Parlando con Nikita Michalkov e Andrej Michalkov-Končalovskij Vi racconto com’è nato il nuovo cinema russo

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“Paradise” di Andrej Končalovskij

Quando si parla di cinematografia russa, il pensiero va a due sicuri punti di riferimento: Andrej Michalkov-Končalovskij e Nikita Michalkov. Il primo ha ricevuto nel corso della sua carriera il Gran premio della giuria al 32° Festival di Cannes nel 1979 per “Siberiade”, e il Leone d’argento al Festival di Venezia del 2002, per “La casa dei matti”. Il secondo, invece, ha vinto il Gran premio della Giuria di Cannes nel 1994 per “Sole ingannatore” e, nel 1995, con lo stesso film, si è aggiudicato l’Oscar al miglior film straniero. Per chi non lo sapesse, i due sono fratelli, figli del poeta Sergej Michalkov. Interessante capire il loro punto di vista sul cinema russo di oggi. Nel 1994, la nuova Russia ha fatto nascere La fondazione russa della cultura guidata da Nikita Michalkov, dando ampio spazio e sostegno ai giovani. Nikita Michalkov precisa che “con la nascita di una nuova generazione di registi come Cuchraj e Ordynsij, essi hanno completamente rinnovato il cinema russo; da quando presiedo l’Unione dei cineasti, un ruolo che mi piace, ho meno tempo per l’insegnamento e per produrre un altro mio film, ma d’altra parte mi preme riuscire a creare un meccanismo che permetta di avere fondi per le produzioni dei nuovi registi e portare i loro lavori in Festival Internazionali, in Europa, con rassegne cinematografiche per far conoscere il nostro nuovo cinema”. Andrej Michalkov-Končalovskij è d’accordo: “La gente oggi non ha più voglia di un cinema che aiuti a capire i misteri dell’uomo, ma ha bisogno di divertimento, di fastfood, basti pensare che in cinque su dieci sale moscovite proiettano gli stessi film americani. Non c’è solo Andrej Petrovič Zvjagincev (l’autore de Il ritorno del 2003 con cui ha avuto un grande successo e ha ricevuto numerosi premi tra cui il Leone d’oro al Festival di Venezia; nel 2014 si aggiudica con Leviathan il Prix du scénario al festival di Cannes ed il Golden Globe per il miglior film straniero. Nel 2017 ha scritto e diretto Loveless, con cui ha ottenuto il Premio della giuria al Festival di Cannes, il Premio César per il miglior film straniero 2018, nonché due candidature nella medesima sezione al Golden Globe e al Premio Oscar), ce ne sono molti altri di registi russi talentuosi ma sconosciuti all’estero perché la distribuzione li penalizza”. Nikita Michalkov conclude affermando che “se oggi finalmente abbiamo il sistema che li promuove e li supporta con mezzi finanziari per poter lavorare, di energie ne occorrono ancora tante per correggere gli errori del passato”.

Nikita Michalkov

ENGLISH
A conversation with Nikita Mikhalkov and Andrei Mikhalkov- Konchalovsky
The story of how new Russian cinema was born

When we speak of Russian cinematography, our thoughts go out to two sure reference points: Andrei Mikhalkov-Konchalovsky and Nikita Mikhalkov. The former, throughout his career, achieved the Jury’s Grand Prize at the 32nd Cannes Film Festival in 1979 for Siberiade, and the Leone d’Argento prize at the Venice Film Festival in 2002, for House of Fools. The latter, instead, won the Jury’s Grand Prize in Cannes in 1994 for Burnt by the Sun, and, in 1995, with the same film, won the Oscar award as Best Foreign Language film. For those who do not know, the two are brothers, sons of the poet Sergej Mikhalkov. It is interesting to know their opinion on today’s Russian cinema. In 1994, the then new Russia founded the Russian Cultural Fund led by Nikita Mikhalkov, which offered lots of space and support to young talents. Nikita Mikhalkov points out how “with the birth of a new generation of directors like Cuchraj and Ordynsij, Russian cinema has been completely renewed; ever since I became head of the Russian Cinematographers’ Union, a role that I enjoy, I have less time for teaching and to produce another film of my own, however I have the urge of creating a mechanism that will allow the funding of productions of new directors and present their works at International Film Festivals, in Europe, with cinematographic collections aimed at spreading awareness for our new cinema.” Andrei Mikhalkov-Konchalovsky agrees: “People today do not want a cinema that helps them understand the mysteries of mankind, they want fun, and fast food. Just think that five out of ten cinema halls in Moscow show the same American films. There is not just Andrey Petrovich Zvyagintsev (the author of The Return, 2003, which brought him great success and received several awards, such as the Leone d’Oro at the Venice Film Festival; in 2014 he achieved the Best Screenplay Award at the Cannes Film Festival and the Golden Globe as Best Foreign Language film. In 2017, he wrote and directed Loveless, which led him to win the Jury’s Grand Prize at the Cannes Film Festival, the César Award as Best Foreign Language film in 2018, and even two nominees for the same category at the Golden Globes and Oscar awards), there are also many other Russian directors who are not known abroad because distribution penalizes them.” Nikita Mikhalkov concludes by saying that “if today we finally have a system that promotes and supports these directors with financial resources that allow them to work, there is still a lot of work to be done to right past wrongs.”

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