La Pensione Hadfield, Maria e gli altri

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L’autoritratto di Maria Hadfield Cosway ci narra una storia dagli interessanti scenari sull’hotellerie fiorentina e sugli stranieri in città. Maria era nata nel 1760 a Firenze, in un palazzo che ancora possiamo ammirare fra via dei Geppi e via Santo Spirito. Suo padre, l’inglese Charles Hadfield, aveva inaugurato la sua pensione nel 1759 dopo che, nel suo personale Grand Tour, aveva potuto toccare con mano lo scarso livello dell’ospitalità toscana di quel tempo. Charles sposò la moglie Isabella a Livorno e l’esperienza di albergatore in Italia durò fino alla sua morte, nel 1779. La pensione era un centro cosmopolita, frequentato da illustri viaggiatori stranieri. Maria era molto dotata per le arti figurative, la musica, fu istruita dalla pittrice Violante Beatrice Siries Cerreti e a 19 anni venne ammessa all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Maria trascorreva giornate intere agli Uffizi e Palazzo Pitti, copiando i capolavori del passato, come faceva la maggior parte degli stranieri in visita a Firenze che almeno fino alla fine del Settecento, prima che qualunque concetto di “Rinascimento” fosse stato formulato, prediligevano gli artisti di cui Vasari aveva lodato genio e abilità. Nelle guide turistiche più in voga nella seconda metà del Settecento, le uniche mete che interessavano i viaggiatori inglesi erano gli Uffizi con particolare interesse per la Venere dei Medici nella Tribuna, Palazzo Pitti per Raffaello, Santa Croce per le tombe degli artisti e Santissima Annunziata per gli affreschi di Andrea del Sarto. L’Autoritratto di Maria Hadfield con turbante, di recente attribuzione, risale agli anni fra il 1773 e il 1778, e Maria stessa l’aveva donato all’Accademia prima di ripartire per l’Inghilterra. Maria, tornata in Inghilterra, sposò l’artista di corte Richard Cosway, più anziano di lei e molto libertino. Maria frequentò i protagonisti della vita culturale del tempo, tra questi anche Thomas Jefferson, il futuro presidente degli Stati Uniti, che incontrò a Parigi nel 1786, e non dimenticò mai Firenze dove tornò più volte. In Italia, a Lodi, aprì una casa di educazione per fanciulle e qui trascorse gli ultimi anni della sua vita, fino al 1838. Ancora oggi esiste la Fondazione Maria Cosway. La storia della Pensione Hadfield è paradigmatica del fenomeno del turismo verso Firenze tra fine Settecento e Ottocento: ai connazionali inglesi erano messi a disposizione la pulizia, i letti confortevoli e la colazione che non si trovava in altri alberghi. La birra e il cibo inglese erano facilmente reperibili grazie alla vicinanza del porto di Livorno, che commerciava con l’Inghilterra. La particolare attenzione di Firenze per gli ospiti internazionali era iniziata già con Sir Horace Mann, Ambasciatore a Firenze, che intorno alla metà del Settecento riuniva nei suoi ricevimenti la nobiltà fiorentina e i viaggiatori eccellenti. La storia di Firenze aveva colpito gli stranieri già ai tempi degli ultimi Medici, ma fu con l’avvento di Pietro Leopoldo e delle sue riforme che la classe borghese e la nobiltà internazionale trovarono affinità con la storia di mecenatismo alle arti offerto, dal Quattrocento in poi, dalle importanti famiglie di commercianti fiorentini.

ENGLISH
The Hadfield Guesthouse,
Maria and the others

The self-portrait of Maria Hadfield Cosway tells the interesting story of Florentine hotellerie and of foreigners in the city. Maria was born in Florence in 1760, in a palace that still stands today between via dei Geppi and via Santo Spirito. Her father, Englishman Charles Hadfield, had opened his guesthouse in 1759 after personally experiencing the low level of Tuscan hospitality of that time during his Grand Tour. Charles married Isabella in Leghorn and his experience as hotelier in Italy lasted until his death, in 1779. The guesthouse was a cosmopolitan hub, a place frequented by illustrious foreign travellers. Maria was very talented in figurative arts, in music, and she was taught by painter Violante Beatrice Siries Cerreti and at 19 years old was admitted to the Academy of Fine Arts in Florence. Maria spent entire days at the Uffizi and Palazzo Pitti, imitating masterpieces of the past, as did many other foreigners visiting Florence who, at least up to the end of the 18th century, before any concept of “Renaissance” had been stipulated, preferred those artists who’s genius ability had been praised by Vasari. In the most popular tourist guides from the second half of the 18th century, the only destinations that interested English travellers were the Uffizi, with particular attention for the Venus of the Medici in the Tribuna, Palazzo Pitti for Raphael, Santa Croce for the tombs of the artists, and Santissima Annunziata for the frescos of Andrea del Sarto. The Self-portrait of Maria Hadfield with Turban, of recent attribution, dates back to the years between 1773 and 1778, and Maria herself donated it to the Academy before she left back for England. Once Maria returned to England, she married court artist Richard Cosway, older than her and very libertine. Maria spent time with the protagonists of the cultural life of the time, such as Thomas Jefferson, future president of the United States, who she met in Paris in 1786, and she never forgot about Florence, which she visited several times. In Italy, in Lodi, she opened an education home for young women, and it is here that she spent the last years of here life, until 1838. The Maria Cosway Foundation still exists. The story of the Hadfield Guesthouse is paradigmatic of the phenomenon of tourism in Florence between the end of the 17th and the 18th century: her English compatriots were offered a clean accommodation, comfortable beds, and a unique breakfast. English beer and food were easy to find thanks to the nearby port of Leghorn, which traded with England. Florence’s particular attention to international travellers had already begun with Sir Horace Mann, Ambassador in Florence, who, around the mid 17th century, hosted receptions where both Florentine nobility and high profile travellers were present. Florence’s history had already struck foreigners during the time of the Medici, but it was not until the arrival of Pietro Leopldo and his reforms that middle class and international nobility found affinity with the story of patronage of the arts that was offered, from the 15th century onwards, by important families of Florentine merchants.

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