FIORENTINI D’ADOZIONE La Firenze cosmopolita dell’Ottocento

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Come mi piacerebbe fare un viaggio nel tempo e trovarmi nella Firenze d’inizio Ottocento. L’isola felix di Toscana era iniziata nel 1765 con l’arrivo nel Granducato di Pietro Leopoldo, figlio di Maria Teresa d’Austria. Il principe governò la Toscana per 25 anni e la sua azione di governo fu improntata al riformismo e alla liberalizzazione del mercato per la quale ebbe il supporto di “borghesi”, funzionari non nobili di cui amò circondarsi. La formazione illuminista determinò la sua politica economica, la riforma della giustizia, l’abbassamento del debito pubblico accumulato dai Medici, la creazione delle Camere di Commercio; la riforma più conosciuta resta quella della giustizia criminale, che portò il 30 novembre 1786 all’abolizione della tortura e della pena di morte. In campo culturale riorganizzò l’Accademia dei Georgofili e anche l’Accademia della Crusca, nel 1775 creò il Museo di fisica e storia naturale sotto la direzione del fisiologo Felice Fontana, riorganizzò la Galleria Palatina di Palazzo Pitti e portò a Firenze le opere d’arte ospitate a Villa Medici a Roma. Nel 1790 Pietro Leopoldo dovette tornare in Austria per essere incoronato Imperatore. Il suo successore fu il figlio, Ferdinando III, tristemente meno determinato del padre nell’azione di governo. L’onda napoleonica che si abbatté sull’Italia lo cacciò via da Firenze, dove fece ritorno solo in seguito al Congresso di Vienna. Fu suo figlio Leopoldo II a salire sul trono nel 1824. A Firenze, da almeno un secolo già destinazione del Grand Tour svolto nella penisola da rampolli e intellettuali di tutta Europa, gli stranieri cominciano a fermarsi per viverci. Questi stranieri, che per i fiorentini erano tutti “inglesi”, in realtà venivano sì dall’Inghilterra ma anche da Francia, Germania, Polonia, Russia e Stati Uniti d’America. A Firenze trovavano case e palazzi da affittare o comprare a costi contenuti, una straordinaria tradizione artigianale, un buon clima, buon cibo e arte in ogni angolo, arte a cui ispirarsi, da acquistare, collezionare, commerciare…

Nel 1819 viene aperto a Palazzo Buondelmonti in Piazza Santa Trinita, il Gabinetto Vieusseux, un Gabinetto scientifico-letterario voluto dal ginevrino Giovan Pietro Vieusseux per dare voce alle opere scientifiche e letterarie di vari autori stranieri, dove grazie a forme di abbonamento si poteva accedere a riviste e libri nella lingua del proprio paese di origine: inglese, francese, tedesco, russo, polacco. Il Cimitero degli Inglesi in Piazzale Donatello, eretto nel 1827 per i non cattolici, in soli 50 anni, ospita le salme di persone di 16 diverse nazionalità. Nel 1878 si rende necessario realizzare un secondo cimitero non cattolico, su via Senese, destinato a persone di ogni fede: il Cimitero agli Allori. I caffè letterari erano di proprietà di molti “forestieri”: il Caffè Doney in via Tornabuoni, il Caffè Elvetico nelle vicinanze di Orsanmichele; il Caffè Gambrinus, Paszkowski, Gilli.

Firenze rappresentava un polo d’attrazione per studiosi, artisti, aristocratici impoveriti in patria, eccentrici, esiliati, che trovavano qui le condizioni economiche e sociali perfette per sviluppare quello che altrove era difficile. La presenza d’illustri stranieri è ben nota: tutti i fiorentini sono stati, da bambini o con i loro bambini, al Museo Stibbert; tutti abbiamo trascorso una domenica di primavera al Parco Mediceo di Pratolino o Villa Demidoff; e se non lo conoscete andate a vedere il Museo Horne.

ENGLISH
FLORENTINE BY ADOPTION
The cosmopolitan Florence of the 19th century

I would love to travel back in time to Florence at the beginning of the 19th century. The Tuscan oasis of happiness started in 1765, with the arrival in the Grand Duchy of Peter Leopold, son of Maria Theresa of Austria. The prince governed Tuscany for 25 years and his policy focused on reformism and the liberation of the market, receiving support from the “bourgeois”, non-noble officials he loved to surround himself with. The Enlightenment formation determined his economic policy, the reform of justice, the lowering of the public debt accumulated by the Medici, the creation of the Chambers of Commerce; his most famous reform remains that of the criminal justice, which, on November 30th 1786, led to the abolishment of torture and of the death penalty. In the cultural field, he reorganised the Accademia dei Georgofili and the Accademia della Crusca, he established the Museum of Physics and Natural History in 1775, under the direction of physiologist Felice Fontana, he updated the Palatine Gallery in Palazzo Pitti and brought to Florence the artworks kept at Villa Medici in Rome. In 1790, Peter Leopold had to return to Austria to be crowned Emperor. His successor, his son Ferdinand III, sadly was less resolute than his father in taking political action. The Napoleonic wave that hit Italy cast him away from Florence, where he returned only after the Congress of Vienna. His son Leopold II took the throne in 1824. Florence, which for about a century had become the destination of the Grand Tour of the peninsula made by descendants and thinkers from all of Europe, became also the home of many foreigners. The Florentine folk considered all of these foreigners to be “English”; some did in fact come from England, but also from France, Germany, Poland, Russia and the United States of America. In Florence, they found homes and palaces at convenient prices for rent or for sale, an extraordinary artisan tradition, a good climate, delicious food and exquisite art in every corner, an art that could be an inspiration, or that could be acquired, collected, traded…

In 1819 the Gabinetto Vieusseux was opened in Palazzo Buondelmonti in Piazza Santa Trinita; a scientific-literary reading room wanted by the Geneva merchant Giovan Pietro Vieusseux to give voice to scientific and literary works by many foreign authors, and where, through forms of subscription, people could access periodicals and books in the language of one’s country of origin: English, French, German, Russian, Polish. The English Cemetery in Piazzale Donatello, built in 1827 for non-Catholics, in just 50 years became home to the remains of people from 16 different countries. In 1878, a second non-Catholic cemetery was established in via Senese, destined to people of all faiths: the Cimitero degli Allori. Many “strangers” owned literary cafes: Caffè Doney in via Tornabuoni, Caffè Elvetico nearby Orsanmichele; Caffè Gambrinus, Paszkowski, Gilli. Florence represented an attraction for scholars, artists, impoverished foreign aristocrats, eccentrics, outcasts, who came seeking for the ideal economic and social conditions to develop what was difficult to achieve elsewhere. The presence of illustrious foreigners is well known: all Florentines, at some point in their lives, have visited the Stibbert Museum; we all have gone for a Sunday stroll to the Medicean Park in Pratolino or Villa Demidoff; and, if you haven’t done so already, go visit the Horne Museum.

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