Virginia Bourbon Agnelli Una donna dalla personalità straordinaria, artefice dell’Operazione Farnese

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Renato Guttuso - “Got mit Uns”

La fine della prima guerra mondiale fu un’esperienza devastante che mise gli uomini di fronte a qualcosa di assoluto, indefinibile, disumano, che nessuna logica poteva descrivere. Con la deposizione delle armi, con la cospirazione di Sykes Picot, il Trattato di Balfour e il Trattato di Versailles, il mondo veniva politicamente e geograficamente ridisegnato. L’Italia era invitante per la sua arte, il paesaggio e la storia, quella più cavalleresca, fatta di Principi, Marchesi e aristocratici, un richiamo irresistibile per le ricche ereditiere americane in cerca di un titolo nobiliare. Ed è qui che troviamo Jane Campbell a Roma e Margherita Clarke a Firenze. La prima sposò Carlo Bourbon del Monte, principe di San Faustino e la seconda Filippo Caracciolo, principe di Castagneto. Dal matrimonio di Jane Campbell con Carlo Bourbon nacque Virginia, bella, anticonformista, intelligente, educata in un ambiente aristocratico ma decisamente liberal, fu l’artefice dell’“Operazione Farnese”. Nel 1919 sposò Edoardo Agnelli, unico erede del terzo polo industriale italiano, la Fiat, un matrimonio d’amore coronato dalla nascita di ben sette figli, tra cui l’Avvocato Gianni Agnelli. Le favole, si sa, disturbano gli infelici, e una Torino chiusa e in decadenza dai tramontati fasti di capitale, fece a Virginia una guerra sotterranea fatta di pettegolezzi. Il 14 luglio 1935, a soli 43 anni, Edoardo Agnelli muore a causa di un incidente sull’idrovolante che lo trasferiva da Forte dei Marmi a Genova. Virginia, a 35 anni, si trova vedova con sette figli piccoli. Tempo dopo Virginia, che è molto corteggiata, intraprende una relazione con l’affascinante Curzio Malaparte, scrittore, giornalista e saggista, ex fascista, confinato a Forte dei Marmi per dissidi con il Regime, licenziato quale direttore del quotidiano La Stampa, di proprietà della famiglia Agnelli. Fu per spirito di rivalsa nei confronti del Senatore Agnelli che volle far innamorare la nuora appena rimasta vedova? Le ipotesi sono molteplici e tutte convergono a sottolineare la burrascosa relazione che intercorse tra di loro, tanto che il suocero senatore le tolse la patria potestà dei sette amatissimi figli. Alla vigilia dello scoppio della seconda guerra, Virginia tornò a vivere a Roma ma fu arrestata in quanto figlia di un’americana. Tornata libera, Virginia, conobbe Eugene Dollmann, il trait-d’union tra le SS e Mussolini, un diplomatico in divisa che Bernard Berenson nel suo libro “Rumor Reflection” descrive: “un uomo così colto, affabile, sensibile e giudizioso come può essere il luogotenente di Himmler?”. L’amicizia con Dollmann permise a Virginia di organizzare, il 10 maggio del 1944 in Vaticano, l’incontro tra il Comandante Supremo delle SS in Italia, Karl Otto Wolff e Pio XII, allo scopo di evitare spargimenti di sangue durante il ritiro delle truppe tedesche. Nell’aprile del 1945 Wolff negoziò la resa all’insaputa di Hitler. Virginia muore in un incidente stradale vicino Forte dei Marmi, il 30 novembre 1945. Ventisei giorni dopo suo suocero venne assolto dal Comitato di Liberazione Nazionale e questo permise alla famiglia Agnelli di continuare ad essere al comando della Fiat, un’assoluzione che derivò dall’Operazione Farnese compiuta da Virginia, come accertato da tutti gli storici.

ENGLISH
Virginia Bourbon Agnelli
A woman with an extraordinary personality and the mind behind Operation Farnese

The end of the First World War was a devastating experience that put mankind in front of something absolute, indefinable, ungodly, something that no logic could describe. With the laying down of weapons, the conspiracy of Sykes Picot, the Balfour Declaration and the Treaty of Versailles, the world was both politically and geographically redesigned. Italy was inviting because of its art, landscapes and history, the most chivalrous, with its Princes, Marquees and aristocrats; an element of great appeal for rich American heiresses seeking for a noble peerage, such as Jane Campbell in Rome and Margherita Clarke in Florence. The former married Carlo Bourbon del Monte, prince of San Faustino, while the latter wed Filippo Caracciolo, prince of Castagneto. Jane Campbell and Carlo Bourbon had a daughter, Virginia, who was beautiful, nonconformist, intelligent, educated in an aristocratic environment yet definitely liberal, who went on to become the mind behind “Operation Farnese”. In 1919, she married Edoardo Agnelli, single heir of Italy’s third industrial zone, Fiat; a marriage made of love, topped off with the birth of seven children, including the “Avvocato” Gianni Agnelli. As we know, fairy tales bother the disgruntled, and, in a closed and declining Turin after its fasts as the capital of Italy, rumours and gossip about Virginia began to spread. On July 14th 1935, at just 43 years of age, Edoardo Agnelli died in an accident to the seaplane on which he was travelling from Forte dei Marmi to Genoa. Virginia, 35, is now a widow with seven young children. She was highly courted, and, after some time, she began a relationship with the charming Curzio Malaparte, a writer, journalist and essayist, a former fascist, confined to Forte de Marmi for disagreeing with the Regime, and fired as director of the newspaper La Stampa, owned by the Agnelli family. Was it perhaps the spirit of revenge against Senator Agnelli that pushed him to seek the love of his recently widowed daughter-in-law? Who knows, there are many theories, and all seem to underline their troubled relationship, so much so that her senator father-in-law withdrew her parental authority over her seven beloved children. On the eve of the Second World War, Virginia returned to live in Rome, where she was arrested for being the daughter of an American. Once freed, Virginia met Eugene Dollmann, the trait-d’union between the SS and Mussolini, a diplomat in uniform who Bernard Berenson in his book “Rumour Reflection” described like this: “how could a man so cultured, reliable, sensitive and earnest, be Himmler’s lieutenant?”. The friendship with Dollmann allowed Virginia to organise a meeting in the Vatican on May 10th 1944 between Karl Otto Wolff, Supreme Commander of the SS in Italy, and Pius XII, in order to avoid bloodshed during the retreat of the German troops. In April 1945, Wolff negotiated his surrender behind Hitler’s back. Virginia died in a car crash near Forte dei Marmi on November 30th 1945. Twenty-six days later, the National Liberation Committee discharged her father-in-law, allowing the Agnelli family to remain at the helm of Fiat; an acquittal that came from Operation Farnese, ideated by Virginia, as ascertained by all historians.

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