Riscoprendo Andrea del Sarto

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Andrea del Sarto, Annunciazione Della Scala (1528 circa), dipinto a olio su tavola conservato nella Galleria Palatina di Firenze

A volte la fama di un artista non corrisponde affatto alla sua importanza storica. Questo è il caso di Andrea del Sarto (1486-1530) che, pur essendo stato modello e ispirazione per tutti gli artisti fiorentini che lo hanno seguito, è oggi virtualmente sconosciuto alla maggior parte delle persone che visitano Firenze. Andrea, figlio di un sarto, inizia presto a lavorare presso il celebre Piero di Cosimo e poi si sposta presso la bottega del Franciabigio. Secondo Giorgio Vasari, che, essendone stato allievo ne ha lasciato un vivido ritratto nel suo volume fondamentale “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori”, fu uno dei tanti giovani artisti affascinati dai cartoni di Michelangelo per la Battaglia di Cascina e di Leonardo per la Battaglia di Anghiari per il Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Tra i suoi modelli troviamo inoltre anche Raffaello e il tedesco Durer, conosciuto attraverso le sue stampe.

Il ritratto vasariano alterna luci e ombre della sua personalità: all’estrema eccellenza dell’artista si affianca la pochezza dell’uomo che, se dobbiamo dargli credito, smise di curare la propria famiglia per occuparsi di quella della bellissima ed insopportabile moglie, modella di molte sue figure, capace addirittura di farlo tornare indietro dalla Francia, luogo in cui era giunto tra molti onori per servire il re Francesco I, al tempo in cui questi ospitava anche Leonardo. Andrea promise al Re di tornare presto carico di opere d’arte italiane, ricevendo per questo un’ingente somma, ma non tornò mai e consumò per se stesso i soldi, coprendosi di disonore. Il colmo della beffa è che, al termine della vita, morendo di peste, la moglie non volle nemmeno occuparsi di lui! Andrea quindi sarebbe rimasto vittima di una bellezza femminile per lui fatale. Se la vita personale presenta delle ombre, lo stesso non può dirsi della produzione artistica: affreschi come quelli del Chiostro dello Scalzo, mostranti scene della vita di San Giovanni Battista a monocromo, o le Storie della vita di San Filippo Benizi e della Nascita della Vergine alla Santissima Annunziata, sono tra le opere più belle di tutto il Cinquecento. Per lo stesso luogo eseguì anche la monumentale Madonna del sacco, suo tardo capolavoro, ricco di riferimenti michelangioleschi. Già all’epoca il suo valore era ben compreso se si ricorda che nel 1530, al tempo dell’assedio di Firenze, il Cenacolo di San Salvi, solo grazie al suo affresco raffigurante l’Ultima cena, venne risparmiato dalla distruzione. Tra i suoi più grandi collezionisti troviamo i membri della famiglia Medici e nelle sale della Galleria Palatina a Palazzo Pitti, è impressionante la quantità e qualità dei capolavori del Maestro da loro accortamente acquisiti.

Andrea del Sarto, Autoritratto (1528 circa), Corridoio Vasariano, Firenze

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Rediscovering Andrea del Sarto

Sometimes the fame of an artist does not match their historic importance. This is the case of Andrea del Sarto (1486 – 1530), who, despite having been a model and an inspiration for all the Florentine artists that followed, is still unknown to the vast majority of those who visit Florence. Andrea, the son of a tailor, quickly began working with the famous Piero di Cosimo, and then moved to the workshop of Franciabigio. According to Giorgio Vasari, who, having been his student, left a vivid portrayal of the artist in his key volume “Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects”, del Sarto, like many other young artists, was fascinated by the fresco cartoons by Michelangelo for the Battle of Cascina and by Leonardo for the Battle of Anghiari for the Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Moreover, his models also included Raphael and the German painter Durer, who he discovered through his prints.

Vasari’s depiction alternates the lights and shadows of the artist’s personality: his extreme excellence as an artist is accompanied by his crassness as a man, who, if we must give him credit, stopped caring for his family to fully dedicate himself to that of his beautiful and unbearable wife, a model for many of his figures, capable even of making him return from France, where he had been received with many honours to serve King Francis I, at the same time in which Leonardo was also his guest. Andrea promised the King he would return hastily with many Italian artworks, and was awarded a large sum, however he never returned and ended up spending the money, making a fool of himself. To crown it all, at the end of his life, dying of the plague, his wife even refused to take care of him! Hence, Andrea eventually fell victim of a feminine beauty, a true femme fatale. If his personal life had its dark sides, the same cannot be said about his artistic production: frescoes such as the one at the Chiostro dello Scalzo, depicting scenes of the life of Saint John the Baptist in monochrome, the Stories from the life of San Filippo Benizi or the Nativity of the Virgin in Santissima Annunziata, are some of the most stunning works of the 16th century. In Santissima Annunziata, he also realised the monumental Madonna del Sacco, his late masterpiece, filled with Michelangelesque references. The value of del Sarto’s works had already been understood at the time, and, in fact, in 1530, when Florence was under siege, the Cenacolo di San Salvi was spared from destruction thanks to the presence of his fresco of The Last Supper. Among his greatest collectors, we recall the members of the Medici family, who carefully purchased many masterpieces by the Maestro that today can be admired for quantity and quality at the Palatine Gallery in Palazzo Pitti.

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