San Pier Scheraggio

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Una delle più importanti e antiche chiese di Firenze è San Pier Scheraggio. Si trova a fianco di Palazzo Vecchio, separata da uno stretto vicolo, e oggi risulta far parte della Galleria degli Uffizi.
La Chiesa, infatti, venne inglobata nella fabbrica degli Uffizi da Giorgio Vasari, che fece demolire la navata sinistra per allargare via della Ninna, portandola alle dimensioni attuali.
La chiesa prende il nome dal torrente Scheraggio che anticamente passava proprio di lì per poi, poche decine di metri dopo, arrivare all’Arno. Dallo scavo archeologico di Piazza Castellani, situata proprio dietro la chiesa, sono riaffiorate sepolture e tracce di una cinta muraria, quella della Firenze d’epoca romana. Il disegno ci mostra come doveva essere la Chiesa di San Pier Scheraggio, compreso l’apparato decorativo, divenendo quindi fonte d’ispirazione per alcuni pittori della generazione successiva. Ad eccezione della navata sinistra, la struttura volumetrica e alcuni elementi architettonici decorativi si sono salvati. Infatti, in via della Ninna possiamo vedere inglobate nella muratura esterna degli Uffizi le splendide colonne ancora in loco con i bellissimi capitelli in cotto che appartenevano alla chiesa. All’interno della Galleria degli Uffizi i primi due locali non sono altro che la navata centrale della chiesa che termina con una bellissima abside semicircolare a filaretti di pietra. Tutti questi elementi ancora visibili, compresa la cripta, ci hanno permesso di ricostruire la chiesa facendo riferimento alle coeve chiese esistenti per le parti mancanti. Gli scavi hanno messo in luce alcune sepolture e parte del chiostrino sito a fianco della chiesa medesima. È emerso il muretto angolare su cui poggiavano le colonnine del chiostro con una decorazione marmorea a rombi bianchi e verdi. A Prato esiste un chiostrino dello stesso periodo, adiacente al Duomo, con marmi bianchi e verdi e con colonnine decorate, quindi per la ricostruzione ci siamo ispirati a quel modello. Gli studi condotti e le fonti disponibili attestano che l’interno della chiesa era stato completamente affrescato e quindi abbiamo ipotizzato decorazioni a fascia con scene ed episodi biblici e del Nuovo Testamento. Per la pavimentazione non ci sono stati problemi perché durante gli scavi è emerso il pavimento originale, in cotto. La presenza della cripta ha permesso di ipotizzare un presbiterio rialzato con scalone centrale per l’accesso, schema consueto nell’architettura romanica lombarda e presente anche a Firenze, per esempio in San Miniato al Monte. In alcuni dipinti risalenti a epoche diverse s’intravede la piccola chiesa a fianco di Palazzo Vecchio, con la facciata caratterizzata dalla presenza del loggiato e anche del rosone. La presente ricostruzione, allegata all’articolo, è stata collocata su un pannello e si trova nel corridoio di accesso ai servizi della Galleria degli Uffizi.

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San Pier Scheraggio

San Pier Scheraggio is one of the most important and ancient churches in Florence. It’s located alongside Palazzo Vecchio, separated by a narrow alley, and is now part of the Uffizi Gallery.
In fact, Giorgio Vasari had the church incorporated in the plant of the Uffizi by demolishing the left nave in order to expand Via della Ninna, bringing it to its current width. The church takes its name from the stream of Scheraggio, which in ancient times used to pass right there, to then flow into the Arno just a few metres ahead. Tombs and traces of fortified walls dating back to Roman Florence re-emerged from the archaeological digs of Piazza Castellani, situated right behind the church. The design shows us how the Church of San Pier Scheraggio should have looked, including its decorative elements, and has hence become a source of inspiration for some painters of the next generation. With the exception of the left nave, the volumetric structure and some architectural elements have been salvaged. In fact, in via della Ninna, incorporated in the external walls of the Uffizi, the remains of the splendid columns can still be seen, with their beautiful terracotta capitals, which once belonged to the church. Inside the Uffizi Gallery, the first two rooms are nothing but what used to be the church’s central nave, which terminates with a beautiful semi-circular apse made in stone ashlars. All of these elements that are still visible, including the crypt, have allowed the church’s reconstruction, making reference to contemporary existing churches for the missing parts. Excavations have brought to light tombs and part of the chiostrino (or small cloister) found beside the same church. The angular small wall on which the cloister’s columns were once based on was also found, adorned with a marble decoration consisting of green and white rhombuses. In Prato there’s a chiostrino from the same time, adjacent to the Duomo, with green and white marble and decorated columns; inspiration was taken from this model for the reconstruction. Studies and available sources prove that the church’s interior was entirely frescoed, and, therefore, we hypothesised decorations arranged in bands, depicting biblical scenes and events from the New Testament. There were no issues in reconstructing the pavement, as the original terracotta flooring was found during the excavations. The presence of a crypt allowed us to hypothesise the presence of a raised presbytery with a central staircase for access; a customary scheme of Romanesque-Lombard architecture, present even in Florence, for example at San Miniato al Monte. In some paintings from different eras, it’s possible to see the small church right beside Palazzo Vecchio, with the façade characterised by the presence of a covered exterior gallery and of a rose window. The present reconstruction, hereby attached, has been placed on a panel present in the corridor leading to the services of the Uffizi Gallery.

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