At the Centro Pecci in Prato, a show that explores the female universe and its many possibilities through the pictures by 5 great Italian photographers

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Corteo del Movimento Femminista.

“Soggetto nomade” is the exhibit that will be hosted until March 8th 2019 at the Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci in Prato, which collects for the first time ever, in a single exhibit, the pictures by five Italian photographers – a selection of about 100 shots – realised between the mid-60s and the 80s. Images that portray unusual ways of feminine life and are the spitting image of a society, the Italian one, which from the 60s until the end of the 80s was rapidly changing and becoming aware of the possibilities of affirming itself in different ways and roles. These are difficult years, with sudden shifts from radical politics subversive of hedonism, from the Years of Lead to the civic achievements with the Laws on abortion and on divorce. Social achievements, in which women are the absolute protagonists. Thus, this reflection on feminine identity and its representation cannot ignore the portraits of transvestites from Genoa by Lisetta Carmi (Genoa, 1924), the images of actresses and artists by Elisabetta Catalano (Rome, 1941-2015), the shots of the feminist movement by Paola Agosti (Turin, 1947), the Sicilian women and children by Letizia Battaglia (Palermo, 1935), and the men dressed as women for a Carnival event in Campania by Marialba Russo (Naples, 1947). In Italy, photographers and photo reporters in the fields of art and photojournalism started to emerge only since the 60s, and the image of the feminine and of what is womanly, which lies at the heart of the exhibit, is for these photographers a vehicle for a strong and sharp representation of the woman and of the models that they challenge and communicate using an incisive language intended to explore reality, without veils and truthful in order to contribute to undermine bourgeois models and stereotypes. The title of the exhibit is inspired by the book by philosopher Rosi Braidotti, a collection of essays, Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità (Donzelli, Rome, 1995), in which a new, multifaceted, multicultural, and stratified sexual subjectivity is outlined, just like the one represented in the shots by the photographers featured at the exhibition.

Soggetto nomade
Feminine identity through the pictures by five Italian photographers, 1965-1985: Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Marialba Russo
Curated by Cristiana Perrella
e Elena Magini
From December 14th 2018
to March 8th 2019
Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica 277, Prato


ENGLISH
Al Centro Pecci di Prato una mostra che indaga l’universo femminile e le sue molte possibilità attraverso gli scatti di 5 grandi fotografe italiane

“Soggetto nomade” è la mostra che fino all’8 marzo 2019 sarà ospitata nel Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato che raccoglie per la prima volta, in un unico evento espositivo, gli scatti di cinque fotografe italiane – una selezione di circa 100 fotografie – realizzati tra la metà degli anni ‘60 e gli anni ‘80. Immagini che ci restituiscono modi insoliti di vivere la femminilità e sono lo specchio di una società, quella italiana, che a partire dagli anni Sessanta fino alla fine degli anni Ottanta stava velocemente cambiando prendendo consapevolezza della possibilità di affermarsi in ruoli e modi differenti. Sono anni difficili, con passaggi repentini dalla politica più radicale e sovversiva all’edonismo, dagli anni di piombo alle conquiste civili per la Legge sull’aborto o sul divorzio. Conquiste sociali dove le donne sono protagoniste assolute. Così questa riflessione sull’identità femminile e la sua rappresentazione non può prescindere dai ritratti di travestiti di Genova di Lisetta Carmi (Genova 1924), le immagini di attrici e artiste di Elisabetta Catalano (Roma, 1941-2015), gli scatti sul movimento femminista di Paola Agosti (Torino, 1947), le donne e le bambine siciliane di Letizia Battaglia (Palermo, 1935) e gli uomini travestiti per un giorno da donne in occasione di un carnevale in Campania di Marialba Russo (Napoli, 1947). In Italia l’attività di fotoreporter e fotografe all’interno del sistema dell’arte e del fotogiornalismo ha avuto inizio solo a partire dagli anni Sessanta e l’immagine del femminile e al femminile, al centro della mostra, è per queste fotografe un veicolo per una rappresentazione forte e incisiva della donna e dei modelli che esse affrontano e comunicano con un linguaggio incisivo e volto a indagare la realtà, senza veli e sincero al fine di contribuire a scardinare gli stereotipi e i modelli borghesi. Il titolo della mostra prende spunto dal libro della filosofa Rosi Braidotti, una raccolta di saggi, “Soggetto nomade. Femminismo e crisi della modernità (Donzelli, Roma 1995), in cui si tratteggia una nuova soggettività sessuata e molteplice, multiculturale e stratificata, come quella rappresentata negli scatti delle fotografe presenti in mostra.

Soggetto nomade
Identità femminile attraverso gli scatti di cinque fotografe italiane, 1965-1985: Paola Agosti, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Marialba Russo
a cura di Cristiana Perrella
e Elena Magini
Dal 14 dicembre 2018
all’8 marzo 2019
Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci
Viale della Repubblica 277, Prato

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