Villa “Il Gioiello” Dove dimorò Galileo Galilei

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La Villa “Il Gioiello” è situata a Pian dei Giullari, a sud di Firenze, vicinissima alla collina di Arcetri, sede dell’Osservatorio astrofisico. Questo borgo si era sviluppato lungo la strada che da Firenze portava all’Impruneta e aveva preso il nome dalle “feste e giullerìe” che si facevano nella sua piazza, come attesta lo storico Benedetto Varchi (1503-1585) nella sua Storia fiorentina.

Il territorio si è arricchito di ville e, tra queste, una delle più famose è proprio “Il Gioiello”, le cui origini sembrano risalire al XIV secolo. Un podere con villa e casa colonica che nel 1525 il catasto indica di proprietà dei signori Calderini. Nel 1529 viene citata per la prima volta come “Il Gioiello” toponimo con cui si indicavano luoghi particolarmente bene esposti e favorevoli alle coltivazioni. Nel 1529, durante l’assedio da parte delle truppe imperiali di Carlo V, tutta la zona fu distrutta e gli edifici rasi al suolo, episodio rappresentato da Giorgio Vasari nel 1555 in Palazzo Vecchio, nella sala Papa Clemente VII: un particolare dell’affresco mostra proprio le case di Pian dei Giullari. La proprietà distrutta era già stata sicuramente ricostruita quando nel 1559 passò dai Calderini ai Cavalcanti, poiché anche le caratteristiche architettoniche, la conformazione delle volte a lunetta delle prime due stanze e le cornici di pietra serena delle porte, la datano alla prima metà del sedicesimo secolo. Il motivo a tre roselline sui pieducci di pietra serena rimanda all’opera dello scultore e architetto fiorentino Baccio d’Agnolo (1462-1543). Quando nel 1631 Galileo Galilei la prese in affitto, era proprietà dei Martellini, come attesta una lettera di Virginia, conosciuta anche come Suor Maria Celeste, la figlia di Galileo, che abitava con la sorella nel vicino convento di San Matteo in Arcetri. Dalla finestra della Villa, Galileo poteva vedere dove vivevano le figlie. Nel 1633, un anno dopo l’uscita del libro Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, lo scienziato fu convocato a Roma, accusato di eresia e costretto all’abiura della sua tesi eliocentrica. Dopo un forzato soggiorno senese gli fu concesso di tornare a Firenze e qui, nel 1634, un’altra disgrazia sopraggiunse, la morte dell’adorata figlia Virginia. Nella quiete della Villa completò i suoi lavori di astronomia, fisica e matematica e concluse la vita e la sua opera di scienziato nel 1642, completamente cieco, ma confortato e aiutato dai discepoli, Benedetto Castelli e Vincenzo Viviani, suo futuro biografo, e anche da Evangelista Torricelli, discepolo del Castelli. Dopo la sua morte, il figlio Vincenzo redasse un inventario di quanto contenuto nella Villa e proprio da questo, seguendo la collocazione degli oggetti descritti, è stato possibile conoscere la configurazione della casa.

La Villa è a due piani con avancorpo, torretta adibita a piccionaia, e loggia esterna, oggi murata, sulla quale si alza un’altana dove Galileo osservava il cielo. La porta d’ingresso si apre tuttora sulla strada, dall’atrio alcuni scalini immettono in una “sala” di rappresentanza, dove furono ricevuti influenti personaggi italiani e stranieri, ambasciatori, poeti e, nel 1633, anche il Granduca Ferdinando II de’ Medici; qui il pittore fiammingo Justus Sustermans gli fece il ritratto oggi agli Uffizi. La Villa è divenuta monumento nazionale nel 1920 ed è stata in seguito acquistata dallo Stato Italiano e concessa in gestione all’Università di Firenze, che ne ha progettato il restauro, terminato nel 2004. La Villa è sede di convegni e conferenze e c’è la possibilità di visitarla su prenotazione, a cura del Museo di Storia naturale.

ENGLISH
Villa “Il Gioiello”
The home of Galileo Galilei

Villa “Il Gioiello” is located in Pian de’ Giullari, south of Florence, nearby the hilltop of Arcetri, where the Astrophysical Observatory is found. This hamlet developed along the road that connected Florence to Impruneta and took its name from the “parties and buffooneries” carried out in its square, as testified by historian Benedetto Varchi (1503-1585) in his Storia fiorentina.

Here, a number of villas were built, including the famous “Il Gioiello”, which seems to date back to the 14th century. A croft with a villa and a farmhouse that in 1525 was indicated by the cadastre as property of the Calderini. In 1529, it was mentioned for the first time as “Il Gioiello”, a toponymy used to indicate places with good exposure and favourable for agriculture. In 1529, during the siege by the imperial troops of Charles V, the entire area was destroyed and the buildings were wiped out; an episode represented by Giorgio Vasari in 1555 in Palazzo Vecchio, in the Pope Clement VII room: a detail of the fresco shows exactly the homes in Pian de’ Giullari. The razed property had surely already been reconstructed when it was passed on from the Calderini to the Cavalcanti in 1595, as even its architectural characteristics denote; the structure of the saddle vaults of the first two rooms and the limestone frames of the doors date it back to the first half of the 16th century. The motif with three roses on the limestone capitals recalls the work by sculptor and architect Baccio d’Agnolo (1462-1543). When in 1631 Galileo Galilei rented the home, it was owned by the Martellini, as attested by a letter from Virginia, known also as Suor Maria Celeste, Galileo’s daughter, who lived along with her sister in the nearby convent of San Matteo in Arcetri. From the Villa’s window, Galileo could see where his daughters lived. In 1633, one year after publishing the book Dialogue Concerning the Two Chief World Systems, the scientist was summoned to Rome, accused of heresy and forced to the abjuration of his heliocentric theory. After being contrived to reside in Siena, he was allowed to return to Florence, where, in 1634, another tragedy occurred: the death of his beloved daughter Virginia. In the quiet of his Villa, he completed his astronomy, physics and mathematics studies, and concluded his life and work as a scientist in 1642, completely blind, but comforted and aided by his disciples, Benedetto Castelli and Vincenzo Viviani, his future biographer, and by Evangelista Torricelli, a disciple of Castelli. After his death, his son Vincenzo drew up an inventory of the Villa and, from this, according to the position of the objects herein described, it was possible to know the layout of his home.
The Villa is on two floors with an avant-corps, a small tower used as a dovecote, an external loggia, today walled-in, above which is a turret from which Galileo observed the sky. The entry door still opens on the street, from the atrium a few steps lead to a representation “room”, where influential Italian and foreign subjects were welcomed, as well as ambassadors, poets and, in 1633, even the Grand Duke Ferdinando II de’ Medici; here, Flemish painter Justus Sustermans realised the portrait that is now in the Uffizi. The Villa became a national monument in 1920 and since then has been acquired by the Italian State and was granted for use to the University of Florence, which planned its restoration, concluded in 2004. The Villa is a location for conferences and meetings, and it is even possible to visit it upon reservation with the Museum of Natural History.

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