Santa Reparata L’antica cattedrale di Firenze

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Illustrazione di Massimo Tosi

Santa Reparata è l’antica cattedrale di Firenze, inglobata poi nel Duomo di Santa Maria del Fiore iniziato da Arnolfo di Cambio nel 1294, che fu definitivamente distrutta nel 1375. Di essa rimase solo un sacello sotterraneo: la parte absidale della chiesa medesima. Dal sacello partirono le indagini che negli anni ‘60-‘70 del secolo scorso portarono alla scoperta di ambienti sottostanti il pavimento. I locali sotterranei, ancora visibili, riguardano parte delle navate e la cripta. Altri studi hanno permesso di ricostruire la pianta della chiesa o meglio delle chiese che si sono succedute dall’epoca paleocristiana. Santa Reparata, come ricostruita nel disegno, è quella della metà dell’XI secolo, periodo in cui si realizzarono le principali fabbriche del romanico fiorentino in continuità con la tradizione classica: Santa Felicita e Santi Apostoli, ma da queste Santa Reparata si discosta per l’adozione di forme derivate dall’architettura lombarda, come l’uso dei massicci pilastri poggianti su plinti quadrati, strutture che sostenevano le archeggiature poste a divisione delle navate e che in prossimità del presbiterio diventavano pilastri a fascio. Il presbiterio sopraelevato copriva la sottostante cripta sorretta da pilastrini su cui si appoggiavano le volte a crociera. Al presbiterio si accedeva tramite due rampe di scale posizionate alla fine della navata destra e sinistra, scale in cotto rivestite di marmi di cui rimangono resti in sito. Il disegno propone una decorazione a marmi bianco-verdi sia per la balaustra del pontile sia per la parete ricurva dell’abside centrale, prendendo a modello esempi simili di poco posteriori in San Miniato al Monte. Santa Reparata aveva un loggiato d’ingresso come testimoniano le basi di colonne trovate nell’area antistante la facciata. La tavola propone un loggiato ispirandosi a un disegno del 1665, conservato agli Uffizi, di Stefano Rosselli che, oltre a un campanile sulla sinistra, riporta statue e decorazioni geometriche a marmi bicromi, tali decorazioni abbelliscono la facciata poiché Santa Reparata era la chiesa più importante di Firenze: la Cattedrale. A sinistra, ortogonale alla facciata, è sito l’Ospedale di San Giovanni. Sappiamo dell’esistenza di quest’ospedale dai documenti che riportano gli anni della demolizione. Gli stessi documenti attestano che si trovava fra il Battistero e Santa Reparata. Nello spazio antistante i due monumenti non sono emerse fondazioni, ma solo sepolture. Quindi, nella ricostruzione, abbiamo ipotizzato che questo importante edificio fosse a ridosso delle mura proprio fra il Battistero e Santa Reparata stessa. Nella ricostruzione compare anche il bel San Giovanni. Senza entrare nell’acceso dibattito sulla datazione, il disegno si limita a rappresentarne la parte esterna nell’aspetto odierno con la sola variazione dell’abside semicircolare al posto della scarsella; questo perché in vari saggi di scavo sono emerse fondazioni di tal forma. L’interno appare pavimentato in cotto con al centro la vasca a immersione. La vasca è circondata da un recinto marmoreo con decorazioni bicrome demolito nel XVI secolo dal Buontalenti.

ENGLISH
Santa Reparata
The ancient cathedral of Florence

Santa Reparata is the ancient cathedral of Florence. After it was completely destroyed in 1375, the cathedral was transferred to the Duomo of Santa Maria del Fiore, begun by Arnolfo di Cambio in 1294. Today, all that remains of its early structure is an underground shrine: the apsidal part of the same church. In the 1960s-70s, investigations of the shrine led to the discovery of other areas beneath the flooring. These underground rooms, still visible today, are part of the church’s main nave and crypt. Other studies have allowed the reconstruction of the church’s layout, or rather that of the churches that for centuries followed one another since paleochristian times. Santa Reparata, as seen in the drawing, dates back to the mid-11th century, when the first Romanic workshops in Florence were founded, consistent with classical tradition: Santa Felicita and Santi Apostoli, although Santa Reparata differs for the adoption of forms derived from Lombard architecture, such as the use of massive pillars resting on square plinths, structures that acted as supports for the arches separating the naves, and which turned into clustered pillars in proximity of the presbytery. The raised presbytery covered the underlying crypt, supported by small pillars on which the groin vaults were set. Access to the presbytery was granted by two flights of stairs, located at the right and left ends of the nave, with terracotta steps lined by marble, of which the remains are still present on site. The drawing suggests white and green marble decorations both for the balustrade of the rood screen and for the curved wall of the central apse, taking inspiration from similar, slightly precedent examples in San Minato al Monte. Santa Reparata had an entry loggia, as shown by the bases of columns found in the area across from the façade. The diagram proposes a loggia inspired by a drawing from 1665 by Stefano Rosselli, preserved at the Uffizi, which, in addition to a bell tower on the left also includes statues and geometric decorations in bichromatic marble that adorned the façade, as Santa Reparata was the most important church in Florence: the Cathedral. On the left, perpendicular to the façade, is the Ospedale di San Giovanni. We know of the existence of this hospital thanks to the papers that document the years prior to the demolition. The same documents confirm its location between the Baptistery and Santa Reparata. In the space in front of these two monuments, no foundations have been found, only burials. Hence, during our reconstruction, we hypothesised this important building to be near the walls, right between the Baptistery and Santa Reparata itself. The bel San Givoanni is also present in the reconstruction. Without stepping into the heated debate on the date, the design limits itself in representing the external parts in today’s appearance, with just one variation regarding the semi-circular apse instead of the small rectangular apse, or “scarsella”; and this is because the foundations of such shape surfaced during several excavation trials. The inside appears to be paved in terracotta with the baptismal font at its centre. The font is surrounded by a marble enclosure with bichromatic decorations, demolished in the 16th century by Buontalenti.

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