In occasione del 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino propone una serie di appuntamenti in onore del compositore

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Sarà un mese da fiaba quello in programma al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dove dal 7 novembre (con repliche 8, 9, 10, 11, 13 e 14 novembre) è in programma “La Cenerentola”, il melodramma di Rossini su libretto di Jacopo Ferretti, ispirato alla fiaba di Charles Perrault e scritta per il Teatro Valle di Roma, dove debuttò nel 1817. Gioachino Rossini è il più importante compositore italiano della prima metà del XIX secolo ed è uno dei massimi operisti della storia della musica, per la sua precocità nella composizione è soprannominato il “Mozart italiano”.

Morì il 13 novembre 1868 nella campagna parigina di Passy, dove si era ritirato a vita privata. “Rossini s’ispira liberamente alla fiaba di Charles Perrault, ma la plasma secondo i canoni del melodramma giocoso italiano per esprimere tutta la sua verve” spiega Cristiano Chiarot, sovrintendente del Maggio. La regia è firmata da Manu Lalli che prosegue “nella regia, non previste dal libretto, vi sono delle fate dei libri guidate da una fata bambina. La fata appare in alcuni punti dello spettacolo per guidare le vicende della protagonista con piccoli movimenti mimici di grande intensità poetica. È lei che insegnerà a Cenerentola che la bellezza non sta fuori ma dentro il cuore, che la vestirà per il ballo e che con la zucca la porterà a palazzo. È lei che guiderà il principe attraverso il temporale nella casa del barone, è lei che fin dall’inizio dell’opera apre lo spettacolo dando il via alla fiaba muovendo la bacchetta magica assieme al direttore”. Altro appuntamento da non perdere è il 17 novembre, quando il premio Oscar Nicola Piovani eseguirà “La Pietà”, composizione su libretto di Vincenzo Cerami, presentata a Firenze in prima esecuzione assoluta nella nuova versione. La Pietà canta, in versi liberi, il dolore archetipo della madre per la perdita del figlio, il dolore di Maria sotto la croce. Sul palcoscenico, protagoniste della rivisitazione di Piovani e Cerami sono due madri, ambedue affrante per la perdita del proprio figlio: la prima madre (Maria Rita Combattelli) in un Paese opulento e consumista, ha visto suo figlio ucciso dalla droga, da un’overdose, dall’abbondanza; la seconda, che ha la voce soul di Amii Stewart, ha perso il figlio ucciso dalla carestia, dalla fame e dalla scarsità di un Paese dell’Africa che non lo ha risparmiato. Gigi Proietti è la voce recitante.

Nicola Piovani

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For the 150th Anniversary of the death of Gioachino Rossi, the Teatro del Maggio Musicale Fiorentino will feature a series of appointments in honour of the composer

Next month at the Teatro del Maggio Musicale Fiorentino will be made of fables. From November 7th (with encores on November 8th, 9th, 10th, 11th, 13th and 14th) there will be the performance of “Cinderella”, the melodrama by Rossini with the libretto by Jacopo Ferretti, inspired by Charles Perrault ‘s fairy tale and written for the Valle Theatre in Rome, where it debuted in 1817. Gioachino Rossini is the most important Italian composer of the first half of the 19th century and is one of the greatest opera writers in the history of music, for his precociousness in composing he is nicknamed the “Italian Mozart”.

He died on November 13th 1868 in the Parisian countryside of Passy, where he had retired to private life. “Rossini is freely inspired by the fable by Charles Perrault, but he moulds it according to the canons of the Italian playful melodrama in order to express all of its verve” says Cristiano Chiarot, superintendent of the Maggio. The direction is of Manu Lalli, who added: “in the direction, not foreseen by the libretto, there are some fairies of books guided by a younger fairy. The fairy appears in some scenes and guides the protagonist’s narrative with small miming gestures that carry great poetic intensity. She will teach Cinderella that beauty lays not outside but inside the heart, and will also help dress her for the ball and accompany her with her pumpkin carriage. She will guide the prince through the storm in the house of the baron, and, from the beginning of the opera, she opens the show and starts the fable by swinging her magical wand together with the director”. Another appointment not to be missed is on November 17th, when Oscar winner Nicola Piovani will perform “La Pietà”, a composition on the libretto by Vincenzo Cerami, presented in Florence for the first time ever in its new version. La Pietà sings, in free verses, the archetypal pain of a mother for the loss of her son, the pain of Maria under the cross. On stage, the protagonists of this revisitation by Piovani and Cerami are two mothers, both broken for the loss of their children: the first (Maria Rita Combattelli) lost her son to a drug overdose, to abundance, in an opulent and consumerist country; the second, with the soul voice of Amii Stewart, lost her son to famine, to hunger and to the scarcity of an African country that did not spare him. The reciting voice will be that of Gigi Proietti.

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