Michelangelo e il “Tondo Doni”

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There are very few works on wood that are attributable to the Maestro, but this is the only one that is documented and retraceable since the 16th century. Its round shape and the Holy Family as its subject are traditional of Florence during that time since it had already become customary to gift round trays to newlyweds that depicted subjects connected to births, families and the like, which were used to bring food to the mother who had just given birth. These objects, called “desco da parto” (or birthing trays) were believed to bring good fortune for future births, and paved the way for the production of paintings in the same format and portraying similar subjects, which had no practical value, but were always connected to the moment of marriage.

The Tondo Doni is one of these artworks, and the occasion for its creation was the wedding of Maddalena Strozzi and Agnolo Doni, which took place on January 31st 1504; the dating of such work can be retraced to some time between this event and 1507. This is one of the most important moments of Michelangelo’s life. Born in 1475, at the end of the century, Michelangelo realized the Pietà for St. Peter’s Basilica in Rome; between 1501 and 1504, he sculpted the David for Florence; in 1504, he executed the cartoon of the Battle of Cascina for the Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, in competition with Leonardo da Vinci, who started the Battle of Anghiari for the same Salone; in 1505, he began to design the tomb for Pope Julius II, for which he will sculpt the famous Moses; in 1508, for the same pontiff, he started the adventure of the Sistine Chapel. The full force of this young artist is clearly evident in the iridescent figures of the Tondo Doni, which were inspired by ancient sculptures.

Even the Holy Family has the features of a sculptural group, spiralling in a coiled shape, a practical expedient dear to Michelangelo, who remains a sculptor even when painting and always imagines compositions that are visible from several different points of view. The meaning of the work is the transition from the ancient world of nude pagans to the new world of Jesus, through the preaching of John the Baptist, who is present on the right hand side between the two groups; instead, the heads present in the engraved frame, as by probable design by the master, are the prophets that foresaw the arrival of Christ. If what Giorgio Vasari says in his “Vite” is true, then Michelangelo was well aware of his worth: in fact, when Agnolo Doni refused to pay the artist seventy ducats for his work and offered forty ducats instead, he ended up having to pay a lavish one hundred and forty to own it.

ITALIANO
Michelangelo e il “Tondo DONI”

La recente inaugurazione di una nuova Sala degli Uffizi dedicata a Michelangelo, Raffaello e Fra Bartolomeo ha inevitabilmente rimesso al centro dell’attenzione un’opera tra le più celebri del Buonarroti, il Tondo Doni. Non molte sono le opere su tavola attribuibili al Maestro ma questa è l’unica a essere documentata e rintracciabile fin dal Cinquecento. La forma rotonda e il soggetto della Sacra Famiglia sono tradizionali nella Firenze dell’epoca dato che già da tempo si era diffusa l’usanza di regalare ai nuovi sposi vassoi rotondi con soggetti relativi a nascite, famiglie e affini, usati per portare cibo alla puerpera dopo la nascita di un figlio. Questi oggetti, chiamati “desco da parto”, ritenuti beneauguranti per nascite future, fanno iniziare la produzione di dipinti di medesimo formato e soggetto, ormai senza uno scopo pratico, ma sempre connessi al momento delle nozze.

Il Tondo Doni è uno di questi. L’occasione per la creazione dell’opera è il matrimonio tra Maddalena Strozzi e Agnolo Doni, avvenuto il 31 gennaio 1504, e la probabile datazione dell’opera va da questo momento al 1507. Questo è uno dei momenti più importanti della vita di Michelangelo. Nato nel 1475, alla fine del secolo, Michelangelo ha realizzato la Pietà per San Pietro, a Roma; tra il 1501 e il 1504 ha scolpito il David per Firenze; nel 1504 ha eseguito il cartone della Battaglia di Cascina per il Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, in competizione con Leonardo da Vinci che inizia la Battaglia di Anghiari per il medesimo Salone; nel 1505 inizia a progettare la tomba per il Papa Giulio II, per cui scolpirà il celebre Mosè; nel 1508, per lo stesso pontefice, inizia l’avventura della Cappella Sistina. Tutta la forza di questo giovane artista è ben visibile nelle iridescenti figure del Tondo Doni, ispirate a sculture antiche. Anche la Sacra Famiglia sembra un gruppo scultoreo, si avvita in una posa serpentinata, espediente caro a Michelangelo, scultore anche quando è pittore, che immagina sempre composizioni visibili da più punti di vista. Il significato dell’opera è il passaggio dall’antico mondo dei pagani, nudi, al nuovo mondo di Gesù, attraverso la predicazione di San Giovanni Battista, collocato a destra a metà tra i due gruppi; le teste nella cornice intagliata su probabile progetto del maestro sono invece i profeti che hanno previsto l’arrivo del Cristo. Michelangelo è ben consapevole del suo valore se è vero quello che racconta Giorgio Vasari nelle sue “Vite”, ovvero che quando Agnolo Doni, non volendo pagare all’artista settanta ducati per l’opera, gli propone quaranta ducati, si troverà costretto a sborsarne ben centoquaranta per entrarne in possesso.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt nella sala dedicata a Michelangelo e Raffaello. Il nuovo allestimento evidenzia la diversità e gli scambi tra Raffaello e Michelangelo, che dal 1504 al 1508 erano contemporaneamente a Firenze, e celebra quel periodo unico nella storia dell’umanità durante il quale nel giro di pochi anni, i più grandi artisti del mondo crearono le opere iconiche che oggi fanno parte dell’idea universale del Rinascimento in Italia.

Eike Schmidt, director of the Uffizi Galleries, in the room dedicated to Michelangelo and Raffaello. The new staging highlights the diversity and exchanges between Raphael and Michelangelo, who from 1504 to 1508 were contemporaneously in Florence, and celebrates that unique period in the history of humanity during which in a few years, the greatest artists of the world created the iconic works that today are part of the universal idea of the Renaissance in Italy.

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