Monastero di Santa Maria della Neve al Portico

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Pala della Madonna della Neve, Sassetta, 1430-1432 circa, tempera su tavola Collezione Contini-Bonacossi (Galleria degli Uffizi), Firenze

Il culto della Madonna della Neve si diffuse tra il XV e il XVII secolo e molti furono i santuari e le basiliche a lei dedicate, circa 150 in Italia e una anche a Firenze, in via del Podestà, sulla vecchia via Romana, in zona Galluzzo. Si tratta dell’antico monastero di Santa Maria della Disciplina al Portico, le cui origini risalgono al 1246 quando un gruppo di donne, grazie ad una donazione ricevuta al fine di realizzare un monastero femminile, si stabilirono in un eremo dove vissero in modo autonomo fino al 1340, quando l’allora vescovo di Firenze, Francesco Silvestro, lo riconobbe come Monastero di donne dell’Ordine di Sant’Agostino, il cui emblema era la sferza della disciplina per la loro severa Regola che implicava l’uso del flagello.

La chiesa originaria era molto piccola ed essendo aumentato il numero delle monache, fu costruita una seconda chiesa alla fine del 1400. Durante l’assedio di Firenze da parte dell’Imperatore Carlo V, nel 1529-30, il monastero fu abbandonato dalle suore e a causa delle violenze della guerra fu molto danneggiato e defraudato di libri e manoscritti preziosi, fu restaurato e riconsacrato solo nel 1560. Nel 1705 il convento prese il nome di Santa Maria della Neve per un culto precedente attestato da un documento del 1528 e in ricordo di una nevicata avvenuta nell’agosto del 1702: in questi anni la vecchia chiesa fu ampliata e ricostruita in parte come la conosciamo oggi. Con la soppressione degli ordini religiosi, avvenuta sotto il governo dei Lorena, il complesso divenne Conservatorio per giovinette e scuola gratuita per bambine del popolo.

A metà del 1800 vi si stabilirono le suore stimmatine, congregazione fondata sotto la regola di San Francesco da Anna Lapini, una stiratrice di Borgo Allegri, donna di grande umanità che accoglieva e educava le bambine povere e abbandonate, soccorreva gli ammalati e le prostitute. Molti sono i tesori conservati all’interno del Monastero, anche se la loro attuale collocazione non sempre rispecchia quella originale, per i molti cambiamenti susseguitisi nel tempo. Nel refettorio possiamo ammirare un bel cenacolo, che lo storico dell’arte Luciano Berti ha attribuito a Ridolfo del Ghirlandaio, o alla sua scuola, per la complessa simbologia che lo caratterizza. Nella parte più antica del Convento, ora adibita a stanza delle reliquie, si possono contemplare gli affreschi di Bicci di Lorenzo (1373-1452) dedicati a San Bernardo, San Nicola di Bari e San Girolamo e una Madonna con bambino di grande pregio assegnabile forse all’ambito di Lorenzo Monaco (1370-1425), restaurati da pochi anni. Questo luogo meriterebbe da parte del lettore una visita accurata poiché vi si conservano tante opere di artisti importanti (Baccio da Montelupo, Benedetto da Maiano, Alessandro Allori…).

ENGLISH
Monastery of Santa Maria della neve al Portico

The cult of the Madonna della Neve spread between the fifteenth and seventeenth centuries and there were many sanctuaries and basilicas dedicated to her, about 150 in Italy, and also one in Florence, in via del Podestà, on the old via Romana, in the Galluzzo area. This is the ancient monastery of Santa Maria della Disciplina al Portico, whose origins date back to 1246 when a group of women, thanks to a donation received in order to build a female monastery, settled in a hermitage where they lived independently until in 1340, when the bishop of Florence at the time, Francesco Silvestro, recognized it as a monastery of women of the Order of Sant’Agostino, whose emblem was the lash of discipline for their strict rule that implied the use of the scourge.

The original church was very small and as the number of nuns increased, a second church was built at the end of 1400. During the siege of Florence by Emperor Charles V, in 1529-30, the monastery was abandoned by the nuns and due to the violence of the war it was damaged and defrauded by precious books and manuscripts; it was restored and rededicated only in 1560. In 1705 the convent took the name of Santa Maria della Neve for a previous cult attested by a document of 1528 and in memory of the snowfall that occurred in August 1702: during those years the old church was enlarged and partly rebuilt as we know it today. With the suppression of religious orders, which took place under the government of the Lorraine, the complex became a Conservatory for young girls and a free school for the girls of the people.

In the mid-1800s, the Stigmatine nuns established themselves, a congregation founded under the rule of St. Francis by Anna Lapini, an ironer of Borgo Allegri, a woman of great humanity who welcomed and educated poor and abandoned girls, helped the sick and prostitutes. There are many treasures preserved inside the Monastery, even if their current location does not always reflect the original one, due to the many changes over time. In the refectory we can admire a beautiful cenacle, which the art historian Luciano Berti attributed to Ridolfo del Ghirlandaio, or to his school, for the complex symbology that characterizes it. In the oldest part of the Convent, now used as a room for relics, we can contemplate the frescoes by Bicci di Lorenzo (1373-1452) dedicated to San Bernardo, San Nicola di Bari and San Girolamo and a Madonna with a child of great value perhaps attributable to the sphere of Lorenzo Monaco (1370-1425), restored a few years ago. This place deserves a careful visit from the readers because there are many works by important artists (Baccio da Montelupo, Benedetto da Maiano, Alessandro Allori…).

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