San Miniato al Monte Simboli e Mistero di un’architettura sacra

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Non tutta l’architettura a carattere religioso è architettura sacra; il mondo moderno ha perso la dimensione del sacro e con essa la capacità di costruirne gli edifici. L’architettura sacra è compenetrata nel Mistero e racchiude in sé le misure dell’universo e i suoi ritmi.
Un edificio sacro è un Tempio, cioè uno spazio ritualmente circoscritto all’interno del quale il tempo perde il suo potere, soggiogato dall’irruzione dell’eternità. Costruito secondo regole cosmiche, il Tempio diventa una Porta del Cielo. Perché un edificio diventi un Tempio deve rispondere a regole sacre e non può essere costruito ovunque; il luogo deve essere orientato secondo i moti del sole e degli astri, deve rispondere a proporzioni armoniche che sono quelle stesse che regolano le frequenze musicali e le energie che percorrono il cosmo e lo sostengono. Nel Millenario della rifondazione della Basilica di San Miniato al Monte a Firenze, il simbolismo impresso in questo straordinario monumento ci dimostra cosa sia un’architettura sacra, quale potenza arcana se ne sprigioni, quali effetti sia capace di indurre sulla mente e sulla psiche, indirizzandoci consciamente o inconsciamente verso una dimensione di assoluta quiete ed armonia. La Basilica di San Miniato al Monte è il prototipo di un’architettura sacra. Il 27 aprile del 1018 il vescovo Ildebrando ricostituiva un antico monastero sul monte di San Miniato, affidandolo a monaci benedettini e a esso conferiva una parte considerevole dei beni e delle rendite della diocesi. Perché il vescovo di Firenze avrebbe dovuto devolvere a un piccolo monastero fuori della città rendite così cospicue? Anche i successori di Ildebrando dedicheranno tempo e ingenti risorse al monastero sul monte, ponendovi abati di loro fiducia. Cosa aveva dunque di così importante quel luogo? Il libro “San Miniato al Monte 1018-1207. Simboli e Mistero di un’architettura sacra” scritto mille anni dopo l’evento, cerca di rispondere. Vedremo come per Ildebrando il recupero dell’antico monastero fosse un modo per riaffermare la dignità e l’autorità vescovile, compromessa dalla corruzione, dalla simonia, dal degrado morale. Vedremo come per i suoi successori questo scopo si arricchisse con il progetto di una basilica ricca ed imponente, quasi una nuova cattedrale affidata alla custodia di monaci fedeli, contrapposta a quella cittadina gestita da una comunità di canonici in perenne contestazione e lite con il vescovo. Vedremo come, quando i lavori passarono in mano ai laici dell’Arte di Calimala, la basilica e il suo ricco apparato decorativo si caricarono di profondi contenuti simbolici, cosmologici ed esoterici di impronta neoplatonica e pitagorica, quali erano stati elaborati dalla cosiddetta Scuola di Chartres, nella Francia del XII secolo, con la quale Firenze ebbe stretti rapporti. Non è tutto. Ci accorgeremo di come quegli atti fossero strettamente legati alla consapevolezza che la collina ripida, che sovrasta la città dalla direzione dove il sole sorge nel solstizio d’inverno, non fosse un luogo come gli altri, ma un monte posto alla confluenza di energie potenti. Vedremo come la sapienza di uomini santi abbia saputo costruire sul monte una cassa armonica per far risuonare queste correnti invisibili, usando gli stessi ritmi delle loro onde.

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ENGLISH
San Miniato al Monte
Symbols and Mystery of a sacred architecture

Not all of religious architecture is sacred architecture; the modern world has lost the dimension of what is sacred, and with it even the capacity of constructing such edifices. Sacred architecture is permeated in Mystery and envelops the size of the universe and of its rhythms.
A sacred building is a Temple, or in other words a ritually confined space within which time loses its power, subdued by the irruption of eternity. Built according to the cosmic rules, a Temple becomes a Gateway to Heaven. For a building to become a Temple it must follow the sacred rules and cannot be built just anywhere; the location must be oriented based on the motions of the sun and of the stars, it must possess harmonic proportions just like those that regulate musical frequencies and the energies that flow in and support the cosmos. For the Millennial of the refounding of the Basilica of San Minato a Monte in Florence, the symbolism embedded in this extraordinary monument shows us the extent of this sacred architecture, what arcane power it radiates, what effects it can induce on the mind and on the psyche, consciously or subconsciously leading us towards a dimension of absolute calm and harmony. The Basilica of San Miniato a Monte is the prototype of a sacred architecture. On April 27th 1018, bishop Hildebrand restored an ancient monastery on the hill of San Miniato, and by giving it in custody to the Benedictine monks he bestowed a considerable part of goods and of the income of the diocese. Why did the bishop of Florence choose to devolve such important funds to a small monastery outside the city? Even Hildebrand’s successors dedicated time and immense resources to the monastery on the hill, placing abbots of their choosing. So what was so important about this place? The book “San Miniato al Monte 1018-1207. Simboli e Mistero di un’architettura sacra,” written a thousand years after the intervention, tries to provide an answer. We will see how, for Hildebrand, recovering this ancient monastery was a way to reassert episcopal dignity and authority, compromised by corruption, by simony, and by moral deterioration. We will see how, for his successors, this goal was enhanced by the project of a rich and monumental basilica, close to a new cathedral kept by loyal monks, juxtaposed to that of the city, ran by a community of canonicals in constant protest and quarrel with the bishop. We will see how, when the works go from the laics o the Art of Calimala, the basilica and its rich decorative apparatus are loaded with deep symbolic, cosmological, and esoteric meanings, markedly Neo-Platonist and Pythagorean, elaborated by the so-called School of Chartres, in France, during the 12th century, and with which Florence entertained a close rapport. That’s not all. We will notice how those acts were strictly connected to the awareness that the steep hill, which overlooks the city from the direction where the sun rises during the winter solstice, was not just like any other place, but rather was a hill situated where strong energies met. We will see how the knowledge of saintly men allowed the construction atop of a hill of a harmonic sound box to resonate these invisible currents, using the same rhythms of their waves.

Renzo Manetti, architect, writer, professor at the Academy of the Arts of Drawing, has covered the topic of iconology and symbolism for over twenty years. In 2006, he published historical novel “The Secret of San Miniato”.
www.renzomanetti.com

“San Miniato al Monte 1018-1207. Simboli e Mistero di un’architettura sacra”.
Mauro Pagliai Editore, Florence, 2018

Renzo Manetti, architetto, scrittore, professore ordinario dell’Accademia delle Arti del Disegno, si occupa da oltre un ventennio d’iconologia e simbolismo. Nel 2006 ha pubblicato “Il Segreto di San Miniato”, romanzo storico tradotto in inglese “The secret of San Miniato”.
www.renzomanetti.com

“San Miniato al Monte 1018-1207. Simboli e Mistero di un’architettura sacra”.
Mauro Pagliai Editore, Firenze, 2018

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