at Hollywood is the exhibition that the Ferragamo Museum, at Palazzo Spini Feroni, in Piazza Santa Trinita, offers visitors until March 10, 2019.

It was 1915 when a very young Salvatore Ferragamo left Italy for Santa Barbara, California (USA) and by retracing his footsteps we discover the ties between Italy and California, in an exhibition that looks like a film set, full of information and curiosity. In 1914 an Italian film, Cabiria, by Giovanni Pastrone, achieves an incredible success, from which the taste for historical films and the blockbuster such as Ben Hur will arise. In 1915, the Panama Pacific International Exposition was held in San Francisco, with an Italian pavilion, curated by Marcello Piacentini, an exposition that enjoyed great success for its architecture and where the first American exhibition of Italian futurist artists, Balla, Boccioni, Carrà, Russolo and Severini was held. Cultural aspects met the social ones linked to the phenomenon of Italian immigration, which saw thousands of our countrymen who landed in the new world with so many hopes kept in their cardboard suitcases.

It was in the years between 1910 and 1920 that the Californian Studios were born, where the skills of the Italians who emigrated could be shown off in ancient and indispensable crafts: artisans, carpenters, tailors and shoemakers, all found employment there. Not only Italian workers but also the stars of our house, Enrico Caruso, Rodolfo Valentino, Tina Modotti and Lina Cavalieri, whose story is recounted by the exhibition through portraits, stage clothes and anecdotes. Enrico Caruso was the most famous and popular tenor of all times, Tina Modotti was an actress and model, Rodolfo Valentino was the most seductive actor, the first true latin lover, Lina Cavalieri was a singer of impressive beauty, whose face was used as a model and reproduced in hundreds of variants by Fornasetti. The Hollywood factory was also born thanks to the Italian influence and the Florence exhibition is a witness to it among works of art, film scenes and photographs, not to mention that even today there are Italians who make Hollywood great, including Milena Canonero.

The latest and surprising installation is the virtual reproduction of the boutique that Salvatore Ferragamo opened in Hollywood, where he moved in 1923, to satisfy the demand for stage footwear. Here we sit in the Hollywood Boot Shop, on an elegant sofa, surrounded by shoes created for Rodolfo Valentino, Mary Pickford, Joan Crawford or Gloria Swanson, all exquisite craftsmanship and connoted by that unique taste thanks to which Salvatore Ferragamo earned the title of shoemaker of the divas, the shoemaker of dreams.

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